Il rumore della porta che sbatte contro il muro mi fa sobbalzare e apro gli occhi di scatto. Sono nel letto, da sola. Guardo fuori la finestra, il cielo si sta schiarendo ma il sole non è ancora sorto, saranno le 6.
Sento un freddo terribile, probabilmente la porta si è aperta da sola per la corrente. Mi alzo per andare in bagno a sciacquarmi il viso e mi guardo allo specchio: ho ancora gli occhi gonfi e rossi, la pelle tira e i segni delle lacrime versate attraversano le mie guance.
Decido di mettermi qualcosa di pesante addosso e scendo le scale silenziosamente per non svegliare nessuno. Apro la vetrata scorrevole che separa il salone dal piazzale in legno ed esco di fuori per ammirare una splendida alba montana. Mi blocco vedendo una figura snella seduta sulla scalinata che conduce al giardino, è Alycia.
Che cosa ci fa sveglia a quest'ora? Tutti i ricordi della sera prima mi tormentano di nuovo la testa, i brividi mi attraversano tutto il corpo e sento il gelo dentro di me. Ho gli occhi lucidi, ma sta volta riesco a trattenere le lacrime. Che faccio? La affronto o la evito?
Resto immobile, non so come comportarmi.
Da persona matura scelgo di uscire ed affrontarla, ma cammino lentamente per non farla accorgere della mia presenza. Mi blocco di nuovo quando la sento singhiozzare, sta piangendo?
Prendo coraggio e mi avvicino, mi siedo sul suo stesso gradino ma mantenendo le distanze.
Appena mi vede si asciuga subito le lacrime e mi guarda.
<Eliza io->
<Ah riesci ancora a parlare?! Pensavo avessi la lingua indolenzita dopo quello che hai fatto ieri sera> dico alzando le sopracciglia.
<Eliza ti prego, lasciami spiegare>
<Che cosa ? Il motivo per cui hai messo la lingua in gola a Marie o il fatto di esserti completamente dimenticata di avere una ragazza?> i miei occhi si bagnano sempre di più.
<Per favore, fam->
<No, Alycia, tu non hai idea di quello che ho provato vedendoti baciare Marie, non hai idea delle lacrime che ho versato per colpa tua. Perché l'hai fatto, eh?! Perché hai dovuto rovinare tutto quello che avevamo costruito per un fottutissimo bacio del cazzo? Sei un'egoista, ti importa solo di te stessa, non ti sei minimamente preoc->
<Eliza, cazzo, ascoltami!!> mi afferra il viso e lo gira verso di lei, facendo scontrare i nostri sguardi.
Le lacrime le bagnano il viso, i suoi occhi non sono gli stessi, non sono verdi splendenti come al solito. Resto paralizzata e deglutisco a fatica, non dico una parola e la faccio parlare.
<Ero ubriaca, ok? Ero ubriaca fino al midollo, mi sono scolata mezza bottiglia di tequila e ricordo veramente poco di ciò che è successo ieri. Ero incazzata con Rick perché ti aveva messo in mezzo a quell'obbligo assurdo per Linds e volevo vendicarmi, poi però Marie ha scelto verità e non sapevo come muovermi. Non so cosa cazzo mi sia passato per la testa in quel momento. Quella non ero io, era l'alcol a farmi muovere, a farmi parlare, io ti amo Eliza, ti amo più di ogni altra cosa al mondo, sei la cosa più bella che mi sia capitata e non avrei mai fatto una cosa del genere.>
Non so cosa dire, non so cosa fare.
<Seriamente?! Tutto questo per uno stupido obbligo con Linds? E poi io non ho messo la lingua in bocca a nessuno>
<Si ma se Linds non avesse fatto quello che ha fatto tu l'avresti baciata. Ti ho già vista lingua a lingua con Den, non potevo farla passare liscia a Rick per le sue intenzioni...>
È vero, infondo anche io ho baciato uno dei suoi migliori amici quando ero completamente ubriaca, lei ha compreso subito ciò che era successo e mi ha perdonata senza esitare. Forse non dovrei preoccuparmi tanto, anche lei era ubriaca, chissà cosa le avrà detto la testa in quel momento, probabilmente la stessa cosa che ha detto a me quando stavo per fare sesso con quel rifiuto umano...
<Ti prego Eliza, non voglio che finisca tutto per una cazzata che ho fatto>
Abbassa lo sguardo e riesco a vedere sempre più lacrime solcarle il viso. Sta volta sono io ad afferrarle il viso per far incontrare i nostri sguardi e con i pollici catturo le lacrime che scendono sulla sua pelle.
Nessuna di noi due pronuncia una parola, restiamo immobili a guardarci per un lasso di tempo indecifrabile. Come posso essere arrabbiata con quegli occhioni verdi che amo. Guardandola negli occhi riesco a capire tutto, sento ciò che sente lei, le leggo dentro che tutto ciò che ha detto è vero.
<Oh fanculo! Non posso guardarti negli occhi ed essere arrabbiata con te> dico scuotendo la testa. Velocemente mi avvicino al suo viso e le nostre labbra si scontrano, la sua lingua cerca la mia e immediatamente danzano all'unisono nelle nostre bocche.
Avevo proprio bisogno di incontrare di nuovo le sue labbra morbide e carnose. Ci baciamo per tanto tempo, come se il nostro bacio volesse rendere le parole di prima troppo lontane nel tempo per essere ricordate. Le nostre labbra si separano e ci appoggiamo una alla fronte dell'altra, poi le stringo le mani e la guardo di nuovo negli occhi.
<Dove hai dormito sta notte?> le domando.
<Ecco, io non ho dormito...>
<Come scusa?!>
<Eravamo talmente ubriachi che non ci siamo nemmeno accorti che eri corsa via, dopo un'oretta abbiamo mangiato qualcosa ed erano tutti stanchi. Sono rimasta di sotto mentre gli altri stavano andando a dormire, non volevo assolutamente venire in camera per la vergogna e non avevo proprio voglia di dormire, nemmeno in un'altra stanza. Ero seduta sul divano con la testa tra le mani a piangere come una bambina per ciò che avevo fatto, a interrogarmi sul perché del mio gesto e non riuscivo a darmi pace. Ho provato a dormire, ma sono riuscita a riposare solo per un paio d'ore, è dalle 3 che sono seduta qui fuori...>.
Mio dio, pensavo di essere l'unica ad essere stata male ieri sera.
<Tu invece che ci fai già sveglia?> mi domanda.
<Dopo che sono corsa in camera ieri sera, come potrai immaginare, sono stata tutto il tempo a piangere. Avevo la testa sommersa dai pensieri e senza nemmeno accorgermene mi sono addormentata subito, non ho nemmeno mangiato. Mi ha svegliato di colpo il rumore della porta che sbatteva e ho pensato di venire a vedere l'alba, poi ho visto te qui fuori...>
Abbasso lo sguardo, lei si avvicina e mi abbraccia. È l'abbraccio più sincero che abbia mai ricevuto in tutta la mia vita, tra le sue braccia mi sento al sicuro, mi sento a casa. Poggio la testa sulla sua spalla ed entrambe ci godiamo gli splendidi colori di quest'alba meravigliosa. L'alba è troppo sottovalutata, è molto più bella del tramonto e dal mio punto di vista è anche più romantica e particolare.
Vedere le prime luci del mattino è un fenomeno veramente spettacolare, soprattutto con la persona che ami al tuo fianco.
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We deserved better
Fanfiction(Da revisionare) Eliza Taylor è un'attrice di grande successo. Bellissima e sicura di sé, interpreta Clarke Griffin, la protagonista della serie televisiva "The 100". Tutto cambia con l'arrivo di una nuova ragazza nel cast, Alycia Debnam-Carey, che...
