Capitolo 36

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[ALYCIA]

Sono mesi ormai che mi trovo qui a Los Angeles, impegnata con il mio nuovo incarico e in compagnia di nuove amicizie. Le riprese di FTWD vanno alla grande e mi trovo benissimo con ogni membro del cast, non avrei mai pensato di conoscere delle persone così speciali. Colman è il mio nuovo idolo, mi fa divertire tantissimo ed asseconda tutte le mie follie, accompagnandomi in ogni nuova avventura. Anche se la differenza d'età è parecchia, andiamo molto d'accordo: dice sempre che sono una ragazza molto matura per la mia età, ma inizio a pensare che forse è lui che è rimasto un po' bambino dentro. Poi c'è Mercedes: è fantastica, una donna meravigliosa, simpatica, intelligente e piena di talento. Le piace molto il contatto fisico e non perde occasione di dimostrarlo; delle volte mi sento un po' in imbarazzo, specialmente perché ultimamente mi sono accorta che tenta spesso di baciarmi, ma mi sto abituando alla sua presenza e sotto sotto mi piace questa cosa. I primi giorni sul set c'era una sola cosa che mi tormentava, dovevo trovarla e non mi sono data pace finché non l'ho fatto. Un ding mi distrae dai miei pensieri e una notifica di instagram mi avverte che Colman mi ha taggato in una storia. Sblocco il telefono e vedo che ha postato la foto che abbiamo scattato qualche giorno dopo il mio arrivo, alla festa di benvenuto con Frank, Mercedes e...
Condivido anch'io il post sulle mie storie e inizio a guardarlo per un tempo indecifrabile.
I miei occhi si fissano su di un punto preciso di quella foto, il ricordo di quella serata si fa vivo nella mia mente e le mie labbra si incurvano in un sorriso di gioia mista ad un pizzico di malizia.

***
...mesi e mesi prima...

Mi trovo qui da pochi giorni, in mezzo a persone di cui so poco e nulla. Sono sola, ma pronta a vivere una nuova avventura e a farmi dei nuovi amici. Dobbiamo girare qui a Los Angeles e spero solo di non incontrarti durante la permanenza in questa città; non perché non ne ho voglia, ma forse ho capito che ho bisogno di starti lontana. Appena sono arrivata un grande dejavù mi ha travolta: nella mia mente ho vissuto di nuovo il giorno in cui ci siamo incontrate per la prima volta, non mi dimenticherò mai di quel momento. Ti ho notata fin da quando ho messo piede in quel pullman: eri seduta nelle ultime file da sola, indossavi una camicetta nera con dei blue jeans e i tuoi capelli biondi e lunghi ti ricadevano perfettamente sulle spalle. Mi sono avvicinata per sedermi accanto a te e quando hai alzato il tuo sguardo e hai puntato i tuoi occhi nei miei, quell'azzurro ha inondato il mio cuore, facendogli perdere qualche battito e lasciando per sempre un segno dentro di me. Ci sono rimasta male quando non ti sei degnata di rivolgermi nemmeno una parola, ho pensato che fossi la classica stella dello show, che si sente superiore a tutti e non si spreca a parlare con gli altri perché nessuno è alla sua altezza, ma invece mi sbagliavo e mi sono ricreduta appena siamo giunte sul set. È incredibile come ogni cosa che faccia mi ricordi te, forse è il momento di staccare e questa è l'occasione perfetta per stare il più possibile lontana da te. Devo smetterla di pensarti, devi smetterla di apparire nella mia testa ogni singolo minuto di ogni ora di queste giornate noiose e spente. Per fortuna però, in questi giorni un'altra cosa mi balza in mente di continuo: i capelli scuri di Jackie, i suoi occhi color nocciola e la sua voce bassa e dolce. Ho bisogno di trovarla, voglio rivederla e parlare con lei. Mi sto preparando per la festa di benvenuto e sono pronta a staccare la spina e divertirmi come non mai, probabilmente sarà la mia occasione per incontrarla di nuovo. Appena pronta, mi dirigo verso l'auto che ho noleggiato per questo periodo, carica per la serata: non vedo l'ora di sfoggiare il mio nuovo top. Mentre sto per aprire l'auto una voce, che inizia ad apparire familiare, mi chiama a sé.
< Ehi tesoro, vuoi un passaggio? > è Mercedes. Quella donna è alquanto bizzarra, è un po' strana ma mi fa sbellicare dalle risate. Accetto volentieri il passaggio e raggiungo in fretta la sua auto, ringraziandola per l'invito.
Da fuori il locale si percepisce l'altissimo volume della musica, che però appare ovattata, e appena entriamo mi rendo conto di quanto grande sia il cast di FTWD, perché la sala è gremita di gente. Subito ci dirigiamo verso il bancone, dove troviamo Colman e Frank che ci accolgono con due drink. Mi siedo e sorseggio distrattamente quel liquido colorato, mentre i miei occhi si muovono liberamente nel locale, alla ricerca di quel volto che ho tanto cercato in quello degli altri. < Mi scusi, potrei avere un gin tonic per favore ? >. I miei occhi si spalancano al suono familiare di quella voce, mi irrigidisco e velocemente mi volto in direzione di quelle parole. Davanti a me trovo di nuovo quei capelli scuri, questa volta mossi e ribelli, ad accompagnare i lineamenti dolci di quel bel viso che mi ha tormentato per giorni.
< Jackie! > esclamo, senza pensare troppo alle parole che sto dicendo: spero solo che si ricordi di me, spero che qualcosa di me le sia rimasto, magari i miei occhi, o il mio cognome insolitamente lungo. Si gira e punta i suoi occhi color cioccolato nei miei, lentamente mi squadra dalla testa ai piedi, poi accenna un sorriso e finalmente riprendo a respirare.
< Signorina Debnam-Carey! Ci incontriamo di nuovo... > risponde, non curandosi del barista che le porge il drink. Il distacco e la formalità che mantiene mi spaventano un po': io l'ho trovata nei miei pensieri per giornate intere e lei mi ha appena chiamata "signorina Debnam-Carey"... almeno si ricorda di me e questo è tanto: con tutte le persone che avrà visto in questi giorni lei si è ricordata di me, forse anche io l'ho colpita. < Ti prego, abbandoniamo le formalità, io sono Alycia> dico porgendole la mano, come se fosse il nostro primo vero incontro. L'espressione sul suo volto lascia intendere quanto non si aspettasse questo mio gesto, ma non si fa intimorire: stringe la mia mano e mi guarda negli occhi, poi anche lei passa alle presentazioni. < Molto piacere, Alycia, io sono Jackie Benson > alza un po' il tono di voce per sovrastare il volume della musica, poi finalmente prende il suo gin tonic e inizia a sorseggiarlo in maniera dannatamente attraente. Mi soffermo un po' sulla sua camicetta bianca, stretta in vita e ai bicipiti mediante un elastico, e sulla sua bellissima minigonna di pelle nera, che delinea perfettamente il suo ventre piatto. Sorseggio frettolosamente il mio drink, finché non mi accorgo che è finito già da un pezzo e per sbaglio ho bevuto anche quello di Mercedes che è seduta accanto a me! Che sbadata... comincio già a sentirne l'effetto e improvvisamente la ragazza davanti a me diventa sempre più bella. Mi fa una domanda, sento che sta parlando ma sono troppo distratta dalle sue labbra che si muovono per comprendere le parole che sta dicendo. Scuoto la testa e torno a guardarla negli occhi. < Scusa, cosa? La musica è troppo alta... > strizzo appena gli occhi per sottolineare il fastidio che mi da il volume della musica.
< Come ti sembra questo nuovo cast? > ripete tentando di sovrastare la musica, mentre ordina un altro paio di drink che finiscono in un attimo nei nostri stomaci. < Oh, ehm... bello! Voglio dire, non conosco nessuno ma per quel poco che abbiamo parlato sembrano tutti molto gentili e simpatici > rispondo un po' impacciata, grattandomi appena la testa. < Beh avrai modo di conoscerli uno per uno, chi in un modo, chi in un altro... >. Ha veramente detto questo? Forse questa musica così alta non è proprio l'ideale per sostenere una conversazione... < Senti Jackie... ti va se ci facciamo un giro? Non sopporto questa musica così alta > spero in una risposta, che non tarda ad arrivare attraverso il suo sorriso e la sua testa che si muove su e giù.
Finalmente usciamo dal locale: i miei occhi la smettono di sopportare quelle fastidiosissime luci intermittenti e le mie orecchie si riposano. La luce della luna mi permette di guardarla meglio in tutti i suoi colori e mi accorgo che è dannatamente sexy vestita in questo modo; avevo notato il suo corpo con il tailleur, ma questa minigonna rende le cose molto più interessanti. Ci sediamo su un muretto, in un vicolo tranquillo dietro al locale e iniziamo a parlare del più e del meno, anche delle cose più strane, per colpa di tutti i bicchieri vuoti che abbiamo lasciato sul bancone. La domanda che tanto mi sta tormentando spinge sempre di più dentro di me e non posso più resistere. < Tu... tu quanti anni hai ? > chiedo puntandole un dito sul petto, quasi impotente sul mio corpo mosso dall'alcol. < Vediamo... tu quanti me ne dai ? > dice avvicinandosi al mio viso con fare malizioso; sorrido appena e il mio sopracciglio si alza in segno di sfida. < Non saprei... 27? 24 ? > inizio a sparare numeri come se stessimo giocando a bingo e lei comincia a ridere instancabilmente, ha una risata stupenda. < Ci sei andata molto vicina, 28 ! > si allontana e mi guarda con un ghigno compiaciuto. Avevo ragione, non poteva essere poi tanto più grande di me, anche se alla fine 7 anni non sono poi così pochi... Probabilmente nota il mio volto pensieroso e alza un sopracciglio: < Che succede? Troppo grande per te, eh ragazzina ? >. Alzo subito lo sguardo e divento rossa. < Eh?! >, l'imbarazzo mi invade e non so come rispondere. Riprende di nuovo a ridere mentre scuote la testa. <Tranquilla, stavo scherzando... > aggiunge. Non ho idea di come faccia a sapere la mia età e soprattutto non pensavo che potesse leggere nella mente. Forse ha visto il mio anno di nascita sul mio fascicolo durante l'audizione per la parte... allora anche io l'ho colpita! Si ricordava di me! Si ricorda quanti anni ho!
E comunque... mi ha chiamata "ragazzina" ? Il modo in cui lo ha detto è veramente attraente e mi piace da morire ! D'un tratto i suoi occhi si spalancano e balza immediatamente in piedi. <Non ci credo, è la mia canzone preferita ! Dobbiamo andare immediatamente a ballare > afferra la mia mano e mi trascina nel locale con entusiasmo. Iniziamo a ballare sulle note di questa canzone: siamo vicine, molto vicine, forse anche troppo. Saltelliamo a ritmo di musica e sento il suo sguardo bruciarmi addosso; quando mi soffermo di più sulle parole della canzone capisco la malizia che ci vedo dentro...

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