Intanto Oikawa, Atsumu, Tendō, Suna, Shirabu, Akaashi, Kenma e Hanamaki si trovavano al parco dove si erano seduti a terra e stavano finendo di fare i compiti per il giorno seguente; avevano scelto di rimanere fuori dato che era una bella giornata e non avevano voglia di chiudersi in casa, poi era solo un dettaglio irrilevante quello che i bulli della scuola si incontrassero in quel preciso parco.
Infatti, dopo una buona mezz'ora di concentrazione sui propri studi, gli otto ragazzi sentirono schiamazzi da un punto non lontano da loro: Akaashi, Atsumu, Oikawa e Shirabu si alzarono di scatto, abbandonando qualsiasi cosa stessero facendo e si precipitarono alla fonte del rumore trovandoci appunto gli "otto imbecilli", i quattro ragazzi si avvicinarono a loro cercando di non sembrare sospetti.
"Non che capirebbero. Hanno delle noccioline al posto del cervello, non capiscono un cazzo" pensò Keiji tenendo le mani nelle tasche del cappotto.
Oikawa si avvicinò di più a loro con un sorrisetto malizioso stampato in viso e disse: «Ho sentito dire che tra voi ci sono delle adorabili coppiette. Devo dire di esserne rimasto sorpreso quando avete pubblicato quelle foto e quelle storie. Anche se mi sono commosso leggendo le vostre dediche.»
«Oikawa-san ha ragione. Non credevo avreste avuto il coraggio di fare coming out,» aggiunse Akaashi guardando gli otto con un sopracciglio alzato.
«Non siamo stati noi a pubblicare quelle foto. Sono dei falsi. E se non la fate finita di parlare, vi riempiremo di botte,» disse quello che effettivamente era il capo banda.
«È da giorni che aspetto un motivo per spaccarti la faccia, non dirmi che oggi stai per esaudire quel mio desiderio,» rispose Shirabu scrocchiandosi le dita delle mani.
«No, Shira, non puoi farlo, dopo sarebbe discriminazione omofoba,» disse Kenma alzando le spalle e sospirando.
Uno dell'altro gruppo fece per alzare le mani su Kozume ma venne bloccato da Atsumu, che gli bloccò il pugno e da Shirabu che gli diede una gomitata sullo sterno.
Gli altri sette si avvicinarono con aria minacciosa ma vennero fatti desistere dalla voce di Oikawa: «Provateci e noi non avremo paura di andare a denunciarvi per percosse e aggressione.»
Il viso di Tōru presentava ancora il sorriso accondiscendente e divertito però il tono della sua voce e il luccichio nei suoi occhi mettevano bene in chiaro quanto le sue minacce fossero serie.
Gli otto sciorinarono qualche insulto mentre si allontanavano, insulti ai quali i quattro risero tornando a sedersi accanto ai loro amici.
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Nel frattempo a casa di Bokuto i ragazzi si trovavano nella stanza del proprietario di casa e studiavano in tranquillità, quando per l'ennesima volta Iwaizumi sbuffò.
«Bro, se non la finisci di sbuffare farai venire un tic nervoso a tutti. Che succede?» chiese Matsukawa alzando la testa dal libro di letteratura.
«Scusa,» rispose Hajime.
«Sono i compiti di chimica a farti sbuffare così tanto o c'è altro che ronza in quel capoccione?» domandò Kuroo.
«Altro.»
«Ti dispiacerebbe condividere con noi?» chiese Osamu.
«Sì, mi dispiacerebbe molto.»
«Iwa, sai che ti lasciamo sempre i tuoi spazi ma così non può andare avanti. È da stamattina che sei irritato, rispondi male a tutti, molto più del solito, ed ora non fai altro che sbuffare. Ci spieghi che cosa succede, per favore?» disse Semi chiudendo definitivamente il libro sul quale cercava di studiare.
«Solo se Kuroo e Matsukawa non faranno battute del cazzo,» borbottò Iwaizumi, i due presi in causa si affrettarono ad annuire dicendo che non avrebbero fatto battute quindi Hajime sospirò ed iniziò a parlare: «È quell'idiota di Oikawa. Non ci sto capendo più niente, non capisco se mi dà fastidio o meno, e non capisco un cazzo su come è fatto lui.»
«E questo non era propriamente una novità, si capisce che provi interesse nei suoi confronti. Ma in che senso non capisci come è fatto?» chiese Eita guardando Iwaizumi che alzava e le spalle e rispondeva: «Nel senso, sembra così sicuro di sé, sembra così egocentrico eppure c'è qualcosa che fa o che dice che mi fa pensare il contrario.»
«Tipo?» domandò Osamu.
«Tipo ieri al centro commerciale, quando mi ha rotto le palle per esprimere una stupidissima opinione su due magliette ma poi le ha rimesse a posto dicendo che fossero orribili entrambe, o che mangia poco, in qualsiasi situazione, lui mangia poco...»
«Anche Akaashi mangia poco,» disse Bokuto in sovrapposizione con Kuroo: «Anche Kenma.»
«Quindi salgono a quattro i ragazzi in quel gruppo che mangiano poco,» borbottò Osamu.
«Perché quattro?» domandò Tetsurō.
«Anche Suna mangia poco,» spiegò il Miya guardando gli altri.
«Ma perché?» chiese Kōtarō.
«Lo conosco poco, ma Kenma mi pare il tipo che si preoccupa molto di ciò che gli altri pensano di lui, tutta l'ansia che accumuli può farti mangiare poco. Invece Akaashi non lo conosco quasi per niente, ma da ciò che ho visto l'altro giorno mi sembra un tipo che pensa troppo a troppe cose tutte insieme, finché non si rilassa non potrà mangiare in maniera normale. Oikawa-san potrebbe essere per tenere alta l'immagine che dà di sé, l'immagine del ragazzo perfetto ed inavvicinabile, e tutte le aspettative che si butta addosso probabilmente lo rendono ansioso e questo gli fa chiudere lo stomaco,» disse Sakusa, parlando per la prima volta, tutti i ragazzi nella stanza lo guardarono sbigottiti dall'accurata analisi presentata dal corvino.
«Scusa, ma leggi nel pensiero?» chiese Semi un paio di minuti sbattendo più volte gli occhi, ancora sbalordito.
«No, basta solo saper leggere i segni,» rispose Kiyoomi alzando le spalle.
«Perché non hai detto nulla su Suna?» chiese Kuroo.
«Perché non ci sono stati segni che ho potuto leggere, se non un qualche trauma infantile di qualche tipo.»
Osamu lo guardò torvo e domandò borbottando: «Come ci riesci?»
Sakusa alzò le spalle.
«Potresti farlo anche con lui?» chiese Tetsurō indicando Iwaizumi.
«No,» rispose Kiyoomi.
«Sì, ma non vuole farlo» disse invece Semi.
«Tranquillo, non ti morde. Procedi pure,» disse invece Kuroo, quindi Sakusa cominciò a parlare: «Beh, Iwaizumi-san presenta tutti i sintomi di qualcuno che ha avuto dei problemi familiari da piccolo e che per un motivo o per un altro ha dovuto tenere nascosti i propri sentimenti ed ora non sa più come esprimerli in un modo decente senza che essi si trasformino in rabbia, nonostante ciò ha tenuto la sua indole protettiva e apprensiva. Ha anche una tendenza per sentirsi inferiore, anche se non lo dirà mai ed ha sempre paura di mostrarsi per come è realmente perché non sa se lo persone lo accetterebbero per com'è davvero.»
Appena finì di parlare a Sakusa arrivò un cuscino dritto in faccia, lanciato dalla persona di cui aveva appena finito di parlare.
«Questo ragazzo fa paura, ma cazzo vi prego lasciamolo nel gruppo,» disse Matsukawa ridendo, seguito nelle risa da Semi, Bokuto e Kuroo.
Note dell'autrice✨:
Beh, ecco qui il capitolo 19. Mi scuso se sono lenta nella realizzazione delle ship, ma Sakusa merita più amore e comprensione, ergo beccatevi il capitolo in cui Sakusa lega col gruppo☺️
Se vi va, fatemi sapere cosa ne pensate e grazie a chiunque leggerà e/o voterà 💖
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Will love blossom or is it not destined to?
FanfictionAU Se non si fossero mai incontrati nel modo canonico che noi abbiamo tutti adorato e andassero tutti nella stessa scuola, credete che il loro rapporto sarebbe diverso? Alla Futenma High School sono presenti molti dei personaggi di Haikyuu (sopratt...
