[𝐂𝐎𝐌𝐏𝐋𝐄𝐓𝐀] ⛔18+
1500. I roghi per condannare presunti streghe e stregoni incendiano in tutto il paese. Ma sempre e solo persone comuni vengono colpevolizzate. I veri protagonisti sono fin troppo potenti per essere acciuffati. Purtroppo Taehy...
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⚝
Taehyung fissava Jungkook con l'espressione più stufa di sempre. E come poteva avere torto dopo le ore passate a cercare di tranquillizzare l'altro, ancora sotto shock per la trasformazione di Jimin, ma senza ottenere alcun successo «Ti sto solo chiedendo di ascoltarmi, così che io possa spiegarti»
Il corvino si fece ancora più piccolo, seduto sul letto, con le spalle contro il muro a gambe incrociate «Mi fa paura» asserì, indicando Jimin seduto accanto a lui, come se niente fosse. Taehyung alzò un sopracciglio, indicandolo a sua volta «Lui?»
«E chi altro se no?»
Lo stregone roteò gli occhi al cielo, prima di allungare la mano e dare un potente scappellotto in testa a Jungkook, sul cui viso si dipinse un'espressione dolorante «Oh ti prego, falla finita, perché ad uno grande, grosso e muscoloso come te dovrebbe far paura quel ramoscello di Jimin?»
Il nominato simulò un colpo di tosse «Potrei offendermi»
«Stai zitto»
Jungkook sospirò, gli faceva un certo senso vederlo lì in carne ed ossa, quando poco prima era tornato ad essere un semplice gatto nero. Anche se in realtà voleva sapere di più, il perché succedesse e l'unico a potergli dar risposta era quella personcina seduta di fronte a lui «Parla» sbiascicò abbassando la testa ed arrendendosi.
Taehyung si rimise dritto con la schiena, appuntandosi mentalmente di essere riuscito a fare un passo in avanti «Stai attento, ne approfitto per spiegarti delle cose nuove» e lì gli occhi di Jungkook si rilluminarono un pochino, curioso di assimilare nuove informazioni «Esistono tre tipi di animali che affiancano lo stregone» li contò sulle dita della mano «Il primo è il famiglio, solitamente è un animale domestico con cui passiamo molto tempo e a cui siamo affezionati»
E subito le braccia di Jimin si buttarono a circondargli il collo, abbracciandolo «Sentito? Mi vuole bene» cantilenò contento di ricevere dell'affetto verbale ogni tanto.
«Scollati» come non detto.
«Antipatico»
Taehyung riportò l'attenzione su Jungkook, che sembrava aspettare solo che aprisse bocca «Il secondo è l'animale di potere. È un'entità astrale, che accompagna la persona nei viaggi sciamanici o nei sogni. Questo animale può accompagnarci per tutta la vita o per il periodo necessario per comprendere un determinato messaggio»
«Cosa sono i viaggi sciamanici?» chiese curioso ma Taehyung sventolò una mano in aria «Te lo spiegherò più in là»
«Ed infine vi è l'animale totem. Ovvero un'entità naturale o soprannaturale che ha un significato simbolico particolare per una persona, un clan o una tribù, e al quale ci si sente legati per tutta la vita»
Jungkook annuì e fece passare lo sguardo all'altro, osservandolo e cercando di farsi un'idea più chiara «E Jimin qual è tra questi?» chiese vedendo un piccolo ed innocente sorriso nascere sul volto dello stregone. Lo adorò e quasi si sentì contagiato, avrebbe sorriso anche lui di rimando ma poi si accorse di quanto potesse essere imbarazzante la cosa e così si schiaffeggiò mentalmente «Lui li rappresenta tutti e tre» Taehyung accarezzò dolcemente la guancia di Jimin. Quando voleva, sapeva perfettamente darglielo affetto «È un gattino proprio speciale» l'altro si rilassò enormemente con quelle carezze, tanto che prese a fare le fusa ed involontariamente si ritrasformò in quel tenero gattino nero.
Jungkook sbatté le palpebre mentre guardava Taehyung afferrarlo e metterselo sulle cosce per accarezzargli il pelo lucido. Poi ridivenne serio «Sei sicuro di voler intraprendere questa strada?»
Il corvino annuì, e non lo fece perché il suo comandante lo aveva costretto, non lo fece per seguire quegli stupidi valori o per incastrare Taehyung, semplicemente fu una sua scelta autonoma, sentiva veramente la voglia di esplorare quel mondo «Sì, sono sicuro»
«E allora devi incominciare a meditare, zuccherino»
«Meditare?» quella stramba parola lo aveva sentito solo dai racconti che gli erano arrivati dai monaci buddisti.
«Puoi farlo ovunque tu ti senta a tuo agio. Io di solito lo faccio o in casa o in mezzo alla foresta. Avrai bisogno di silenzio» Taehyung picchiettò il ginocchio di Jungkook, per farlo muovere «Incrocia le gambe così» ed indicò le sue, sollevando per un attimo Jimin e facendogli vedere la giusta posizione.
«Così?»
«Esatto, schiena dritta» lo avvertì e subito il corvino obbedì.
«Prima di tutto devi radicarti. Ricorda una cosa importante, devi lavorare con la mente e non perdere mai la concentrazione. Radicarti significa collegarti con la terra, scaricare ogni tipo di tensione» fece un pausa, e gli indicò di respirare più lentamente e di sentire il suo respiro «Chiudi gli occhi, e lasciati guidare dalla mia voce» così le palpebre di Jungkook calarono ma le orecchie rimasero sempre vigili per far entrare nella sua testa, solo e soltanto la voce dell'altro «Senti due fili, due rami luminosi, quello che vuoi tu, partire da sotto i tuoi piedi e scendere, inoltrarsi nella terra e poi nelle rocce. Scendi giù ed ancora più giù, fino a quando non trovi il centro. Ti ramifichi e lo circondi per poi avvolgerlo, come se lo stessi abbracciando e ringrazi. Lasci che ogni pensiero, sensazione negativa scivoli via attraverso di essi. Mantieni in stallo questa cosa. Per oggi ti aiuterò ad aprire solo il primo chakra, quello della terra, quello che si trova ai tuoi piedi. Immaginalo come una sfera di energia luminosa e vorticante. All'improvviso da essa si libera una scia che risale verso l'alto e confluisce nel tuo ultimo chakra. Concentrati sul respiro, espira ed inspira. Quando ti sentirai pronto, ritira la scia luminosa, percorri tutto al contrario e chiudi il chakra ed infine distaccati dal centro della terra e risali» Taehyung sospirò impercettibilmente, non volendolo disturbare e restò lì, in silenzio, ad osservarlo. O meglio, a guardargli l'aura. Sembrava più pulita, senza tante macchie, che si stesse ripulendo grazie alla meditazione? Probabile e ne era immensamente felice, ma se per primo Jungkook non avesse abbandonato i suoi propositi, non sarebbe migliorato poi molto. Ma intanto non poteva far a meno di ripetersi quando fosse bello quel ragazzino, aveva dei tratti infinitamente delicati, gli occhi dal taglio dolce e le labbra rosa fragola. Peccato che ciò che vi era dentro non fosse fantastico come l'esterno. Sperò solo che lo avrebbe saputo far ricredere in futuro «Adesso puoi aprire gli occhi»
Jungkook fece come gli fu detto e si ritrovò ad affogare nelle iridi celesti dell'altro, non riuscendo neanche a respirare nel modo giusto, perché si sentì divorato da quegli occhi, come se stesse premendo per entrargli dentro «Perché sei circondato da una nebbiolina bianca?» sussurrò e Taehyung rimase per un attimo bocca aperta, perché diavolo Jungkook era appena riuscito a fare quella cosa, con letteralmente zero di esperienza?
«Stai vedendo la mia aura» asserì incredulo e Jungkook si ridestò, sbattendo più volte le palpebre «Wow» ma il secondo dopo tornò tutto normale «È- è sparita»
«Già è tanto che tu sia riuscito a vederla, ci vuole molta meditazione ed energia per continuarla a vedere per tanto tempo» ed il fatto che ci sia riuscito anche non volendolo, gli lasciava molto da pensare.