Ripubblico questo capitolo come mio piccolo e personale omaggio ad Alan Rickman, l'unico e inimitabile Severus Piton... R.i.p. :'(
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"Albus, ho un cattivo presentimento."
La preside McGranitt, rimasta nel suo studio dopo che Kingsley Shaklebolt è andato via, non si dà pace. Continua a camminare su e giù molto preoccupata. Di andare a dormire, ovviamente, non se ne parla neanche.
"Quella ragazza ha in mente qualcosa, potrei giurarlo. Di sicuro. Qualcosa di assolutamente sconsiderato, anche pensando al suo stato di salute."
"Temo anch'io, Minerva. Del resto le scorre un sangue piuttosto caldo nelle vene... È vero che non ha preso la scelleratezza di sua madre, ma forse il coraggio sì."
"Non vedo l'ora che George rientri. Forse lui è l'unico che può farla ragionare."
Quasi le avesse letto nel pensiero, compare in mezzo allo studio il fantasma Nick-Quasi-Senza-Testa, che aveva l'incarico di controllare l'ingresso di Hogwarts e riferire quando il professor Weasley fosse rientrato.
"Aehm... Buonasera preside" dice Nick richiamando l'attenzione dell'anziana strega "il professor Weasley è rientrato ed è qui fuori in attesa di entrare."
"Oh. Molto bene, Nick. Grazie mille." replica lei, visibilmente sollevata. Poi fa un movimento con la bacchetta magica, evidentemente per aprire la porta perché poco dopo George entra nello studio con aria piuttosto perplessa, oltre che un po' stanca, data l'ora tarda.
"Buonasera Preside. Nick ha detto che mi voleva parlare... È successo qualcosa?" chiede con una certa preoccupazione. Il primo pensiero che gli si è formato non appena ha saputo che lei lo stava aspettando è che fosse capitato qualcosa a Ellemir durante la sua assenza e ora non vede l'ora di sapere cos'abbia da dirgli di tanto urgente da non poter aspettare la mattina dopo.
"Buonasera George, finalmente sei arrivato. Ti chiedo scusa, so che è molto tardi" a quelle parole l'uomo fa un gesto per minimizzare e far capire che la cosa non l'ha disturbato "ma vorrei parlarti di una cosa piuttosto urgente. Accomodati, ti prego. Non restare in piedi."
George fa come gli è stato detto, poi appoggia i gomiti sui braccioli della poltrona e congiunge i polpastrelli delle dita sfiorando la bocca con aria pensierosa. "Sono tutt'orecchi, preside. Chissà perché, ma sto iniziando a essere in pensiero."
"E ne hai motivo." La McGranitt serra per un attimo le labbra, evidentemente riflettendo su come spiegare al meglio le cose senza trovare un modo che non sia troppo brusco. Scuote brevemente la testa e sospira leggermente, poi si schiarisce la voce e inizia a spiegare.
"Oggi è venuto qui il Ministro Shaklebolt portando una pessima notizia, che non so in che modo meno diretto dire... Drusus Lestrange è fuggito da Azkaban."
A quelle parole George salta in piedi con gli occhi fuori dalle orbite.
"Cooosa?! E come ha fatto?" si passa una mano fra i capelli come per schiarirsi le idee, poi inizia a camminare su e giù per lo studio mentre ascolta il prosieguo del racconto.
"Pare che sia stato aiutato, ci sono indagini in corso. Per il momento se ne sono perse le tracce ma hanno incaricato un gruppo sceltissimo di Auror per trovarlo per cui confido che in poco tempo lo acciufferanno. Solo che nel frattempo..."
"Ellemir è in pericolo" conclude in vece sua George, che è arrivato alle stesse conclusioni degli altri dopo aver riflettuto per un attimo. "Che misure pensa di prendere per proteggerla? È vero che qui dentro dovrebbe essere al sicuro, ma quell'uomo è un mago molto potente. L'aveva quasi raggiunta con la Maledizione Imperius se non ricordo male... E ora lei è ancora parecchio debole."
"Il Ministro ha garantito uomini di prim'ordine per la sua protezione." George a quelle parole sorride visibilmente sollevato, poi si blocca e fissa la preside, improvvisamente sul chi vive: lei lo sta fissando con un'espressione indecifrabile che non promette niente di nuovo. Raggiunge la poltrona e si siede lentamente mentre lei riprende a parlare, visibilmente sulle spine.
"Il problema è che... Beh, prima abbiamo pensato di avvisare Ellemir affinché iniziasse a prestare attenzione durante le passeggiate, a dire sempre dov'è eccetera."
"Ottimo. Ma...? Perché c'è un 'Ma', vero?"
"Ma... Ma lei l'ha presa malissimo. Era furiosa, davvero fuori di sé."
"Questo posso comprenderlo. Pensava di essersi finalmente liberata dello zio e invece questo torns dal regno dei morti o quasi..."
"Sì ma vedi, George... Lei sa che lo zio la cercherà e ha paura che se resta qui metterà in pericolo tutti gli abitanti del castello, te per primo."
Un silenzio assordante segue queste parole mentre George le assimila e ne immagina le implicazioni. Gliene viene in mente una sola e un brivido gelido gli scende giù per la schiena. Guarda la preside quasi a cercare una smentita dei suoi pensieri, ma ciò che legge negli occhi di lei gli fa crollare il mondo addosso.
Con un filo di voce sussurra: "Se ne vuole andare da Hogwarts, vero?"
"Sì, George. È per questo che ti volevo parlare: bisogna assolutamente che tu la convinca a restare qui al sicuro. Non è in grado di affrontarlo, è troppo debole. Diventerebbe un suo burattino...se lui non decidesse di ucciderla subito."
"Lo farò, preside. Sperando che mi ascolti..."
"Temo che resterai con questo dubbio, Weasley" la voce strascicata di Severus Piton interrompe senza tanti complimenti il discorso fra i due mentre, rientrato nel quadro che lo ospita in quanto ex preside di Hogwarts, si siede sullo scranno in esso dipinto, sistema il mantello nero e sposta un ciuffo dei suoi untuosi capelli dagli occhi girando con calma lo sguardo fra i presenti.
"A quanto mi hanno detto, con una certa soddisfazione, alcune gentili dame dei ritratti in giro per il castello, piuttosto invidiosette dell'innegabile bellezza della signorina Lestrange, la suddetta signorina se n'è andata da un po'. Pare che abbia detto, non ho capito a chi, che vuole trovare lo zio e rispedirlo ad Azkaban con biglietto di sola andata e..."
Piton si interrompe al rumore sordo di una porta che sbatte. George, alle parole "se n'è andata" è scattato in piedi e si è precipitato fuori senza una parola.
La preside McGranitt scuote la testa e fissa Piton con aria di rinprovero; lui solleva un sopracciglio e ricambia lo sguardo con un sorrisetto.
"Non farmi la predica, Minerva. Sono venuto appena ho scoperto della fuga. Brutta cosa l'invidia femminile, anche se rinchiusa dentro un quadro..."
* * *
George si precipita nella camera di Ellemir, assolutamente sconvolto. Salita in fretta la scaletta, si guarda intorno. È tutto perfettamente in ordine, ma ad uno sguardo più attento si vede che la persona che occupa la camera se n'è andata: sul tavolino di fianco al letto non c'è più niente, l'armadio, semiaperto, è vuoto come pure il tavolo sotto alla finestra.
'Te ne sei andata sul serio... E io dove vengo a cercarti, adesso?' dice fra sé e sé cadendo sul letto e mettendosi la testa fra le mani. Chiude gli occhi ma non è una buona idea: gli si presentano, non richieste, continue immagini di Ellemir stesa a terra dopo aver affrontato lo zio.
Si rialza per non pensare, ma qualcosa di molto simile alla disperazione si allarga nel suo animo come in grande buco nero, risucchiando tutto e lasciando solo terra arida e la sensazione terribile di non poter fare assolutamente niente per aiurarla o salvarla, se necesssario.
Lentamente si avvicina alla finestra e la apre, sperando che l'aria fresca della notte gli porti qualche consiglio. Si appoggia con le mani al davanzale e guarda verso il buio che nasconde il parco di Hogwarts, poi sussurra sconsolato ancora e ancora:
"Dove sei, Ellemir? Come faccio a trovarti io, adesso?"
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La figlia di Bellatrix 2 - I Quattro Sigilli [SOSPESA]
FanfictionQuattro Sigilli creati all'alba del mondo dai Folletti per avere potere sugli Elementi Terra, Fuoco, Aria, Acqua. Un leggendario Libro che contiene le uniche istruzioni che consentono utilizzarli tutti insieme . Una vendetta. Una caccia al Mago in o...
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