20. Risveglio

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Mal di testa e in ogni parte del corpo. Sensazione di non sapere che giorno sia e dove ci si trovi. Freddo pungente. Aria umida e gelida. Un pavimento sconnesso e durissimo sotto la schiena.

Ellemir torna lentamente in sé dopo il lungo svenimento causato dalla Maledizione Cruciatus scagliatale contro da Millicent Bullstrode sulle rive del Lago Nero mentre stava raccogliendo forze e coraggio per andarsene nell'unico punto del territorio di Hogwarts che sentisse definitivamente suo.

Si sente davvero male ed è completamente senza forze. Una leggera febbre le pulsa nelle vene e le impedisce di schiarirsi la mente. Pian piano cerca di capire dove si trovi e se ci sia qualcun altro con lei. Ricorda vagamente ciò che è successo prima dello svenimento: ha memoria di un rumore di passi che calpestano le foglie, di una voce sgradevole che le chiede il nome e poi un'ombra che si avvicina minacciosa. Poi il buio.

Cos'è successo? Dove si trova? Lentamente apre gli occhi, ma intorno a lei è buio. Deve trattarsi di una grotta o qualcosa del genere: l'aria è molto umida e stantìa e muovendo lentamente le mani per tastare il terreno sente roccia e sassi. Non sente rumori, forse chi l'ha portata in questo posto si è allontanato dato che era svenuta e quindi impossibilitata a scappare.

Con molta fatica e cercando di non far rumore, si solleva su un avambraccio e poi si siede appoggiando la schiena alla parete di roccia dietro di sé e chiudendo gli occhi. Quei semplici movimenti l'hanno spossata, però sa che non deve lasciarsi andare, se vuole venire fuori da questa situazione. Decide di accantonare anche tutti i pensieri e le domande che si accavallano nella sua mente stanca: ci sarà tempo più tardi. Riapre gli occhi e lascia che si abituino al buio. A poco a poco cominciano a registrare l'ambiente circostante: una grotta enorme, della quale non si vede il soffitto e che si allunga verso quello che dev'essere il centro della montagna assottigliandosi in una galleria nera come la pece. Dalla parte opposta un tenue chiarore fa pensare che di là ci sia l'uscita: infatti Ellemir avverte anche qualche refolo di aria gelida che le arriva di tanto in tanto facendola tremare.

Quando sente di aver un po' di forze in corpo, si alza in piedi restando appoggiata alla roccia con tutto il suo peso perché la testa le gira vorticosamente. Poi, non appena è abbastanza salda sulle gambe, inizia a muoversi piano verso il chiarore, facendo ben attenzione a non fare rumore nel caso i suoi rapitori (perché altro non possono essere) siano nelle vicinanze. Il pavimento della grotta è molto sconnesso, con crepe lunghe e profonde che lo tagliano in vari punti. Grandi massi, appoggiati qua e là e probabilmente caduti a seguito di qualche antico cataclisma, rendono impossibile avere una chiara visione dell'area e sapere se vi sia qualcun altro oltre a lei.

Grazie agli anni di addestramento Ellemir sa come muoversi senza produrre il minimo rumore e, anche se sta male ed è in pessime condizioni, riesce a metterli in pratica quasi senza pensarci. Come un'ombra passa leggera fra le rocce, tendendo le orecchie per sentire ogni più piccolo rumore ma non sente nulla. Man mano che si avvicina al chiarore il freddo diventa sempre più pungente e si sente sempre più forte il vento gelido che si fa strada fra i massi sibilando. 'Chi mi ha portata qui evidentemente sapeva di che genere di temperatura avremmo trovato' pensa, notando che il giaccone giaccone molto pesante che indossa e che non le appartiene per fortuna la sta riparando al meglio.

Ellemir procede seguendo l'andamento della grotta, che ad un certo punto fa una curva secca mezzo ostruita da un grande masso. Lì il chiarore è decisamente aumentato, segno che l'uscita è vicina. La giovane, facendo sempre molta attenzione, scavalca un po' di massi, fa la curva... e resta senza fiato.

Di fronte a lei la grotta si apre sull'esterno: dall'apertura si allarga un piccolo spiazzo ghiacciato che finisce a strapiombo sul nulla e tutto intorno si notano montagne altissime e impervie, ammantate di nevi perenni.

'Ma dove sono finita?' si chiede esterrefatta osservando quel panorama mozzafiato. 'Come faranno a trovarmi, ammesso che qualcuno abbia scoperto che sono stata rapita e che mi stia cercando...' subito il pensiero si blocca su George. La preoccupazione sta per schiacciarla. Si rende perfettamente conto che il fatto di aver lasciato spontaneamente Hogwarts depone pesantemente a sfavore del fatto che l'idea del rapimento possa venire, a lui o a chiunque altro. Chissà, magari il fatto di essersene andata senza parlargliene prima lo ha fatto arrabbiare e ora non ne vuole più sapere di lei né gli viene in mente di mettersi sulle sue tracce... 'Avrei dovuto pensarci, sono stata così avventata...' pensa massaggiandosi il viso. Ora, con il freddo che le schiarisce la mente, capisce quanto sciocca sia stata la decisione di andare a cercare lo zio senza prima confrontarsi con lui. Avrebbe saputo consigliarla, farla ragionare... e ora è troppo tardi, persa com'è in mezzo al nulla in balì di non si sa chi. 'George... ti rivedrò mai?...'

Ma non c'è tempo per soffermarsi su questi tristi pensieri, la situazione non cambierebbe e l'unico risultato sarebbe quello di cadere in un buco nero di disperazione. Così fa un profondo sospiro per liberare la mente e osserva i fiocchi di neve che cadono. 'Devo arrangiarmi.' pensa 'Non sarebbe la prima volta. Nessuno verrà a salvarmi, è impensabile... devo scoprire chi mi ha portato in questo posto dimenticato e poi andarmene in qualche modo.' Le passa per un attimo nella mente l'idea di smaterializzarsi ma sa di non avere le forze sufficienti per farlo, sta a malapena in piedi... In più, appoggiandosi alle pareti della grotta, le sue doti di Catalizzatore le hanno permesso di percepire che esse sono permeate da una grande magia che con ogni probabilità impedisce di smaterializzarsi in quel luogo. Oltre al fatto che, magari, potrebbe far percepire il suo tentativo di fuga a chi l'ha portata lì come una sorta di sirena d'allarne. Meglio lasciare perdere l'idea, dunque.

Con decisione si volta e si incammina verso l'interno nella grotta. Visto il luogo, è probabile che i suoi rapitori siano ancora lì, nascosti dietro a qualche masso. 'Ok ragazzi. Vediamo dove siete. Ho voglia di conoscervi.'

La figlia di Bellatrix 2 - I Quattro Sigilli [SOSPESA]La tua prossima ossessione. Scoprilo ora