21. Guai in vista

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La pioggia continua a cadere incessantemente sugli Auror e Pansy Parkinson, lasciandoli bagnati fino alle ossa. Dopo essersi assicurato che la donna non sia in grado di nuocere né di scappare, Coneghan lascia Lucas a tenerla d'occhio e si dirige rapidamente verso il punto in cui si è smaterializzato Drusus Lestrange e dove Alvin Flint sta soccorrendo Moore, ancora svenuto dopo essere stato colpito da una magia del vecchio fuggito.

"Come sta?" chiede Coneghan accucciandosi di fianco all'altro.

"Male, ha bisogno di essere portato subito al San Mungo. E' stato colpito in pieno e da distanza ravvicinata. Vedi, capo, respira a fatica. E stare sotto la pioggia non lo aiuta di certo." Flint è decisamente preoccupato. Ha lavorato da sempre in coppia con Moore ed è legato a lui da una profonda amicizia. Non può neanche pensare che gli succeda qualcosa.

"Va bene. Fra poco dovrebbe tornare Jones. Portalo subito all'ospedale e assicurati che riceva tutte le cure necessarie. Poi attendi, ti farò sapere dove saremo: la socia di Lestrange, che per fortuna abbiamo catturato, ci darà indicazioni, ma non so quanto tempo ci vorrà."

"Bene, capo. Vado subito." Senza perdere altro tempo, Flint si rialza dopo aver preso in braccio con molta delicatezza il suo socio inanimato e, allontanatosi di qualche metro, sparisce.

Gerald Coneghan rimane fermo qualche minuto a riflettere sulla situazione che si è creata per decidere come gestirla a questo punto. Per il momento sono rimasti solo lui e Flayr ad inseguire Lestrange, con l'aggravante di dover portare con sé una prigioniera che, con ogni probabilità, non sarà molto collaborativa. 'Dannazione, questo complica le cose' pensa camminando su e giù, incurante della pioggia 'Ma non posso aspettare che torni anche Flint, sennò quel vecchio sarà irraggiungibile. Già dover attendere Jones ci crea qualche problema... è auspicabile che il Ministro gli creda sulla parola e prenda tutti i provvedimenti del caso. Che la sua stessa segretaria sia dalla parte del fuggitivo lascia pensare che ci sia qualcosa di grosso in ballo."

Guarda in direzione del cancello di Villa Malfoy, a malapena visibile in quell'alba grigia e piovosa. Si vedono le sagome dei due rimasti lì: si sono un po' allontanati per ripararsi, se possibile, dalla pioggia. Il pensiero si sposta sulla recluta, Flayr. Fra tutti proprio con lui solo doveva rimanere... è un ragazzo in gambissima e potenzialmente un Auror eccezionale, non per niente se lo è preso con sé per addestrarlo personalmente, ma ha rivelato un' ambizione, una sovrastima delle proprie capacità e un egocentrismo smisurati, che lo hanno portato a combinare il guaio di perdere il ricercato e la sua complice a un passo dalla cattura e solo per voler fare tutto da solo. E' vero che sembrava molto dispiaciuto quando è stato ripreso, ma nei suoi occhi Gerald ha letto un fondo di ribellione, quasi che sotto sotto Lucas non ritenesse giusto ciò che il suo capo gli stava dicendo. 'Spero di sbagliarmi, ma tu combinerai ancora qualche guaio, prima che questa faccenda sia finita' pensa 'Non lo avevo capito prima, ma tu sei un po' una testa calda e refrattario a sottostare al lavoro di squadra. Del resto non avrei avuto modo di saperlo, senza portarti in missione. Maledizione, non basta che Lestrange ci sia sfuggito sotto il naso due volte. Dovrò anche tenerti d'occhio, visto che abbiamo una prigioniera da portare con noi... Che fra l'altro è una bella donna e tu un galletto piuttosto allergico alle regole. Mi sbaglierò, ma se lei ha una buona conoscenza del genere umano, e di quello maschile in particolare, potrebbero esserci guai grossi in vista.'

Il pensiero non si è ancora formato del tutto che Coneghan si affretta a tornare dai due nei pressi del cancello. La sua fida vocina gli sta urlando che meno restano soli meglio è, e lui sa che in questi casi darle ascolto è sempre la cosa giusta da fare.

* * *

Intirizzita dal freddo e furiosa con Drusus per essere stata lasciata in mano ai loro aggressori, Pansy Parkinson cerca in tutti i modi di ripararsi dalla pioggia sfruttando le fronde dell'albero sotto il quale è stata portata. Di certo non l'aiuta l'incantesimo che le blocca i movimenti delle braccia e delle gambe: è seduta, con la schiena appoggiata al grande tronco, le gambe stese davanti e le mani in grembo con le palme una attaccata all'altra. Ovviamente le è stata tolta la bacchetta magica, per cui di cercare di liberarsi non se ne parla. Certo che, se almeno non le continuassero a piovere addosso quelle enormi gocce... prova a muoversi per spostarsi, ma subito viene bloccata dalla presa ferrea del ragazzo che le fa la guardia.

"Voglio solo spostarmi di qualche centimetro per evitare le gocce che cadono da quella foglia!" sbotta lei fissandolo con occhi fiammeggianti dalla rabbia.

Senza dire una parola, lui la afferra per le spalle e la fa sedere un po' più in là cercando di non essere troppo brusco. Poi torna a sedersi e a fissare il vuoto in attesa che Coneghan ritorni.

"Grazie" gli dice Pansy, guardandolo di sottecchi. Lui fa un breve cenno con la testa senza neppure guardarla e continua a pensare ai fatti suoi, apparentemente.

La donna appoggia la testa al tronco, finalmente libera da quella fastidiose gocce, e fa finta di dormire ma in realtà continua a studiare il suo "carceriere". E' piuttosto giovane e di bell'aspetto, sebbene in quel momento sia fradicio e inzaccherato, alto e con un fisico atletico. L'espressione in quel momento è dura e concentrata, come quando le si è avvicinato per aiutarla a spostarsi. Evidentemente è molto compreso nel compito che gli è stato affidato e non vuole fare errori.

Eppure... sulla bocca della donna aleggia un sorriso. Perché nel momento in cui si sono guardati, lei ha notato che per un istante, prima di riprendere il controllo, lui ha sgranato gli occhi per la sorpresa di trovarsi di fronte a una donna del genere: Pansy sa perfettamente l'effetto che ha sugli uomini e questo ragazzo a quanto pare non fa eccezione, anche se ora fa finta di niente.

'Mio caro ragazzo' pensa 'entro un paio di giorni mi farai fuggire, te lo garantisco...' A quel punto chiude gli occhi per rilassarsi. Ha trovato l'anello debole della catena che la inchioda e sa già come fare per spezzarlo e scappare via.

Quando arriva Coneghan li trova così: Pansy che riposa ancora immobilizzata e Lucas che fa la guardia poco lontano e non la degna di uno sguardo. Dovrebbe tirare un sospiro di sollievo perché apparentemente le sue preoccupazioni sono risultate infondate, almeno fino a quel momento, invece un campanello d'allarme si fa sentire sempre più insistentemente. A quanto pare il suo subconscio sta registrando qualcosa che gli sfugge e lui ha troppa esperienza per non prestarvi ascolto. Si prospettano giorni complicati da più punti di vista.

Ma Coneghan è anche un uomo pratico. Ora la cosa più urgente è inseguire Drusus Lestrange per cui, messo per il momento da parte l'altro problema, si avvicina a Pansy e la chiama.

"Signora" la donna apre gli occhi e guarda il nuovo arrivato. E' lo stesso che l'aveva fermata prima, ma allora non era riuscita a vederlo bene. Ora invece lo fa e, inaspettatamente, per un attimo rimane senza fiato.

"Ora faremo due chiacchiere. Gradirei perdere poco tempo. Se non vuole finire ad Azkaban nel giro di alcuni minuti, lei ora ci dirà quali sono i piani del suo socio e ci accompagnerà nel luogo in cui è diretto." Termina Gerald con tono che non ammette repliche e fissandola intensamente. Poi si siede di fronte a lei , in attesa.

La figlia di Bellatrix 2 - I Quattro Sigilli [SOSPESA]La tua prossima ossessione. Scoprilo ora