Capitolo 11

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Stiamo ballando da tutta la sera, il dj è veramente bravo e fa dei mix fantastici.

<Attenzione, attenzione prego> Richard prende il microfono.

<Volevo informarvi che a partire da ora, grazie al vostro amato Rich, potrete venire qui e fare un bel karaoke, spero solo che sappiate cantare bene perché non voglio rompermi i timpani!> dice Rich con tutta la sua ironia, rivolgendo uno sguardo alla mia ragazza, che dal nulla sparisce.

Inizio a sospettare qualcosa e non faccio in tempo a girarmi per cercare Alycia che sento le note di "Hey mama" uscire dalle casse.

Capisco immediatamente quello che sta succedendo, mi volto e trovo la mia ragazza col microfono in mano, intenta a cantare con la sua fantastica voce.

... You beatin' my drum like dum di di dey
I love the dirty rhythm you play
I wanna hear you calling my name
Like hey mama mama hey mama mama
Banging the drum like dum di di dey
I know you want it in the worst way
I wanna hear you calling my name
Like hey mama mama hey mama mama...

(Percuoti il mio tamburo e fa dum di di dey
Amo lo sporco ritmo che suoni
Voglio sentirti chiamare il mio nome
Come hey mama mama hey mama mama
Sbattendo il mio tamburo e fa dum di di dey
So che lo vuoi nel peggiore dei modi
Voglio sentirti chiamare il mio nome
Come hey mama mama hey mama mama)

Ascolto la sua voce cantare quelle parole, con il suo sguardo, che di casto non ha proprio nulla, fisso su di me. Una voglia assurda di sbatterla contro il muro e di assaporare le sue labbra mi percorre tutto il corpo, immagini che mi eccitano da morire mi invadono la mente, continuo a ripetermi che non posso, ma è più forte di me. 

Non posso fare a meno di mordermi le labbra e stringere le gambe per frenare il mio desiderio. Una volta finita la canzone vado incontro alla mia ragazza e la prendo per il polso.

La trascino nel bagno dei disabili e chiudo a chiave la porta, consapevole del fatto che nessuna persona tra i presenti utilizzerà questo bagno.

<Ehi amore ti è piaciuta la sorp->

Non fa in tempo a finire la frase che le mie labbra incontrano subito le sue, le cingo la vita e la spingo contro il muro. Dai movimenti del suo bacino capisco che anche lei mi desidera quanto la desidero io, le chiedo il permesso di entrare con la lingua e me lo concede subito.

Le sue mani scivolano lungo la mia schiena, finché mi afferra le natiche, mi prende in braccio e ribalta la situazione.
Adesso sono io ad avere la schiena attaccata al muro, le metto le braccia intorno al collo e quando inizia a baciare il mio inarco la schiena e alzo la testa.

Cerco di trattenere i gemiti più che posso, poi mi ricordo della musica alta e mi lascio andare, sapendo che nessuno può sentirci. Alycia mi mette seduta sul lavandino, inizio a slacciarle la zip dei pantaloni che si trova sul fianco destro, quando improvvisamente vengo interrotta.

<No Eli aspetta, non possiamo farlo qui> fa qualche passo indietro.

<E perché no?> dico scendendo dal lavello.

Lei indietreggia ma io mi avvicino sempre di più, fino a farla sbattere di nuovo contro il muro, lentamente avvicino il mio viso al suo mentre la sento blaterare qualcosa.

<No fermati... noi non... ecco vedi... cazzo Taylor, non posso resisterti> afferra il mio viso e mi bacia ancora più vogliosa di prima, sorrido con le labbra ancora attaccate alle sue e stavolta sono io a lasciar entrare la sua lingua.

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