Zayn aveva alcuni fogli tra le mani e, ben presto, li lanciò di fronte a me sul tavolo.
«Firma questi.» mi ordinò indicandoli con l'indice della mano e, senza darmi ulteriori spiegazioni, entrò in bagno chiudendosi la porta alle spalle.
Passai in rassegna, uno per uno, i documenti. Cessione dell'attività commerciale, lessi tra me e me.
«Vuole portarmi via il Destiny?» sbottai sgranando gli occhi e ricontrollai un paio di volte. Non era possibile, non lo avrebbe mai fatto. Ma poi realizzai che lo Zayn che conoscevo non lo avrebbe mai fatto ma questo, ne sarebbe stato capace eccome.
Gettai i documenti sul tavolo e mi alzai di scatto, dirigendomi verso il bagno come una furia. Cominciai a bussare con talmente tanta forza, che le nocche mi fecero male.
«Zayn! Apri questa maledetta porta!» lo chiamai urlando ma lui non rispose e io continuai a battere sempre più forte, «Che cazzo vuol dire?»
«Che il Destiny sarà mio.» sogghignò lui quando, finalmente, comparve dalla porta e io dovetti trattenermi dal non usare le mie nocche per sferrargli un pugno e togliergli quell'irritante smorfia trionfante.
«Stai scherzando, vero?» scossi la testa incredula mentre lo guardavo oltrepassarmi e sfilare davanti a me fino alla finestra.
«Non scherzo mai quando si tratta di affari.» fece spallucce e illuminò la sigaretta tra le sue labbra.
«Affari?» ripetei io seguendolo con lo sguardo, «Non si tratta di affari, si tratta del mio locale. Mio, capito?»
«Tu non potevi permetterti neanche un bicchiere in quel locale e lo sai bene!» ribatté spietatamente, poi espirò una nuvola di fumo bianco e denso, «Te l'ho regalato io, forse te lo sei dimenticata?»
«E non ti ho mai chiesto di farlo, è stata una decisione tua!» gli puntai il dito contro, facendo qualche passo per avvicinarmi a lui,
«E ora io decido che lo rivoglio indietro.» controbatté con una tale naturalezza da lasciarmi senza parole.
«Beh, non puoi.» gli gridai contro ma lui non sembrò scomporsi, appoggiai le mani sui fianchi e spostai il peso su una gamba, «Il Destiny è una cosa mia.»
«No, no, no.» disse con calma, muovendo l'indice da una parte all'altra in segno di negazione, «Era una cosa nostra, e io non voglio che ci sia ancora qualcosa a legarci.»
«Oh, stai tranquillo, non ci sarà mai niente a legarci.» sentenziai scuotendo la testa, gli rivolsi un'ultima occhiata disgustata e mi rimisi seduta sulla scomoda sedia di legno.
Lo sentii espirare rumorosamente e l'odore di tabacco mi raggiunse ben presto.
La penna lanciata sul tavolo mi fece trasalire. La spostai facendola cadere a terra.
«Firma quei cazzo di documenti, Chloe!» tuonò lui alle mie spalle.
«No.» risposi fermamente.
«Oh, credi di avere scelta?» ridacchiò lui, fingendosi molto più divertito di come, sicuramente, era, «Allora non credo di essermi spiegato bene. Devi firmare quei documenti e anche molto velocemente, prima che io perda la pazienza.»
«E cosa farai se non firmo? Mi ucciderai?» mi voltai per osservarlo, le mie iridi fissavano senza timore le sue.
«Mi chiedo che cosa stia facendo tua sorella... Se sta bene, se è al sicuro...» cominciò lui, il solito ghigno malefico stampato su quelle che, un tempo, erano le labbra più belle ed invitanti del mondo, «Com'è che si chiama? Amanda, giusto?» si finse pensieroso. Camminò lentamente, girando attorno al tavolo fino a trovarsi di fronte a me. Si sedette, appoggiò i gomiti alla superficie di legno e unì le mani, senza smettere neanche per un attimo di guardarmi.
«Non lo faresti.» cercai di convincere me stessa.
«Oh, non hai neanche la minima idea delle cose che farei.» alzò l'angolo della bocca ma non era più sensuale come un mese prima, era solo cattivo. Tremendamente cattivo.
Distolsi lo sguardo, fissando un punto del pavimento irregolare, ma sentii il suo che pesava ancora su di me.
«Dopo avermi tolto mio padre, vuoi davvero togliermi anche il locale? Vuoi davvero rovinare la mia vita e quella di mia sorella un'altra volta?» lo provocai con la voce spezzata, lo conoscevo abbastanza bene da sapere che avrebbe ceduto. Lo osservai con attenzione, aspettando il momento in cui si sarebbe tolto quel sorrisetto dalla faccia e avrebbe raccolto i fogli per buttarli nel cestino.
Ma non lo fece. Al contrario, alzò ancora di più l'angolo della bocca e annuì. Si piegò per raccogliere la penna da terra e porgermela di nuovo, attendendo con pazienza che io la prendessi.
I miei occhi saltellarono disperatamente da una parte all'altra del suo viso alla ricerca di qualcosa di familiare, qualsiasi cosa. Non sapevo esattamente cosa avrei voluto vedere ma nulla mi ricordò lo Zayn che conoscevo io.
Arresa, mentre una lacrima mi accompagnava, strappai la penna dalle sue dita e firmai.
«Questo è solo l'inizio. Ti toglierò tutto quello che hai.»
«A me sembra di aver già perso tutto quello che avevo.»
STAI LEGGENDO
CHOICE (sequel di Destiny)
Teen FictionSEQUEL DI DESTINY L'amore è la debolezza più grande e, allo stesso tempo, è una forza invincibile. Chloe e Zayn lo sanno bene e, a loro spese, hanno imparato che il destino può essere imprevedibile, perfido ed intransigente. Quando due mondi così d...
