Finsi un sorriso quando entrai nel grande e semibuio bar, allestito a festa. Le lampade sui tavolini emettevano una luce flebile e coloravano l'ambiente di rosa. Ragazzi con il papillon servivano cocktail al bancone, la musica r&b si fondeva al chiacchiericcio degli elegantissimi uomini di tutte le età che, mentre discutevano probabilmente dei loro affari, si intrattenevano con giovani ragazze esageratamente truccate ed appariscenti.
Zayn sistemò il colletto della giacca, si fermò al bancone per ordinare due bicchieri di champagne e me ne porse uno, con un sorrisetto che voleva sembrare amichevole e nascondere il disprezzo che provava nei miei confronti. Lo imitai, mentre accettavo la flute.
«Vuoi brindare, tesoro?» domandò beffardo, alzando in alto il suo vino.
«Sì, a me.» annuii io, con un ghigno, e feci scontrare il mio bicchiere contro al suo, prima di superare il moro e berlo.
Mi mischiai tra le persone presenti, Zayn non mi seguì, ma ero sicura che non avrebbe perso neanche un mio movimento e, senza rendermene conto, mi sforzai di camminare in modo più sensuale, non so bene per quale motivo.
«Mi è sempre piaciuto il rosso.» sentii alle mie spalle da una voce profonda ed allusiva e, ben presto, l'uomo appoggiò le mani ai miei fianchi e le fece scivolare lentamente verso il mio ventre.
Rimasi immobile per un attimo e dovetti annaspare per aria, un brivido scese lungo la mia schiena ed io chiusi gli occhi per un momento, cercando di rimanere calma. Era da tanto tempo che non venivo toccata da sconosciuti, che non sentivo il loro fiato sulla pelle, le loro mani ed i loro sguardi sul mio corpo.
Riaprii gli occhi e mi sembrò di salire gli scalini del Paradise, subito dopo aver sentito Jenny annunciarmi. Come allora, smisi di essere Chloe, Sophia, me stessa, e diventai C, semplicemente C, solo C.
Mi voltai, guardai dritto negli occhi il quarantenne brizzolato e gli sorrisi, quasi come se fossi realmente contenta di vederlo. Abbassai lo sguardo e, lentamente, lo rialzai su di lui, sbattendo le ciglia prive di mascara che, forse, avrebbe reso il mio sguardo più sensuale. Però, a quanto pare, l'uomo lo trovò comunque molto eccitante perché annullò la distanza e intrappolò i miei fianchi per tirarmi più vicina a lui.
«Non tutti saprebbero portare un vestito del genere, nel modo in cui lo porti tu.» sussurrò al mio orecchio, approfittandone per appoggiare le labbra al mio collo, «Ma sono sicuro che, senza, saresti ancora più bella.»
Deglutii a fatica quando l'uomo passò un dito sotto lo spallino sottile dell'abito, per poi delineare la scollatura e farmi sentire la pelle fredda della sua mano contro la mia. E non potei fare a meno di distogliere lo sguardo quando le sue iridi marroni, smaniose, cercarono le mie. Sentii anche un pizzico al fondo schiena e, con tutta me stessa, provai a fare finta di niente nonostante il nodo in gola.
Ero C, solo C, lo avevo fatto per tutta la vita e sapevo farlo molto bene.
Sospirai, presi il bavero della giacca dell'uomo e, ammiccante, lo avvicinai a me. Come lui aveva fatto poco prima, la mia bocca si appoggiò al lobo del suo orecchio, «Grazie.» sussurrai con il tono di voce più sensuale che conoscessi.
«Perché non andiamo in un posto più-» cominciò a dire, ma venne interrotto.
«Ken, che piacere vederti!» lo salutò calorosamente Zayn, con una pacca sulla spalla, non appena ci raggiunse.
«Zayn, non sapevo che ci fossi anche tu!» rispose l'uomo, lasciò la presa sui miei fianchi e si allontanò un po' da me per salutare con una vigorosa stretta di mano il moro.
«E vedo che hai già conosciuto la mia accompagnatrice.» mi indicò con tutta la mano e, non sapevo se era solo una mia impressione, mi sembrò quasi infastidito.
«Oh, è con te? Non ti dispiace se te la rubo per qualche minuto?»
Zayn si lasciò andare in una risata ma non sembrava molto divertito, appoggiò la mano al mio fianco e mi tirò a lui, «Non vorrai lasciarmi senza accompagnatrice, Ken. Ci sono tante ragazze, ne troverai una da rubare per qualche minuto.»
«Sicuramente non bella come questa.» si complimentò con un sorriso e baciò la mia mano con fare galante.
«Mi conosci, no? Ho buon gusto!» replicò il moro sistemando vanitosamente il colletto della camicia.
«Beh, trattala bene amico, e falla ballare.» rise di gusto il signore brizzolato, prima di congedarsi e sparire tra la folla.
E Zayn, inaspettatamente e improvvisamente, lo fece. Appoggiò le sue mani ai miei fianchi così delicatamente che quasi non riuscii a percepirle, mi tirò a sé e si mosse lentamente a tempo di musica. Io, talmente ero incredula, non mi mossi per un po', prima di imitare i suoi passi.
«Fingi di divertirti, almeno.» mi rimproverò con tono duro.
«Dovrei essere una brava attrice, per farlo.» rimbeccai, a voce abbastanza alta da sovrastare una canzone di Rihanna risalente almeno al 2010.
Però, non fu abbastanza da superare anche il solito rumore assordante, quello che ormai avevo imparato a conoscere bene. Come sempre, mi ci volle un attimo per realizzare ciò che stava succedendo e fu Zayn a prendere in mano la situazione.
Mi tirò insieme a lui finché fummo entrambi a terra, si accucciò davanti a me per fare da scudo con il suo corpo e poi gattonò fino ad un tavolo vicino, tenendo la mia mano per obbligarmi a seguirlo.
Con il cuore in gola e una sensazione di paura che pervadeva il mio stomaco, rimasi dietro ad una sedia, con tutti i muscoli del corpo tesi e gli occhi chiusi in due fessure.
Qualche invitato era già caduto a terra ferito, qualcun altro rispondeva sparando verso l'ingresso, e altri cercavano di proteggersi come meglio potevano.
«Che cazzo succede?» urlai, voltandomi per vedere Zayn che aveva già estratto la sua pistola.
«E io che cazzo ne so?» ribatté innervosito, senza guardarmi.
Il panico si impossessò della mia mente, del mio corpo e del mio cuore che prese a battere talmente forte da sembrare di volermi uscire dal petto.
Non riuscivo più a ragionare lucidamente, volevo solo andarmene da quel posto il prima possibile e le mie gambe decisero di muoversi senza che io lo avessi previsto. Mi alzai, pronta a correre, non sapevo bene diretta dove.
«Ma dove cazzo vai?! Sei impazzita?» Zayn afferrò la mia mano, tirandomi di nuovo a terra e rivolgendomi un'espressione truce.
«Vado via, me ne vado!» gli urlai contro e la mia voce uscì a malapena, in un lamento stridulo, «Non voglio morire, tu te ne stai qua fermo e-»
«Fermo? E cosa dovrei fare? Vuoi tu la pistola?» ribatté con severità, porgendomi l'arma, «Sei brava a sparare, perché non ci pensi tu?»
«Ti sembra il momento di ritirare fuori questa storia, Zayn?»
«E a te sembra il momento di fare di testa tua, Chloe?» gridò spazientito, potevo sentire dal tono della sua voce che stava realmente perdendo le staffe, «Stai ferma qua e fai come ti dico se non vuoi morire, cazzo!»
«Ho paura.» ammisi, sciogliendomi in un pianto incontrollato.
«Chloe, ehi!» gridò Zayn per attirare la mia attenzione, prese il mio mento e mi obbligò a guardarlo, le sue iridi si incollarono alle mie e sembrarono davvero volermi calmare, «Non ho mai permesso che ti accadesse nulla, e non lo permetterò nemmeno questa volta. Te lo prometto.»
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CHOICE (sequel di Destiny)
Teen FictionSEQUEL DI DESTINY L'amore è la debolezza più grande e, allo stesso tempo, è una forza invincibile. Chloe e Zayn lo sanno bene e, a loro spese, hanno imparato che il destino può essere imprevedibile, perfido ed intransigente. Quando due mondi così d...
