4. Passaporta

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Spesso il modo migliore per passare inosservati è fare finta di niente e comportarsi normalmente: difficilmente qualcuno noterà qualcosa di strano.

Infatti, nessun passante fa caso alla coppia formata da una bella donna mora sui trent'anni e da un uomo anziano magrissimo, con i capelli candidi arruffati e gli occhi neri in costante movimento che passeggiano senza una meta apparente per le strade del quartiere Kensington a Londra. Chiacchierano amabilmente soffermandosi a osservare ora una vetrina, ora un particolare caseggiato, sembrando non avere altro pensiero al mondo che godersi la reciproca compagnia e le bellezze di una delle zone più eleganti della capitale inglese.

Tuttavia un osservatore meno preso dai propri pensieri noterebbe alcuni particolari che gli farebbero catalogare i due quantomeno come "eccentrici": i vestiti di entrambi sembrano infatti essere stati scelti a caso pescando dall'armadio al buio la prima cosa capitata a tiro, oppure da persone che non hanno la più pallida idea di come abbinare insieme stili e colori. La donna indossa una corta giacca verde acido e un'improbabile gonna a pieghe gialla a pois marroni, a cui sono abbinati un paio di stivali viola, mentre il vecchio indossa un cappello da cowboy e un cappotto in ecopelle arancione lungo fio ai piedi.

Ma si sa, nelle grandi città nessuno fa caso a chi gli sta a fianco per cui i due rimangono inosservati e del loro passaggio per Kensington non resta traccia.

"Hai avuto una buona idea, a vestirci da babbani, Pansy." dice a bassa voce il vecchio con un sorriso sghembo che non arriva agli occhi "e grazie per essere venuta a prendermi. Dove dobbiamo andare?"
"Per di qua, un paio di minuti e ci siamo" replica la donna, sbrigativa "dobbiamo fare molta attenzione, dal giorno della fuga la villa è sorvegliata."
"Quanto tempo abbiamo?"
"Ancora dieci minuti, poi il passaggio si chiuderà. Ecco, per di qua" dice lei entrando in un piccolo vicolo poco frequentato. Facendo finta di niente, dà un'occhiata in giro per vedere se qualcuno li segue; fortunatamente i pochi passanti sono totalmente disinteressati e non dirigono neppure uno sguardo verso di loro per capire cosa vogliano fare.
"Eccola lì, vieni Drusus. È ora" dice Pansy indicando una valigia rotta abbandonata a bordo strada. È decisamente fuori posto, in un quartiere così elegante, ma per loro fortuna nessuno sembra averci fatto caso.
"Arriveremo direttamente dentro villa Malfoy, così chiunque sia appostato lì fuori non saprà del nostro arrivo."
"Ottimo. Organizzazione perfetta, complimenti. E Draco cosa..."
"Parlerete quando saremo lì" lo interrompe in fretta lei "ora questa Passaporta sta per chiudersi, dobbiamo andare."
Insieme i due si avvicinano alla valigia e la afferrano. Subito vengono risucchiati e si sentono precipitare in un mare di nebbia per alcuni secondi, poi tutto cessa all'improvviso, la nebbia si dirada e si guardano intorno: sono nel salotto di villa Malfoy.
Un grande caminetto acceso rischiara l'ambiente con un una luce calda e soffusa, unico chiarore nonostante sia pomeriggio: le finestre sono accuratamente chiuse perché da fuori non si possa vedere ciò che succede all'interno.
Il salone è piuttosto spoglio, sembra che molti mobili siano stati portati via senza essere stati rimpiazzati. Rimangono solo un grande divano, due poltrone e un tavolino.
Drusus e Pansy lasciano passare alcuni momenti per riprendersi dal passaggio attraverso la Passaporta, poi si guardano intorno per cercare il padrone di casa.
"Ben arrivati" una voce gelida e vaganente annoiata rompe il silenzio, poi Draco Malfoy si stacca dalla parete in fondo alla sala e si avvicina ai due nuovi arrivati. La somiglianza con il padre è notevole: anche lui è alto, magro, con il viso affilato e i capelli chiarissimi.
Si avvicina al vecchio e i due si stringono la mano piuttosto freddamente sotto gli occhi di una silenziosa Pansy Parkinson, alle prese con il solito, fastidioso e fuori luogo rimpianto per ciò che avrebbe voluto che fosse che la coglie ancora ogni volta che incontra Draco Malfoy. La loro mezza storia durante il periodo di permanenza a Hogwarts le ha lasciato un segno profondo che non si è mai cancellato neppure con il passare degli anni e nonostante le relazioni avute successivamente: nessuno è mai riuscito a farle dimenticare il giovane mago.
La donna sbuffa silenziosamente e, come al solito, richiude quella sensazione in fondo al suo cuore insieme a tutte le altre che il suo cervello ha catalogato come "prive di senso": ci sono cose ben più importanti e urgenti a cui pensare, così ricomincia a prestare attenzione allo scambio di battute fra i due uomini di fronte a lei.
"Drusus, grazie di aver portato via da Azkaban anche mio padre... Da solo non ci sarebbe mai riuscito." sta dicendo con mezzo sorriso e un'espressione visibilmente sollevata.
"Era il minimo che potessi fare, visto quanto avevo insistito perché si unisse a me nell'impresa di far tornare il Signore Oscuro..." replica il vecchio passeggiando su e giù per la sala semi vuota "A proposito, dov'è? Non è ancora arrivato? Ci sono tante cose che gli devo dire, non avendo potuto farlo durante la fuga ovviamente." Drusus si guarda intorno, poi il suo sguardo si ferma sulla porta della stanza, quasi aspettandosi di veder entrare Lucius Malfoy da un istante all'altro.
" Mio padre non c'è e non arriverà" replica Draco "si è stabilito all'estero in un luogo segreto per non farsi trovare e mia madre lo ha raggiunto. Come avrai notato mancano molti mobili... Questa villa sta per essere venduta e io e la mia famiglia ci trasferiremo a Londra."
"Questa non ci voleva..." Drusus è decisamente contrariato, non si aspettava una notizia del genere. "Contavo su di lui per..." si blocca e guarda attentamente il figlio del suo vecchio amico e compagno di tante battaglie. "Draco, che ne dici di prendere parte a un'impresa che.."
L'altro alza una mano e lo ferma.
" Non continuare, Drusus. Io ho chiuso tanti anni fa con questo genere di cose. Ho una moglie e un figlio e non ho intenzione di mettere a rischio la mia famiglia per chissà quale miraggio di potere. Non mi interessa, grazie." Il tono dell'uomo è perentorio e non ammette repliche. "Ho accettato di darti una mano e ti posso prestare questa casa come 'quartier generale' finché organizzerai le cose, ma nient'altro. Non voglio neanche sapere cosa farete... Mi dispiace."
"Tu non ti rendi conto di ciò che dici!!" Esclama Drusus accalorandosi "Questa volta non potremo fallire! Ho alcune informazioni che..." il vecchio si interrompe sfregandosi le mani nervosamente mentre cerca le parole per spiegare all'altro cos'ha in mente "Una volta conclusa quest'impresa, avremo per le mani un potere inimmaginabile! Devi ascoltarmi, ti chiedo almeno questo!"
Draco scruta l'altro per alcuni istanti, poi annuisce.
"E va bene, sentiamo. Ma solo perché sei amico di mio padre, non ho comunque intenzione di cambiare idea." Dice sedendosi sul divano e guardando l'altro leggermente infastidito. Anche Pansy si siede su una poltrona, è decisamente curiosa di vedere come andrà a finire fra i due.
Drusus sorride soddisfatto. È certo che, alla fine del suo racconto, l'altro avrà cambiato idea. Si ferma di fronte a lui e lo fissa.
"Grazie, Draco. Dimmi, cosa sai dei Quattro Sigilli?"

* * *

Imnediatamente dopo che la strana coppia è sparita dopo aver toccato la valigia, un giovane corre sul posto e prova a fare lo stesso ma non succede niente. Il passaggio è già chiuso.
Trattiene un'imprecazione, poi a grandi passi ripercorre la strada appena fatta.
'Coneghan non sarà per niente contento di sapere che mi sono scappati sotto il naso... Maledizione! Bel modo di iniziare la mia carriera di Auror!'
Lucas Flayr si ferma e si nasconde nell'androne buio di un palazzo per smaterializzarsi senza essere visto. Prima di farlo, perde cinque minuti buoni per trovare le parole adatte per spiegare al capo cos'ha combinato... Coneghan gli ha dato quest'incarico delicato dicendogli "Segui Pansy Parkinson, sicuramente ha a che fare con la fuga di Lestrange. Noi resteremo appostati qui ad aspettarti. Mi fido di te."
Lo stanno aspettando da giorni nei pressi di Villa Malfoy e ora lui dovrà dire che ha fallito e che non ha idea di dove i due siano andati a finire...
"La carriera di Auror più breve della storia..." dice sconsolato ad alta voce. Poi fa un profondo respiro per prendere coraggio e sparisce nel nulla.

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Ciao!
Brevissima nota tecnica.
Volevo avvisarvi che ho invertito l'ordine delle due parti precedenti perché "Rinascita" contiene fatti avvenuti prima di "Ritorni". Il testo è invariato.
^_^

La figlia di Bellatrix 2 - I Quattro Sigilli [SOSPESA]La tua prossima ossessione. Scoprilo ora