Si risvegliò rannicchiata sul divano per il freddo: aveva le labbra viola e le sue mani gelide erano congiunte sotto la sua testa a mo' di cuscino. Sentiva qualcosa di duro spingere sulle sue nocche e, quando i ricordi della sera precedente si fecero spazio prepotentemente nella sua mente, si sedette di scatto sul divano e la afferrò, rendendosi conto di essersi addormentata con il telefono tra le mani. Lo sbloccò immediatamente e controllò il registro delle chiamate.
Non era un sogno, l'aveva fatto: l'aveva chiamata. Si gettò di peso sul divano a braccia aperte, sorrise come una bambina e chiuse gli occhi per rivivere quella conversazione nella sua mente. Per la prima volta dopo giorni era di nuovo felice. Prese di nuovo il telefono e compose subito un numero troppo familiare.
< Alycia, santo dio, sono le 7 del mattino !> sbuffò Maia con la voce ancora impastata di sonno. < Devi venire subito qui, non hai idea di cosa devo raccontarti! > la anticipò euforica, impaziente di condividere con la sua migliore amica la telefonata della sera precedente.
< Dammi una mezz'ora e arrivo >.
♾♾♾
...7 ore prima...
Era seduta sul divano con il telefono incastrato tra l'orecchio e la mano destra, aspettando che quel suono intermittente cessasse per lasciare il posto alla sua voce roca che tanto le mancava. L'attesa sembrava infinita, un beep dopo l'altro risuonavano nella sua testa, finché dall'altra parte dello schermo qualcuno spinse la cornetta verde.
< Pronto? >. Ancora non ci credeva di sentire la sua voce, erano passate solo due settimane, eppure le sembrava un eternità.
< Ciao Eliza > è tutto ciò che riuscì a dire mentre tentava di contenere le sue emozioni.
< Alycia > la sua risposta sorpresa fu seguita da un lungo silenzio d'imbarazzo.
< C-come stai? > le domandò la bionda. Come doveva rispondere? Doveva dirle che stava bene? Oppure che erano giorni che non mangiava e che ormai si era buttata sull'alcol? Si limitò a rispondere con un modesto "Sono stata meglio" e ricambiò la domanda. La sua risposta attese ad arrivare, ma Alycia non poteva sapere che anche l'altra stava scegliendo accuratamente le parole da usare, per non far trapelare il dolore che portava dentro di sé.
< Anche io... come mai a quest'ora? > si sentì domandare con tono allegro, come se anche lei fosse felice di sentirla.
< Avevo voglia di sentire la tua voce... > le rispose sorridendo, ma ovviamente nessuno poteva vederlo. Anche Eliza sorrise e si rese conto di quanto era mancata anche a lei la voce della sua piccola bruna dagli occhi verdi, che ormai non era più sua. Stettero ore ed ore al telefono, a parlare del più e del meno e a raccontarsi le loro giornate vuote, omettendo i dettagli emotivi ed evitando ad ogni costo di far riferimento a quel "noi" di cui entrambe sentivano la mancanza.
Qualche sbadiglio iniziò a farsi presente nei loro discorsi e capirono che si era fatto veramente tardi.
< Credo che sia ora di andare a dormire > disse Alycia sorridendo con gli occhi socchiusi per la stanchezza.
< Credo di si... > rispose l'altra in un sospiro profondo.
< Buonanotte > aggiunse.
< Buonanotte Eliza > continuò.
< Alycia... > chiamò velocemente poco prima di interrompere le comunicazioni.
< Dimmi > le rispose l'altra.
< Mi sei mancata da morire > confessò dolcemente la bionda, attendendo una risposta che non tardò ad arrivare.
< Anche tu, non immagini quanto > di nuovo un sorriso si fece spazio sul suo volto, spinse il pulsante rosso e spense il telefono. Si sdraiò a braccia larghe con un sorriso sgargiante stampato sulla bocca. Era sicura che quella notte, pensando a lei, si sarebbe addormentata col sorriso.
♾♾♾
•••
Sono supina nel letto a fissare il soffitto da ormai troppo, con il telefono sul petto e le mani intrecciate, con il dorso poggiato sulla mia fronte. Il risveglio di oggi è stato decisamente diverso dai precedenti. Oggi per la prima volta sono serena, non c'è più quel velo di malinconia che mi avvolge ogni giorno, quella voglia irrefrenabile di chiamarti che non ho mai assecondato. Grazie per essere sempre così coraggiosa: io mi sento una vigliacca per non averti mai scritto un messaggio o telefonato, la realtà è che avevo paura... avevo paura di te, dell'effetto che mi fai ogni volta anche solo se mi parli. Facevo bene, perché adesso ho una voglia matta di tornare da te, tra le tue braccia. Quando ho sentito la tua voce ho sussultato, mi era mancato così tanto parlare con te. Mi sono addormentata col sorriso e altrettanto quando mi sono svegliata, mi fai bene al cuore Alycia.
Sorrido di nuovo pensando a ieri, Linds aveva ragione dicendo che dovevo chiamarti... Linds! Non le ho ancora detto nulla...
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We deserved better
Fanfiction(Da revisionare) Eliza Taylor è un'attrice di grande successo. Bellissima e sicura di sé, interpreta Clarke Griffin, la protagonista della serie televisiva "The 100". Tutto cambia con l'arrivo di una nuova ragazza nel cast, Alycia Debnam-Carey, che...
