Avvertenze:
In questo capitolo è presente un linguaggio discriminatorio e volgare, chiedo perdono🙏🏼
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La cena fu.... Interessante sotto molti punti di vista, almeno per Atsumu e Tendō, poiché successero molte cose che a detta dei diretti interessati furono imbarazzanti. Tipo quando Kenma dovette allungarsi per riuscire a prendere la brocca d'acqua e finì addosso a Kuroo, oppure quando per sbaglio Makki fece cadere il proprio bicchiere pieno d'acqua finendo per bagnare sia sé stesso che Mattsun e Iwaizumi che gli sedevano ai lati, facendo ridere i restanti ragazzi seduti al tavolo, oppure quando a fare ridere fu lo stesso Matsukawa che si strozzò quando Bokuto disse una cavolata su niente in particolare.
Akaashi, Oikawa e Kenma mangiarono poco quella sera e questo non passò inosservato ad alcuni buoni osservatori, che però non dissero niente sul momento per non violare la privacy dei tre ragazzi.
A fine pasto tutti quanti si diedero da fare per sparecchiare la tavola e pulire le stoviglie. Per quanto in alcuni il desiderio di rimanere fosse forte il giorno dopo c'era quella cosa demoniaca chiamata "scuola" a cui dovevano attendere, quindi quando finirono di pulire ognuno recuperò le proprie cose e si avviarono verso le proprie case.
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«Perché mi hai fatto sedere accanto a Rin?» chiese Osamu una volta rimasto solo con il fratello.
«Mm? Beh, magari vi svegliate entrambi e capite che non potete andare avanti così,» rispose Atsumu non alzando gli occhi dal cellulare.
«Che cosa significa?»
«A volte sei davvero ottuso, lo sai?» gli rispose il biondo continuando a tenere lo sguardo sul proprio telefono.
«Sei davvero molto simpatico - alzò gli occhi al cielo - Comunque, cosa stai facendo? Sembri fuori tono, è successo qualcosa?» domandò Osamu sedendosi sul divano.
«Niente di che, credo.. Sto solo aspettando che mi scrivano che sono arrivati a casa,» rispose Atsumu sospirando, scuotendo la testa impercettibilmente e borbottando qualcosa di incomprensibile.
«C'è qualcosa che ti preoccupa, ti si legge in faccia. Che succede?» provò a chiedere nuovamente Osamu.
«Niente di che, te l'ho detto,» rispose, nuovamente, il biondo.
«Va bene, tieniti i tuoi segreti,» pose fine alla questione il ragazzo con i capelli grigi, esasperato dalla testardaggine del fratello nel non dirgli cosa lo preoccupa.
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Oikawa camminava lentamente, trascinandosi in avanti con stanchezza, assorto nella musica che stava ascoltando attraverso le cuffiette, non si accorse della persona che gli camminava accanto, leggermente indietro. Iwaizumi, perché di lui si trattava, rese nota la sua presenza all'altro toccandogli delicatamente la spalla; Tooru sobbalzò leggermente per poi voltarsi immediatamente e trovarsi di fronte Hajime.
«Che cosa ci fai qui, Iwa-chan? Ammettilo: cominciavi a sentire la mia mancanza,» esclamò il castano ghignando.
«Non essere stupido, Shittykawa. Sto tornando a casa,» esclamò il moro, facendo ridere l'altro, ma poi aggiunse: «Oikawa, posso chiederti una cosa?»
«Mm, sì certo.»
«Perché non hai mangiato quasi niente a cena?»
Il sorriso derisorio di Oikawa morì per quelli che sembrarono minuti, invece un nuovo sorriso nacque sul viso del castano dopo una manciata di secondi e Tōru rispose: «Non avevo molta fame e comunque non sono il tipo che mangia molto.»
Iwaizumi non gli credette perché sentiva che c'era dell'altro, ma non indagò oltre: anche se non conosceva bene Oikawa, sentiva che fosse un ragazzo con il quale più insisti per sapere più lui si chiude ergo non indagò oltre ma continuò a camminare al fianco dell'altro rimanendo in un silenzio confortevole.
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Tendō si era appena diviso da Makki, Mattsun, Kuroo e Kenma e stava discutendo al telefono con il ragazzo con il quale si stava frequentando, e che lo aveva lasciato, quando la chiamata finì un gruppo di ragazzi gli si avvicinò.
Frequentavano il suo stesso liceo, li conosceva grazie ai commenti inopportuni che gli regalavano ogni giorno in corridoio ed anche quella sera non si risparmiarono: «Hey, frocio, dov'è il tuo ragazzo?»
«Ti ha lasciato?»
«Ha capito che sei un mostro?»
Erano commenti abitudinari, Satori non gli dava nemmeno più peso (o almeno credeva), quindi si limitò a ghignare e guardarli dall'alto in basso con un'espressione strafottente stampata sul viso.
«Cos'hai da ghignare? Sei solo uno scherzo della natura,» gli disse quello che doveva essere il "capo" del gruppo.
«Siete così originali ragazzi che utilizzate sempre gli stessi insulti. Sta diventando noioso ascoltarvi, sapete?» rispose Tendō che poi ricominciò a camminare per tornarsene a casa.
Purtroppo per lui però, uno dei ragazzi lo afferrò per il polso mentre un altro gli afferrò l'altro per tenerlo fermo, gli altri liberi cominciarono a picchiarlo mentre lo sfottevano.
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Quella sera Wakatoshi non riusciva a dormire, per questo uscì per fare una passeggiata. Non si sarebbe mai immaginato di trovarsi di fronte ad una scena tanto deprecabile come quella a cui stava assistendo.
Ushijima non era il tipo che cercava rogne, e di solito non si metteva in mezzo se la cosa non lo riguardava personalmente, eppure vedere un gruppo di 8 ragazzi prendersela contro uno lo fece arrabbiare come niente in vita sua. Quindi, per la prima volta fece qualcosa di inaspettato per lui, si avvicinò al gruppo e fermò il braccio di uno ch'era pronto a colpire il malcapitato.
«Vi invito caldamente a farla finita,» minacciò velatamente Wakatoshi, il gruppo si voltò a guardarlo e i ragazzi presero a ridergli in faccia.
«Altrimenti cosa succede?»
«Ci fermerai tu da solo?»
«Che c'è? Sei frocio anche tu?»
Questo domandarono alcuni ad Ushijima.
La fortuna quella volta girò a favore di Wakatoshi perché il chiasso prodotto da quel gruppo aveva cominciato ad infastidire le persone che vivevano in quella via quindi quei ragazzi lasciarono andare la loro vittima, uno di loro però non contento di doversene andare così presto sputò in faccia al malcapitato ma tanto bastò per far scattare Ushijima che gli diede un pugno in faccia, rompendogli il naso.
«Vi conviene non pensare neanche di potermi far subire ciò che avete fatto a questo ragazzo, andatevene immediatamente e non avvicinatevi mai più a lui,» sentenziò Wakatoshi guardando il gruppo in cagnesco, quelli, non abituati a gente che reagisce, se la diedero a gambe levate riempiendo l'aria di vuote minacce.
Una volta certo che quei ragazzi se ne fossero effettivamente andati (anche a fanculo, per quello che lo riguardava), Wakatoshi si inginocchiò accanto al ragazzo ch'era stato preso di mira, prima che potesse dire qualsiasi cosa quel ragazzo disse: «Grazie.»
«Nessun problema. Piuttosto, vuoi che ti accompagni in ospedale?» rispose Ushijima.
«Nah, sto bene. Ho solo bisogno di un attimo per riprendermi, una volta a casa posso curarmi queste ferite da solo, grazie. Posso chiederti come si chiama il mio salvatore?»
«Ushijima Wakatoshi.»
«Mm, Tendō Satori, piacere di conoscerti.»
Note dell'autrice:
Scusate tanto per l'attesa. Chiedo perdono, sono rimasta incastrata in alcune situazioni personali e questa storia è passata tipo in decimo piano, chiedo perdono.
Grazie a chiunque leggerà💖 e, se vi va, fatemi sapere cosa ne pensate, perché come tutti gli altri prima, a me fa sinceramente schifo😶
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Will love blossom or is it not destined to?
FanfictionAU Se non si fossero mai incontrati nel modo canonico che noi abbiamo tutti adorato e andassero tutti nella stessa scuola, credete che il loro rapporto sarebbe diverso? Alla Futenma High School sono presenti molti dei personaggi di Haikyuu (sopratt...
