Capitolo 1

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La maestra Bonnie ha terminato la sua prima lezione.

Diciamo che oggi, piuttosto che spiegare, ha preferito far fare una presentazione a tutti i 21 alunni della mia classe.

Hanno detto come si chiamavano, il loro colore preferito, il loro hobby, la persona a cui volevano più bene, e che lavoro volessero fare.

È stato buffo alzarmi di nuovo, e ridire come mi chiamassi, e, al momento di dire il lavoro dei sogni, appena le mie labbra hanno fatto fuoriuscire la frase "professionista di biscotti", mi aspettavo una risata fragorosa da parte di tutta la classe.

La realtà è che tutti si sono girati verso di me, rassicurandomi che ci sarei sicuramente riuscita. Tutti, tranne la rossa accanto a me, che ha preferito ridersela sotto i baffi.

Senza offesa, ma ho preferito dire la verità, piuttosto che fare scena muta come lei, per praticamente ogni domanda a cui doveva rispondere.

Ho scoperto solo che si chiam Sam Rivers, che il suo colore preferito è il nero e che la persona che più amava era il criceto che ha in camera, nato senza una zampa.

Stare accanto a quella Sam mi ha fatto quasi andare in depressione, mi emana non belle sensazioni, e vorrei tanto spostarmi accanto a Bee.

Già immagino sgranocchiare i biscotti insieme a Bee, ridere insieme a Bee, studiare insieme a Bee, fare i baffi ai personaggi sul libro con Bee.

Fuori scuola, Bee mi prende per mano, e mi porta nel giardino della scuola, quello che usano solo le suore per raccogliere i frutti del loro orto. <<Qui non ci passa mai nessuno, sto desiderando da tutto il tempo un altro tuo magnifico biscotto.

Mi brontola lo stomaco da morire!>> dice a bassa voce, osservandosi bene intorno che nessuno ci colga in flagrante. Mi accascio a terra, nascondendomi dietro un cespuglio,  e Bee mi segue.

Ridacchio mentre caccio il biscotto dallo zainetto delle barbie, e glielo porgo. Un sorriso gigante appare sulle labbra di Bee, e vedo che le manca qualche dentino. <<Hai mangiato troppe caramelle mi sa, non hai alcuni denti.>> dico divertita, indicandole le finestrelle dove dovevano starci i suoi denti.

<<No! Ricresceranno. Però se continuerai a farmi mangiare questi biscotti fantastici mi ritroverò tra 1 anno senza nessun dente, per sempre.>> la sua risata è talmente contagiosa che anche io mi unisco, fin quando non ci fa male la pancia.

Forse ridiamo così tanto che una suora ci richiama, ricordandoci che il pullmino partirà tra soli 3 minuti. Oh. Mio. Dio. <<Bee, siamo nella cacca vero?>> dico affannando, mentre corriamo. <<Forse si, Sally.>> risponde affannando allo stesso modo.

Arriviamo appena in tempo, i posti liberi fortunatamente sono 2, ma sfortunatamente non sono vicini.

Per tutto il tragitto Bee stava girata verso di me, che mi trovavo da quell'altro lato, a tre sediolini dietro, e ci divertivamo a farci le linguacce, fin quando poi non è arrivata a casa.

Mi ha dato un bacio sulla fronte e mi ha augurato già la buonanotte, siccome stasera non poteva farmela. Ho ricambiato con un abbraccio e le ho urlato "ciao" poco prima che le porte si chiudessero.

Nella noia decido di girarmi verso il bambino che stava vicino alla mia poltroncina dell'autobus, che fino ad ora non avevo nemmeno calcolato l'esistenza.

È serio, ha un'espressione un po' tesa, mentre guarda fuori dal finestrino, con il mento appoggiato sopra alla sua mano che forma un pugno. Qualcosa mi dice che è arrabbiato.

Ha tantissimi capelli marrone chiaro, che forma una grande matassa di ricci grandi, gli occhi verdi e il naso all'insù.
Qualcosa nella mia testolina mi dice che devo sapere cos'ha. Voglio che sia mio amico.

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