«Zayn!» urlai e gli corsi incontro, mi buttai sul suo corpo steso a terra, avvolgendolo con le mie braccia.
Non mi rispose, strinse gli occhi in due fessure e piegò le labbra in una smorfia di dolore. Fiumi di sangue scorrevano dal suo corpo e raggiungevano velocemente l'irregolare pavimento grigio, macchiando anche i miei jeans.
«Zayn, ti prego...» lo supplicai con la guancia appoggiata al suo petto, il mio viso e i miei capelli si sporcarono.
«Chloe...» provò a dire con la voce strozzata, portandosi la mano al petto, sul buco da cui continuava a grondare liquido rosso scuro.
«Zayn io non volevo, non avrei mai voluto!» i singhiozzi mi impedirono quasi di parlare. Appoggiai la mia fronte alla sua e le lacrime ricominciarono a sgorgare dai miei occhi per cadere sul suo viso sofferente.
«Ma mi hai ucciso.» mormorò con la voce roca ed interrotta da numerosi lamenti, «Mi hai ucciso Chloe.»
«No, no Zayn, devi resistere.» deglutii a fatica e asciugai il mio viso nella manica del cappotto, tirai su con il naso prima di prendere la sua mano tra la mia, stringendola con tutta la forza che avevo, «Non posso vivere senza di te.»
Aprì gli occhi per un momento, solo per fissare i miei. Le sue iridi mi ipnotizzarono, il colore del miele che si fondeva con quello della terra, del cioccolato, del legno.
«Anche io ti amo.» sussurrò in un sospiro, chiudendo nuovamente gli occhi e stringendoli dal dolore. Le sue parole furono come una pugnalata nel petto e, solo in quel momento, riuscii a capire quello che stava provando lui. Non stava solo provando un dolore fisico, stava sentendo il cuore rompersi in mille pezzi, la gola bruciare e lo stomaco in subbuglio.
Un gemito uscì dalla sua bocca, che catturò immediatamente la mia attenzione. Non sapevo se avrei potuto rifarlo, quindi mi sporsi appena per riuscire a stampare le mie labbra sulle sue, morbide, lisce, piene. Chiusi gli occhi cercando di imprimere il più possibile quella sensazione nella mia mente. Incrociai le mie dita con le sue, accarezzai il dorso della sua mano con il pollice e cercai di memorizzare il suo profumo che, purtroppo, si mescolò al forte odore ferroso di sangue.
«Ti prego Zayn, non lasciarmi!» lo implorai disperatamente contro alle sue labbra.
Mi alzai appena, osservando il modo in cui i lineamenti del suo volto erano piegati. Raccolsi il ciuffo di capelli che ricadeva sulla sua fronte, poi passai l'indice della mia mano su di essa, sulle sue palpebre e sul suo naso, scesi su una guancia e raggiunsi la cicatrice vicino alla sua bocca. La barba punse la mia pelle mentre io scorrevo giù fino al collo, disegnando il contorno di un tatuaggio. Volevo solo potermi ricordare ogni singolo dettaglio del suo viso, del suo corpo, il suono della sua voce, l'odore della sua pelle e il ritmo del suo respiro.
«Addio Chloe...» sospirò riuscendo a guardarmi. Pena, tristezza, dolore, rassegnazione, rabbia riempirono le sue iridi.
«No!» lo scossi da una spalla, stringendo la sua mano nella mia con tutta la forza che avevo, «Zayn ti prego, no!» lo implorai e le mie lacrime sembravano tagliare le mie guance e creare solchi più profondi del buco nel suo petto.
«È finita...» gemette, ma strinse di nuovo la mia mano con forza.
«No, no, non è finita, adesso ti porto in ospedale e-» insistetti io, forse più per convincere me stessa.
«Non c'è più niente da fare.» mi interruppe con calma. Cercò di abbozzare un sorriso, forse per lasciarlo impresso nella mia mente, forse per cercare di rassicurarmi, «Sarò per sempre con te...»
«No!» lo scongiurai con tutta la voce che avevo in corpo, rimanendo senza fiato.
«Ti amo Chloe, ti amerò sempre.» sussurrò lui. Richiuse gli occhi subito dopo. Il suo respiro diventò più affannoso e corto, i suoi lamenti sempre più strozzati.
«Anche io ti amo.» bisbigliai piegandomi su di lui, «Ti amerò semp-»
Non riuscii a terminare la frase perché fui costretta a bloccarmi quando le sue dita non strinsero più le mie, la sua mano lasciò la presa, i suoi lineamenti si rilassarono e le sue labbra non furono più tese in una smorfia di dolore, ma sembrarono quasi sorridere in un'espressione beata. Tutto il suo corpo si era abbandonato.
«Zayn!» lo chiamai una decina di volte, scuotendolo con forza dalle spalle come se mi aspettassi una risposta. Ma, ben presto, realizzai che lui non mi avrebbe risposto mai. Mai più.
Non avrei sentito mai più la sua voce profonda, non avrei più avuto la fortuna di fissare i suoi grandi occhi magnetici e di essere avvolta dalle sue braccia in caloroso e protettivo abbraccio. «Perdonami. Non mi abbandonare, ti prego.» farfugliai incomprensibilmente perché le mie parole furono travolte da un pianto inarrestabile, disperato e colmo di rabbia.
Non potevo perdonargli il fatto di andarsene e non potevo perdonare a me stessa il fatto di averlo ucciso.
Le mie urla rimbombarono nel grande ed umido capannone, l'odore di ferro del sangue aveva ormai vinto sul suo profumo piacevole.
«Chloe!» sentii qualcuno che mi chiamava alle mie spalle. Amanda?
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CHOICE (sequel di Destiny)
Teen FictionSEQUEL DI DESTINY L'amore è la debolezza più grande e, allo stesso tempo, è una forza invincibile. Chloe e Zayn lo sanno bene e, a loro spese, hanno imparato che il destino può essere imprevedibile, perfido ed intransigente. Quando due mondi così d...
