Capitolo 37

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La mattinata e il pranzo passarono tranquillamente, con i ragazzi divisi in gruppi a parlare tra loro. Dopo aver pulito il tavolo e la cucina, i ragazzi andarono a prepararsi per uscire.

Nella loro camera Suna e Osamu stavano parlando del più e del meno mentre cercavano qualcosa da mettersi nell'armadio.
La vicinanza dei corpi riaccese qualcosa in Rintarō, con il cuore in gola e le guance quasi completamente arrossate di voltò ad affrontare Osamu. Voleva risposte, Atsumu aveva ragione, non avrebbe potuto continuare a fare finta di nulla. Anche se dare ragione ad Atsumu era di per sé umiliante.

«Rin? Che succede?» La domanda di Osamu riportò Suna alla realtà.
Prendendo un respiro profondo, Rintarō chiese: «Cosa avevi intenzione di fare due settimane fa?»
«Uhm... Ecco...» Osamu cercò di pensare ad una plausibile bugia per ciò che stava che succedere quel pomeriggio di due settimane fa, ma guardando i bellissimi occhi di Rintarō decise di dire la verità.
«Avrei voluto baciarti... Prima che dica qualsiasi cosa, ecco... Io volevo dirti che tu mi piaci. Molto. E da un po', ormai...»

Osamu prese al volo un maglione e un paio di jeans e stava per andare a rinchiudersi in bagno quando la voce di Rintarō lo bloccò.
«Mi piaci anche tu, 'Samu. E probabilmente ti avrei ricambiato.»

Lasciando cadere i vestiti a terra, Osamu si voltò per fronteggiare Rintarō.
Rintarō che aveva sul viso quel suo piccolo sorriso che Osamu sperava di vedere sempre dipinto sul suo viso.
Si avvicinarono l'uno all'altro, dapprima si strinsero in un abbraccio lieti di non aver mandato a puttane un'amicizia con dei sentimenti che avrebbero potuto non essere ricambiati, poi Suna abbassò leggermente il viso e colmò quei due centimetri che lo separavano dalle labbra del Miya.

Il loro bacio fu dolce e lento, pieno di gioia e amore. I due ragazzi di persero nella loro piccola bolla di dolcezza e amore. Non si lasciarono andare fino a quando non fu necessario per entrambi riprendere aria e Rintarō appoggiò la fronte su quella di Osamu.

«Sai, forse devo dare un po' di credito a tuo fratello,» borbottò Rintarō, accarezzando la schiena dell'altro.
«Puoi continuare a non farlo, non è che importi veramente,» mormorò in risposta Osamu lasciandosi coccolare da Rintarō.
Il loro momento venne interrotto da un persistente bussare alla porta; Rintarō diede il permesso all'intruso di entrare mentre Osamu borbottava una maledizione all'interruzione, ma entrambi si separarono l'uno dall'altro; non erano ancora pronti a far sapere agli altri di quanto accaduto.

Atsumu entrò nella stanza e vedendo che entrambi dovessero ancora cambiarsi cominciò a sproloquiare sul loro ritardo.
Rintarō afferrò un dolcevita nero e un paio di jeans scuri e si rinchiuse in bagno per cambiarsi, lasciando i gemelli alla loro probabile ennesima lite.

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Nel frattempo, Kenjirō era in totale scombussolamento emotivo. La notte prima aveva chiesto a Semi di dormire insieme! Cosa gli era passato per la mente? Poi, come se non bastasse, quella mattina si era risvegliato accoccolato sul petto dell'altro e stretto nel suo abbraccio! Ciò che lo stava facendo penare era il pensiero di essersi mostrato vulnerabile davanti a qualcun altro, aveva abbassato le sue difese e aveva permesso a qualcun altro di vederlo debole e spaventato.
Eita si accorse che qualcosa in Kenjirō non andava, ma in quelle poche settimane che avevano passato insieme, aveva imparato che era meglio non fare domande. La sua preoccupazione però rimase presente, dopotutto Kenjirō aveva avuto un attacco di panico solo il giorno prima.

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I ragazzi si riunirono tutti nel salone mezz'ora dopo aver finito la colazione; per movimentare le cose, e dato che mancavano due giorni al 25 dicembre, decisero di organizzare un Babbo Natale segreto per avere qualcosa da fare in quei giorni.
Akaashi scrisse i nomi di tutti i presenti su alcuni bigliettini mentre Kuroo recuperava una scodella in cui metterli. Una volta piegati, messi nella scodella e mescolati, i ragazzi pescarono un bigliettino a testa. Per movimentare le cose decisero che i Babbo Natale segreti che sarebbero stati scoperti avrebbero offerto una cena al ristorante.

Ognuno di loro ebbe un attimo di panico interiore leggendo il nome che gli era capitato, beh tutti tranne Kenma, Shirabu e Akaashi che erano certi di poter fare qualcosa che al loro nome misterioso sarebbe piaciuto.
Poco prima di uscire Osamu prese per mano Rintarō ed ignorò l'occhiata curiosa e beffarda di Tetsurō.

I ragazzi si divisero nei due taxi a nove posti che avevano già preso ed arrivarono alla piccola cittadina ai piedi della montagna.
Dopo aver diviso equamente il conto della corsa, si divisero in coppie o gruppetti per andare in giro a fare compere.

«Ti sto dicendo che se avessi saputo che nome mi sarebbe uscito, non avrei mai preso parte a questa cosa!» esclamò Oikawa mentre si aggirava per una gioielleria in compagnia di Hanamaki, Matsukawa ed Iwaizumi.
«Ora stai esagerando. Non può esserti andata peggio di quanto sia andata a me,» gli rispose Takahiro, che quando aveva letto il nome sul bigliettino che aveva pescato aveva veramente pensato di tagliarsi la testa.
«State entrambi in silenzio, io sicuramente sto messo peggio di voi,» s'intromise Issei, anche se aveva già un'idea del regalo che avrebbe comprato.

Akaashi riuscì ad allontanarsi dal gruppetto che gli si era creato intorno per andare a comprare il regalo. Si ritrovò a gironzolare in un negozio di intimo e un paio di calze attirarono la sua attenzione. Decise che per mantenere lo spirito divertente del Babbo Natale segreto le avrebbe comprate. Anche per non farsi scoprire quando la persona a cui doveva regalarle le avrebbe scartate.

Bokuto gironzolava in un supermercato quando qualcosa attirò la sua attenzione e la comprò. Era certo che la persona che l'avrebbe ricevuta avrebbe apprezzato il regalo, tra l'altro molto utile e carino.

Si rincontrarono tutti dopo un'ora in una caffetteria, dove Kenma, Shirabu, Suna, Iwaizumi, Kuroo, Semi e Sakusa presero un caffè espresso da asporto. Akaashi, Osamu, Ushijima e Matsukawa presero un thè earl grey da asporto. Hanamaki, Oikawa e Tendō presero un frappuccino da asporto. E Atsumu e Bokuto presero una cioccolata calda alla menta bianca da asporto.
Si spostarono in un parco, dove si sedettero sui giochi dei bambini, e discussero del più e del meno mentre sorseggiavano le loro bevande.

Akaashi e Bokuto erano seduti alla fine di uno scivolo, Keiji aveva trovato posto tra le braccia di Bokuto e si faceva stringere per proteggersi dal freddo che scuoteva il suo corpo.
Osamu e Suna non furono così attenti come credettero di essere stati; Oikawa li vide tenersi per mano durante le compere per il Babbo Natale segreto e decise di tirare fuori la sua scoperta al parco.

«Ragazzi, una coppia tra noi sta nascondendo la sua relazione dopo averci fatto preoccupare per settimane,» annunciò Tōru per poi sorseggiare il suo frappuccino fissando Suna dritto negli occhi.
«Chi?!» chiesero, urlarono, Atsumu, Satori e Kōtarō in coro.
«Suna e Osamu,» spiegò Oikawa che alla reazione sorpresa dei due sorrise beffardo.
«'Samu?! E non mi hai detto niente?!» domandò Atsumu esterrefatto.
«Non erano affari vostri,» si difese Osamu mettendo su il suo miglior cipiglio.
«Sì che lo sono! Chi di voi due si è confessato per primo?!» interrogò Tetsurō, la curiosità e l'eccitazione per le scommesse alle stelle.
«'Samu,» rispose Rintarō.
«Rin,» replicò Osamu.

I loro amici rimasero spiazzati dalle loro risposte. Non riuscivano a credere alle loro orecchie, quei due piccoli ingrati stavano ancora nascondendo informazioni.
«Dopo che ci siamo preoccupati per voi, riuscite ancora a mentire così spudoratamente a noi?!» domandò Tōru, gesticolando in maniera melodrammatica per accentuare il suo fastidio.

Osamu e Rintarō erano rimasti a fissarsi l'uno l'altro con sguardi confusi. Rintarō non capiva perché Osamu avesse fatto il suo nome, dopotutto era stato lui il primo a confessarsi.
Osamu era confuso per il fatto che Rin avesse fatto il suo nome, dopotutto lui non si sarebbe mai confessato se Rintarō non avesse aperto il discorso.

«Risolvete la vostra merda e diteci il risultato. Ci sono dei soldi in gioco, abbiamo bisogno di una risposta,» dichiarò Hajime.
Osamu e Suna guardarono i loro amici con scetticismo ed incredulità. Lasciarono perdere e decisero bisbigliando quale risposta dare; alla fine dopo cinque minuti di discussione venne annunciato che fu Osamu a dichiararsi per primo.

Sakusa, Iwaizumi, Tendō, Akaashi, Hanamaki e Matsukawa diedero i soldi agli altri, colpevoli di aver scommesso su Rintarō.

Note dell'autrice:
Quindi, la vita fa schifo e ho avuto molti problemi da febbraio ad oggi. Chiedo perdono per non aver aggiornato prima, mi dispiace avervi fatto attendere così tanto.
Grazie a chiunque legga, voti o commenti questa Fanfiction. Siete il motivo per cui continuo a scrivere💜

Will love blossom or is it not destined to?La tua prossima ossessione. Scoprilo ora