Dopo l'ultima votazione e la vittoria di Akaashi, Keiji venne "rapito" dai suoi amici e portato nella stanza di Oikawa e Iwaizumi, dove Kenma si assicurò che non fossero stati seguiti prima di chiudere la porta dietro di sé.
«Che cosa-», la domanda di Keiji venne brutalmente interrotta dall'esclamazione di Takahiro: «Adesso tu e Kōtarō limonate!».
«Di cosa stai parlando?», l'interpellato cominciò a giocare nervosamente con le proprie dita.
«Sta parlando del fatto che era palese quanto entrambi volevate saltarvi addosso» rispose Tōru.
«Non so di cosa tu stia parlando»
«Akaashi, ti vogliamo bene. Ma fattelo dire: quando si tratta di sentimenti sei davvero ottuso», Kozume non alzò lo sguardo dal telefono per parlare, ma le sue parole arrivarono dritte nella mente di Keiji, che si sedette sul letto per poter pensare in pace.
«Comunque, non siamo venuti qui per parlare solo con Akaashi. SunaRin, è ora che tu e 'Samu risolviate. Anche perché la tensione tra voi due sta diventando insostenibile» annunciò Atsumu e Satori gli diede manforte: «Ha ragione. E poi non preferiresti risolvere che perdere la sua amicizia? Cioè, lasciando perdere la tua ovvia cotta per lui, comunque Osamu è un amico importante per te. Vuoi davvero lasciare le cose così?»
«Ragazzi, grazie per l'interessamento ma-», Rintarō venne interrotto da Atsumu: «Non cominciare anche tu con l'ottusità. Non venirci a dire che non sai se ti ricambia o no quando stavate per baciarvi appena una settimana fa. E non quando uno dei motivi per i quali abbiamo discusso era che aveva paura che tu avresti preferito me»
Rintarō rimuginò un secondo su quanto aveva sentito prima di prendere una decisione. Sperava soltanto che tutto andasse per il meglio perché, come Satori aveva brillantemente spiegato prima, non avrebbe sopportato di perdere Osamu. Nel mentre anche Akaashi aveva ripensato a ciò che gli altri gli avevano "consigliato" e si decise di provare a fare quel passo che ora gli pareva faticoso, ma che forse con i suoi amici a spalleggiarlo sarebbe stato un passo più facile da fare.
Nel salone, invece, i ragazzi rimasti provarono a far ragionare Osamu, con poco successo.
Stanco di quella situazione di stallo, Iwaizumi sbottò: «Senti, non diciamo che devi per forza ammettere i tuoi sentimenti se non ti senti pronto per farlo. Ma almeno risolvi le cose con Suna, facendo così non farai altro che perderlo anche come amico»
«È complicato... E se lui si stesse allontanando per quello che è quasi successo?»
«So da fonti certe che lui pensa lo stesso. Se continuate così vi perderete l'un l'altro. Pensaci»
Ed Osamu rifletté veramente su quanto Hajime gli aveva spiattellato in faccia con poca grazia. Ripensò a quanto Rintarō sembrasse sempre nervoso quando gli era accanto, come quel pomeriggio di una settimana prima le sue guance si erano colorate di rosso, come il suo profumo legnoso gli era rimasto impresso nella mente tutta la sera, a come quella sera a cena le loro mani si erano quasi toccate per prendere il vassoio di onigiri e Rintarō si era allontanato mentre le guance gli si riscaldavano nuovamente. Prese una decisione e pregò soltanto di non rovinare nulla.
Perso nei suoi pensieri, Osamu si perse ciò che venne detto dopo.
«Mattsun, è da un po' che non ci parli di Hanamaki. Sta forse accadendo qualcosa di cui non ci rendi partecipi?» domandò Kuroo, un ghigno si andava formando sul suo viso ma venne immediatamente spento dal commento di Iwaizumi: «Come se non avessimo visto tutti quanto giri intorno a un certo ragazzo dai capelli biondi, Kuroo.»
«Di cosa stai parlando?»
«Del fatto che non appena ne hai l'occasione passi molto tempo accanto a Kozume.»
«Non è vero.»
«Dici davvero? Perché a noi sembra che stiate diventando sempre più intimi» disse Semi, aggiungendosi alla conversazione.
Kuroo scrollò le spalle, chiaro segnale che il moro non aveva intenzione di aprirsi oltre quella sera.
La calma e cupa voce di Ushijima sorprese tutti con questa domanda: «Secondo voi Tendō potrebbe ricambiarmi?»
Semi fu il primo a riprendersi dallo shock: «Insomma, non è che lo conosca benissimo, ma penso di sì. Da quello che so non ti ha ancora mai detto che il fatto che tu lo accompagni a casa gli dia fastidio. Penso che potresti a provare a parlargliene»
Dopo mezz'ora furono nuovamente tutti riuniti nel salone e Kenma prese il controllo del televisore per giocare con i videogiochi. Successe con non poche lamentele da parte di Hanamaki, Matsukawa e Atsumu, ma Kōtarō zittì tutti offrendosi di preparare thè o tisane per tutti.
Tornò una decina di minuti dopo portando le tazze fumanti su un vassoio che poggiò sul tavolo e si mise a distribuirle ai ragazzi che si erano sparpagliati sui divani o sulle sedie.
Dopo aver preso la sua tazza di thè nero, Rintarō andò a sedersi accanto a Osamu. Rimasero in silenzio, non sapendo come aprire il discorso, ma questa volta la tensione tra i due era più leggera che durante la cena.
Intanto Oikawa stava parlando con Tendō, Ushijima, Iwaizumi e Semi di una serie televisiva che aveva cominciato a guardare e mentre Satori e Eita si univano alla conversazione poiché ne avevano sentito parlare, Wakatoshi e Hajime rimasero in silenzio ad ascoltarli.
La prima "coppia" a ritirarsi per la notte furono Shirabu e Semi.
Nel bagno annesso alla camera, Kenjirō si prese il suo tempo per prepararsi per la notte: il pensiero dell'attacco di panico ancora fresco nella sua mente gli impedì di rilassarsi anche mentre i movimenti automatici del spazzolarsi i capelli cominciarono a diventare poderose spazzolate. Venne risvegliato dalla sua trance dal leggero bussare di Eita, aprì la porta per incontrare lo sguardo leggermente preoccupato dell'altro e questo lo tranquillizzò un pochino; poiché anche se le sue emozioni erano poco chiare in quel momento non aveva intenzione di far preoccupare qualcun altro per lui.
«Tutto bene?», questa domanda fu ciò che fece scattare le autodifese di Shirabu, che rispose: «Sì, non preoccuparti Semi-san. Scusa se sono stato troppo in bagno.»
Senza aggiungere altro, Kenjirō si stese a letto e si rigirò nel letto per gran parte della notte, o almeno fino a quando il tocco leggero di una mano sulla spalla lo fece sussultare. Alzò lo sguardo per incontrare il volto, ancora assonnato, di Semi.
«So che hai detto di stare bene… Ma… Sembri ancora scosso… Ti ho sentito borbottare più di una volta… Posso… Ecco, vorresti che io facessi per… Per farti stare meglio…?», questo borbottò Eita sbadigliando un paio di volte per poi stropicciarsi un occhio.
Shirabu valutò l'opportunità di mandarlo al diavolo, allontanarlo definitivamente prima di mostrarsi ancora più vulnerabile di quanto non avesse già fatto, eppure quella notte decise di essere vulnerabile, decise di essere sé stesso e di afferrare la mano che gli veniva offerta.
«Posso dormire con te…? Ho… Io ho…. Avrei bisogno di conforto… E, ecco, mi chiedevo se… Se tu potes-»
«Non c'è bisogno di girarci così intorno, la risposta sarebbe comunque affermativa.»
Eita si stese affianco a Kenjirō che si era messo su un lato per poter guardare il più grande, Eita afferrò la mano sinistra dell'altro per mettersela sul cuore e cominciò a canticchiare una ninna nanna per confortare il più piccolo.
Kenjirō trovò finalmente il sonno, confortato dalla presenza dell'altro, ed Eita lo seguì pochi momenti dopo.
STAI LEGGENDO
Will love blossom or is it not destined to?
FanfictionAU Se non si fossero mai incontrati nel modo canonico che noi abbiamo tutti adorato e andassero tutti nella stessa scuola, credete che il loro rapporto sarebbe diverso? Alla Futenma High School sono presenti molti dei personaggi di Haikyuu (sopratt...
