Capitolo 43

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Essendo stato Kōtarō ad invitare a cena Keiji, fu lui a scegliere il luogo del loro appuntamento.
Aveva passato la mattina a ricercare ristoranti e locali su Google, chiedendo persino aiuto a Tetsurō; alla fine optò per un ristorantino appartato.

Le recensioni lo avevano lasciato speranzoso e dalle foto il locale appariva carino e perfetto per una persona introversa e riservata come Keiji.
Kōtarō aveva prenotato per le 20.30 e grazie alla pianificazione di Keiji, arrivarono con dieci minuti di anticipo.

Dovettero attendere che il loro tavolo si liberasse e venisse preparato, quindi i due decisero di fare una passeggiata nei dintorni.
Keiji era un fascio di nervi: era felice del suo appuntamento con Kōtarō, ma una piccola parte di lui era ansiosa.
E se Bokuto-san lo avesse trovato noioso?
E se avesse detto qualcosa di sbagliato e Bokuto-san lo avesse abbandonato lì?
E se...

Le sue ansie vennero messe a tacere quando la mano di Kōtarō strinse quella di Keiji tra le sue. Keiji sorrise timidamente e prestò più attenzione a quanto Kōtarō stesse dicendo.

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Dire che si aspettasse qualcosa sarebbe stato stupido: Rintarō non si aspettava granché dal tranquillo appuntamento con Osamu. O almeno, si aspettava di cenare in un luogo tranquillo e magari fare una passeggiata dopo, ma nulla di che.

Eppure, Osamu trovò comunque il modo di stupirlo. E per questo l'amore di Rintarō per lui crebbe un po' di più nel suo petto.

La scelta di Osamu era ricaduta su un semplice Caffè le cui specialità erano lo squaglio di cioccolato, le paste, il vasto assortimento di tè e sfiziosi aperitivi; più che altro perché sapeva che Rintarō non avrebbe comunque mangiato granché dopo il pranzo sostanzioso che avevano avuto quel giorno e non voleva forzarlo a mangiare.

Rintarō adorò la cura di Osamu nei suoi confronti e decise di rifarsi con lui il prima possibile.

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Per quanto il ristorante fosse piccolo e rustico, il menù dava molta possibilità di scelta e Keiji aveva molta difficoltà a scegliere.
Kōtarō sembrava essere nella stessa situazione di Keiji, quindi il moro non avrebbe potuto chiedere aiuto o consiglio.

Alla fine Kōtarō chiuse teatralmente il suo menù ed esclamò: «Non posso scegliere! Ci sono troppi piatti gustosi!»
«Che ne pensi se prendessimo qualcosa e assaggiassimo entrambe le nostre scelte?» consigliò Keiji. «In questo modo mangeresti più di un piatto solo.»
«Sei un genio, Akaaashi!» rispose Kōtarō e il sorriso che sfoggiò illuminò anche i residui delle ansie di Keiji.

Alla fine, Kōtarō ordinò un piatto di riso al curry mentre Keiji optò per una zuppa di miso e un piatto di piante di colza bollite con condimento alla senape.

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Satori era una bolla d'ansia. Ma era anche felice.
"Okay, Satori calmati. Andrà tutto bene." pensò.

A creargli ansia era l'orribile pensiero ricorrente che gli diceva che anche Wakatoshi se ne sarebbe andato, perché dai. Chi avrebbe mai potuto amare realmente un mostro come lui?

Ma la parte più razionale di lui sperava e credeva che Wakatoshi non fosse quel tipo di persona.

Lo scontro tra quelle due parti di lui non durò a lungo. Fu proprio Wakatoshi a mettere fine a quello scontro, afferrandogli la mano e tirandolo così fuori da quella spirale senza fine dei suoi pensieri.

La serata passò quindi senza più intoppi e Satori e Wakatoshi cenarono e parlarono, si fecero domande a vicenda e risposero sinceramente l'uno all'altro.

Will love blossom or is it not destined to?La tua prossima ossessione. Scoprilo ora