Capitolo 57
Alex era tornato alla sua vita normale e ordinaria di sempre. Adesso, si occupava di tenere pulita la casa e preparare pranzo e cena. Aveva anche ripreso la scuola. Tornare era stato destabilizzante, ma allo stesso tempo anche rilassante. Non pensare continuamente a streghe, fate e roba del genere le aveva soltanto giovato l'umore e la tranquillità mentale che da tempo aveva perso.
Per di più, non essere più a contatto con la persona che gli piaceva era la cosa migliore. Come diceva il detto: lontano dagli occhi, lontano dal cuore. Però, Alex sapeva benissimo che prima o poi, lui e Jacob si sarebbero rivisti e questo lo preoccupava terribilmente.
Era quasi una settimana che non vedeva e non sentiva Jacob, nè lui aveva provato a cercarlo. D'altronde, perchè avrebbe dovuto cercarlo lui. Avrebbe dovuto essere Jacob a cercarlo. Ma, anche se l'avesse fatto, Alex sapeva che i pensieri di Jacob erano sempre gli stessi: nascondere ai genitori e chiunque altro la sua omosessualità e l'attrazione che provava per Alex.
Quindi, anche se l'avesse cercato non sarebbe cambiato nulla. Però, in cuor suo, Alex sperava che l'allontanamento l'avrebbe aiutato a seppellire i suoi sentimenti. Il campanello suonò, e il suono percorse tutta la casa immersa in un silenzio piatto. Alex era da solo, come sempre. Gettò sul divano il libro di aritmetica e si incamminò verso la porta. Quando la aprì, si ritrovò di fronte un ragazzo alto e magro, con i capelli rapati e l'eyeliner sugli occhi dorati. Era Adam.
- Ehi! - disse Alex, stupito. Adam era l'ultima persona che si aspettava di vedere fuori casa sua. - Cosa ci fai qui?
Adam fece segno con la mano di voler entrare dentro, quindi Alex si spostò lasciandolo entrare.
Alex chiuse la porta e lo raggiunse vicino al divano. - Siediti - lo invitò, con voce calma.
- Prima tu - rispose Adam, gentilmente.
Alex fece come gli aveva detto. Sapeva che Adam era un tipo particolare e che era meglio assecondarlo su certe cose. Il difensore delle fate indossava un pantalone bianco e una camicia nera zeppa di brillantini.
- Perchè sei qui? - domandò, curioso. L'ultima volta che si erano visti era stato una settimana prima circa, nella Foresta Oscura, quando le guardie del Consiglio degli Stregoni arrestarono Jacob e Darren. Alex aveva litigato con Adam proprio perchè riteneva di non avere fatto nulla per evitare che i due ragazzi venissero arrestati.
- Dobbiamo parlare - rispose Adam in tono serio. Alex non l'aveva mai visto così. Certo, non si conoscevano da tanto, però l'esperienza vissuta insieme era stata importante. Lottare per la vita non era una cosa da tutti i giorni. Comunque sia, Alex incrociò le braccia e si mise in ascolto, ansioso di sapere cosa il ragazzo avesse da dire.
- Volevo dirti che mi dispiace per i ragazzi, ma io non potevo fare altro. Tu mi hai subito dato addosso, credendo che io non volessi fare il possibile per aiutare i tuoi amici...e questo mi ha ferito molto. - Prese un profondo respiro, poi riprese a parlare, guardando Alex dritto negli occhi. - Di solito, le cose che mi dicono le persone me le faccio scivolare addosso, ma...ma le tue parole mi hanno colpito forte...proprio qui - disse, poggiandosi una mano sul cuore.
Alex strinse forte le labbra, mentre il suo viso diventava rosso pomodoro per l'imbarazzo. - Non fa niente, è tutto passato, adesso - lo rassicurò. - E poi, Chris mi ha detto che sei stato tu a convincere il consiglio a far restare Jacob e Darren soltanto un giorno nella prigione oscura. Ti ringrazio.
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Christina Collin e il libro delle ombre
FantasíaLa storia segue le vicende di Christina Collins, una sedicenne che scopre di essere una strega in seguito a un piccolo incidente. E giorno dopo giorno verrà a conoscenza dei segreti che riempiono il suo tragico passato.
