Litigio

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Capitolo 49

- E come intendi fare? - chiese Alex, con la fronte aggrottata, le orecchie tese per l'attenzione.

Chris ci mise qualche istante prima di rispondere con determinazione. - Vado a parlare al Consiglio. - Si alzò dalla sedia e si avvicinò alla porta della stanza, la mano pronta ad aprirla.

Alex scattò subito in piedi e si avvicinò alla sua più cara amica. - Sei pazza?! Vuoi che rinchiudino anche te in prigione?!

- Non mi faranno niente - ribattè Chris con ostinazione. - Voglio solo spiegare come sono andate le cose.

- Almeno lascia che venga con te.

- No - replicò Chris. - Non gradiranno molto la presenza di un umano e poi tu devi restare qui per tranquillizzare mia nonna quando si sveglierà.

- Ma io... - cercò di dire Alex.

- Alex... - un sorriso malinconico aleggiava sul viso della ragazza - per favore...

- E va bene - assentì Alex dopo un pò, anche se con una certa difficoltà.

Chris sorrise,dopodichè si fiondò fuori della porta della stanza d'ospedale. Il corridoio scorreva lungo davanti a lei. Le pareti erano di un bianco asettico e le porte delle stanze dei pazienti erano di vetro. Medici vestiti di grigio svolazzavano da una parte all'altra, con cartelline e strumenti sconosciuti a Chris tra le mani. Chris era rimasta sconcertata dall'incredibile somiglianza dell'ospedale magico con quello umano. Sì, insomma, si aspettava qualcosa di più surreale, più fantastico, come: letti invisibili sospesi in aria, barelle comandate magicamente e così via. Invece, era rimasta del tutto stupita del contrario.

Percorse il lungo corridoio bianco, fino ad arrivare a un bivio. Dopodichè deviò a sinistra e poi a destra giù per le scale. Percorse tutta la tromba di scale, fino ad arrivare al piano terra. Una volta fuori dell'ospedale, Chris si voltò a guardare l'immensa struttura che si ergeva sopra di lei. L'ospedale era costruito sulla collina destra della Città Magica ed era costituita principalmente da cemento e vetro.

La vista da lassù era meravigliosa, degna di nota. I negozi si stendevano al di sotto delle colline, le strade piene di persone. Inoltre, nel viale degli alberi rosa si aprivano e richiudevano continuamente dei portali magici. E' tutto così magico, pensò Chris, con un mezzo sorriso che le aleggiava sulle labbra sottili e morbide. Adesso però, doveva darsi una mossa e cercare la residenza del Consiglio degli Stregoni.

Chris fermò una ragazza bassa e dall'aspetto di una quindicenne, con i capelli rosa. - Ciao, non è che sapresti indicarmi dove posso trovare il Consiglio degli Stregoni? - chiese con garbo e gentilezza. La ragazza le sorrise e, così facendo, sfoderò dei canini bianchi e splendenti. Chris non riuscì a trattenere un brivido che le percorse tutta la zona lombare.

- Certo - rispose la ragazzina vampiro. - Lo trovi nel palazzo dell'amministrazione magica, sulla sommità della collina centrale. - Indicò un'enorme struttura scura sulla collina adiacente a quella in cui era in quel momento.

- Grazie - la congedò Chris, con un sorriso un pò incerto. Doveva ammetterlo: era una strega, certo, ma si sentiva sempre più umana e vulnerabile, anzichè forte e invincibile.

- Non c'è di che - disse la ragazza vampiro, allontanandosi nella direzione opposta da cui era arrivata. Chris respirò pieni polmoni, inalando una grossa quantità d'aria, prima di iniziare a scendere la collina seguendo un sentiero liscio, fatto di gradini di pietra vecchia.

- Maledizione! - urlò Jacob, battendo un pugno sul portone di ferro della cella in cui vi era rinchiuso insieme a Darren in attesa di un giudizio del Consiglio degli Stregoni. - Non ci posso credere che ci abbiano rinchiuso nella Prigione Oscura soltanto per essere usciti da Evelyne dopo l'orario di chiusura.

Christina Collin e il libro delle ombreDove le storie prendono vita. Scoprilo ora