Capitolo 10
Le tenebre vorticavano vertiginosamente dietro le palpebre chiuse di Chris. Il buio le faceva paura. Da piccola desiderava che la nonna non spegnesse mai la luce nella sua cameretta. Cercò di uscire dalle tenebre che la attanagliavano ma,queste erano forti e la avvolgevano da capo a piedi. Cercò di muovere le mani e avanzare, ma tutto ciò che otteneva era trapassare le tenebre come nuvole, come aria. Erano inconsistenti, ma allo stesso tempo erano potenti e soffocanti. Stava per soffocare.
A quel punto cercò di scacciare via la paura e farsi coraggio. Solo allora le tenebre iniziarono a sfumare e a ritirarsi.
- Chris! Chris! Chris, svegliati! - Era la voce di Alex, allarmata.
Chris aprì con una certa difficoltà le palpebre pesanti come macigni. Sfarfallò le ciglia per qualche secondo e mise a fuoco la vista. Alex era proteso in avanti. Era molto preoccupato, Chris non lo aveva mai visto così.
- Ah, grazie a Dio! - esclamò Alex, appena lei aprì gli occhi.
- Dove sono? Cosa è successo? - chiese Chris guardandosi intorno.
Stacy stringeva la mano di Jeremy saldamente, le nocche era bianche. Avevano le facce preoccupate. John era in ginocchio accanto a lei e Lea poco dietro di lui. Le facce dei ragazzi erano smorte. Evidentemente avevano pensato che fosse morta.
- Abbiamo sentito un rumore fortissimo proveniente da questa direzione, così io, Alex e Lea siamo venuti a vedere cos'era successo - John si fermò e battè le palpebre, poi ricominciò - e ti abbiamo vista qui, a terra. - Chris solo in quel momento avvertì una cosa ghiacciata sulla tempia destra. John gli premeva una busta con del ghiaccio dentro.
- Chi è stato? - domandò Alex allarmato più di tutti, ancora proteso verso di lei, le mani che le stringevano le spalle. Stringeva talmente forte che le nocche erano diventate bianchissime. Chris cercò di pensare a una risposta plausibile, ma la mente era ancora un vortice di confusione. Poi delle immagini si proiettarono nella sua mente. Le due sagome. Quella deforme e quella a quattro zampe. La mente tornò lucida. Tutti attendevano la risposta con ansia. Chris sentì gli occhi di tutti su di sè. Ma non poteva dire di essere stata sbattuta da una sagoma deforme, contro la macchina e subito dopo aver assistito al suo stesso salvataggio da un enorme cane. - Sono inciampata e ho sbattuto con la testa sul cofano della macchina - mentì infine.
Tutti sospirarono profondamente di sollievo perchè probabilmente avevano pensato che fosse stata aggredita da qualcuno. Alex però, non sembrava essersi bevuto come gli altri la bugia, ma annuì e diede una mano a John per sollevarla. Sicuramente Alex immaginava un qualche attacco da parte di un'entità soprannaturale, dato che sapeva tutta la verità. Sapeva che lei era una strega.
John insistette affinchè potesse accompagnarla all'ospedale, ma Chris lo rassicurò dicendogli che stava bene, che si sentiva meglio. Così, John riaccompagnò Alex e Chris alle proprie abitazioni.
Quando Chris entrò dalla porta d'ingresso di casa sua, nonna Emily era seduta sulla poltrona rossa vicino alla parete sinistra. Leggeva un libro rilegato in stoffa blu scuro con una scritta nera. Indossava il pagiama rosa che lei gli aveva regalato all'inizio dell'estate. Istintivamente alzò lo sguardo verso la porta. Chris vide i suoi occhi marroni fino a un istante prima sereni, scurirsi ancora di più. Aveva capito che gli era successo qualcosa. Sua nonna riusciva sempre a capire lei come si sentisse, cosa provasse in un determinato momento. - Cosa ti è successo? - chiese sua nonna allarmata, scattando dalla poltrona e posando il libro su di essa. Si avvicinò alla nipote e la sua mano scattò subito verso la tempia destra gonfia. Chris pensò che a sua nonna poteva dire la verità. Lei sapeva tutta la verità sulla sua natura. E poi sarebbe stato inutile mentire a sua nonna, non le avrebbe creduto come avevano fatto Stacy, John e gli altri, ma avrebbe fatto altre domande. E avrebbe ottenuto in ogni caso le risposte che voleva.
- Sono stata attaccata! - esclamò Chris. - Non so chi era, anzi cosa era, ma qualcosa mi ha salvata. Un cane credo...molto grande.
Nonna Emily si coprì la bocca con le mani, sbigottita. Poi le abbassò e tastò le braccia di sua nipote come per assicurarsi che fosse ancora tutta intera. - Stai bene?! Ti porto all'ospedale! - disse nonna Emily, frenetica.
- Nonna - Chris chiuse le mani a coppa intorno al mento della nonna - sto bene, tranquilla, va tutto bene.
- Non va per niente bene - urlò nonna Emily. - Dovrei essere io a proteggerti! Dovrei essere io a salvarti!
- Nonna, la verità è che...ormai dovrei essere io stessa in grado di proteggermi. Insomma, sono una strega e in teoria dovrei saper compier magie e incantesimi, ma non so fare niente. E' come se non lo fossi. - Chris si prese un pausa e inspirò profondamente prima di dire: - Per questo oggi sono andata a Evelyne e mi sono iscritta ufficialmente come studentessa dell'istituto.
Sua nonna ebbe un sussulto, poi sembrò arrendersi all'idea, come se sapesse che niente e nessuno gli avrebbe fatto cambiare idea. Nonna Emily sapeva quanto sua nipote fosse testarda,quindi assentì.
- Domani andrò alle 18.00 e finirò alle 20.00. Per ora è il massimo che posso fare. Non posso abbandonare la scuola - riprese Chris.
Nonna Emily annuì. - Però non voglio che tu vada da sola. Domani andrò io stessa a Evelyne e chiedero che qualcuno ti accompagni lì e che ti riporti a casa sana e salva - obiettò nonna Emily.
D'altronde Chris sapeva da chi avesse preso la testardaggine, proprio da sua nonna, quindi capì che sarebbe stato inutile per lei replicare perchè niente e nessuno le avrebbe fatto cambiare idea. Chris annuì col capo e abbracciò sua nonna, poi le stampò un bacio sulla guancia e salì le scale reggendosi alla balaustra.
Il giorno dopo Chris scese in cucina per fare colazione con sua nonna, come ogni mattina. L'odore forte del bacon inondava la stanza. Sua nonna armeggiava sui fornelli.
- Buongiorno, nonna! - esclamò Chris. Si sentiva felice anche se non avrebbe dovuto esserlo pensò, perchè un paio di ore prima stava per essere ammazzata da chissà cosa, ma non poteva farci niente. Quel giorno per lei era un bel giorno. Pensò che magari la felicità derivasse dal fatto che sua nonna avesse acconsentito al fatto che lei avrebbe frequentato Evelyne. Poi si convinse che era prorio quella la ragione.
Sua nonna si girò con il grembiule addosso e due piatti bianchi pieni di bacon, mentre lei si sedeva al solito posto.Il sole brillava come oro nel cielo limpido e azzurro. La felicità irradiò il suo corpo ancora di più.
Nonna Emily posizionò un piatto davanti a sua nipote e si accomodò accanto alla ragazza. Chris notò che il suo sguardo era inquieto, pensieroso. - Nonna ti senti bene? - chiese la ragazza inclinando lievemente il capo. - Sua nonna la guardò con aria preoccupata.
- Tesoro, hai detto che ieri sei stata salvata da un cane molto grande, giusto? - domandò nonna Emily, la voce tesa come la corda di un'arco.
- Uhm, sì o almeno credo fosse un cane. Sono certa però che le zampe fossero zampe e che fossero quattro. - Sua nonna abbbassò lo sguardo ancora più preoccupata. Sembrava che la risposta l'avesse turbata ulteriormente.
- Nonna! Che succede?
Nonna Emily fissò gli occhi marroni in quelli della nipote verde-castano. Lo sguardo serio, gli zigomi spigolosi e la mandibola serrata. - Tesoro, non ne sono sicura ma...credo che quello che ti ha salvato sia un lupo mannaro.
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Christina Collin e il libro delle ombre
FantasyLa storia segue le vicende di Christina Collins, una sedicenne che scopre di essere una strega in seguito a un piccolo incidente. E giorno dopo giorno verrà a conoscenza dei segreti che riempiono il suo tragico passato.
