51. La Cripta - parte prima

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(Anno 995 d.C., nei pressi di Hogwarts)

L'ultimo giorno dell'autunno sta volgendo al termine e le prime gocce di una pioggia gelida iniziano a bagnare la fitta boscaglia che cresce incolta lungo le rive immote del Lago Nero. Lampi sempre più frequenti illuminano il paesaggio con una luce livida, subito seguiti da tuoni che squassano come un'esplosione il silenzio di quelle lande solitarie. In lontananza si vedono appena emergere, fra le nuvole basse, le cime delle montagne che circondano la zona e qualche torre dell'appena costruita Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts.

Piegati per contrastare le violente raffiche di vento, tre individui incappucciati avanzano faticosamente uno dietro l'altro in mezzo agli alberi tenendo davanti a sé tre piccole torce per illuminare il cammino.

"Fra poco si spegneranno!" esclama con apprensione il capofila, una donna non tanto alta e piuttosto rotondetta. "Quanto manca?" chiede poi, volgendo appena il viso verso i suoi compagni per farsi sentire fra i rumori della tempesta.

L'ultimo della fila, il più alto e robusto dei tre, accelera il passo e ben presto le si affianca. "Fra poco ci siamo, Tosca. Fai andare avanti me per quest'ultimo tratto, aprirò la strada fra la vegetazione con più facilità. E' davvero fitta ora, e non dobbiamo rallentare."

L'altra gli fa spazio, sollevata. "Grazie, Godric. In effetti ero in difficoltà."

I tre riprendono subito il cammino senza aggiungere altro.

Una dopo l'altra, le torce si spengono a causa della pioggia.

"Dobbiamo usare le bacchette, non si vede praticamente nulla!" esclama la seconda figura, anch'essa una donna, rimasta in silenzio fino a quel momento.

"Non possiamo Corinna, lo sai." Le risponde Tosca Tassorosso scuotendo la testa. "Acceleriamo il passo e sfruttiamo la poca luce rimasta, credo manchi davvero poco! Se solo non ci fosse questa tempesta..."

"Coraggio ragazze, andiamo. Fra gli alberi intravvedo la pietra." Dice Godric Grifondoro, affiancandosi alle sue compagne e spingendole gentilmente con una mano dietro alle loro schiene.

Fortunatamente l'uomo ha visto giusto: dopo pochi minuti il bosco inizia ad inerpicarsi sulle pendici di una collina, alla base della quale si trova un'enorme pietra perfettamente liscia e alta almeno una decina di metri.

Fradici e infreddoliti, i tre si fermano davanti ad essa e si guardano intorno, in attesa. Il vento, la pioggia e l'oscurità crescente rendono difficile capire cosa ci sia nei dintorni e se sta arrivando qualcuno.

"Godric, secondo te verrà?" chiede Corinna Corvonero, osservando il suo compagno che cammina su e giù, impaziente.

"Me lo auguro." Replica secco lui. "GLIELO auguro. Se oggi non viene lo andrò a cercare, dovesse essere l'ultima cosa che faccio. Qualsiasi screzio abbiamo avuto riguarda la gestione di Hogwarts, non... questo." Termina, sollevando leggermente la bacchetta magica che tiene ben salda in mano sotto il mantello.

"Spero che tu abbia ragione e che anche lui la pensi allo stesso modo..." Corinna si interrompe, voltandosi verso un'ombra scura materializzatasi improvvisamente poco lontano da loro. Gli altri fanno lo stesso e tutti e tre restano immobili, in attesa di capire chi sia il nuovo arrivato.

"Non salutatemi tutti insieme, troppa affabilità mi confonde." Sussurra sarcasticamente con voce strascicata non appena arriva vicino agli altri. Un lampo ne illumina il viso affilato e pallido; gli occhi gelidi fissano i tre in attesa mentre un sorriso di scherno gli contorce la bocca.

"Salazar." dice semplicemente Godric, dopo aver respirato profondamente per mantenere la calma. "Grazie per essere venuto."

"Mi hai scritto 'questione di vita o di morte'... sarei potuto mancare? Sono curioso, qual è il problema?" domanda l'altro, senza togliere dalla faccia il sorriso e la consueta espressione di superiorità.

"Fra poco arriveranno i Folletti, ci spiegheranno loro quale sia esattamente il problema. Hai con te la bacchetta? Si sono raccomandati di portarla."

Salazar solleva una mano magrissima, mostrando all'altro di avere fatto ciò che gli era stato chiesto. Godric annuisce e un mezzo sorriso gli illumina il viso. Ci sono tutti e quattro: forse riusciranno a risolvere la grave situazione in cui si trovano.

"Eccomi arrivato." Esclama un Folletto apparso in mezzo a loro in quel momento. "Ci siete tutti?" chiede, spostando lo sguardo dall'uno all'altro dei presenti.

I quattro incappucciati lo guardano esterrefatti, poi scambiano fra loro uno sguardo preoccupato. Sapevano di doversi incontrare con un Folletto, ma mai avrebbero pensato che sarebbe arrivato addirittura uno dei loro capi: a cosa stanno per andare incontro?

"Sì, ci siamo tutti." Risponde infine Corinna "E abbiamo le bacchette."

"Ottimo. Andiamo, allora. Non ci vorrà molto."

Il Folletto si fa strada fra i quattro umani e si posiziona di fronte all'enorme pietra di fianco a loro. Estrae dal mantello una piccola sfera trasparente e la appoggia sulla superficie liscia pronunciando alcune parole nella sua lingua. Non appena tace, una lama di luce attraversa la pietra, che si apre perfettamente a metà come se fosse stata tagliata da un enorme coltello. La stretta apertura mostra i primi gradini di una scala che scende e si perde nel buio. Il Folletto butta la sfera che inizia a rimbalzare sui gradini, illuminandoli al suo tocco. Il rumore della caduta si affievolisce sempre di più fino a terminare del tutto, alcuni istanti più tardi. La luce prodotta sui gradini dalla magia della sfera mostra pareti perfettamente lisce e nere come la notte, e gradini molto alti che scendono ripidi nelle profondità della collina.

Il Folletto si gira verso gli altri e dice semplicemente: "Seguitemi." Poi entra nella fessura della roccia e scompare giù. I quattro si affrettano a seguirlo, non senza preoccupazione. Dopo che Godric Grifondoro, ultimo della fila, ha iniziato a scendere per la ripida scala, la pietra si richiude perfettamente e nella radura sferzata dalle raffiche di vento e pioggia no rimane traccia del loro passaggio.

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Ciao! Vi chiedo scusa se interrompo a metà questo capitolo, ma sta diventando più lungo del previsto e ora non ho il tempo di portarlo a termine... conto di pubblicare il seguito fra stasera e domani. ^_^

Fatemi sapere cosa ne pensate...  è una cosa che adoro smodatamente ^_^

Un bacio!





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