Manuel, un anno prima, non avrebbe mai accettato di partecipare a quell'iniziativa proposta dai suoi compagni di classe, ma le cose cambiano, le persone pure e nella sua vita il più grande cambiamento ha nome e cognome: Simone Balestra.
L'iniziativa in questione è un falò sulla spiaggia di Santa Marinella proposto da Matteo, il quale si è preoccupato persino di portare con sé una chitarra, per ricreare l'atmosfera tipica dei film.
Hanno anche dei marshmallow da arrostire e delle pizze, e poi c'è la birra. C'è tanta birra. Fin troppa, in realtà. Lui non ha alcuna intenzione di bere perché di fronte a lui c'è seduto Simone, di tanto in tanto i loro occhi si incontrano e lui si ricorda di com'è stato orribile vederli chiusi, temere di non vederli mai più.
Quindi è sobrio, forse a fine serata è l'unico ad esser rimasto sobrio, oltre appunto a Simone, e questo non fa che turbarlo ulteriormente perché i loro amici, visibilmente brilli, ridono, cantano e schiamazzano celebrando la fine di un altro anno scolastico con la spensieratezza tipica di quei momenti e di quell'età, quella a cui lui non riesce ad abbandonarsi perché vittima di un solo pensiero che da giorni lo tortura: il suo migliore amico. Ché sembra scostante, sembra distante, sembra arrabbiato, sembra averne avuto abbastanza.
Però ne ha avuto abbastanza anche lui, ne ha avuto abbastanza degli occhi che la sera gli si chiudono velati di lacrime perché vorrebbe solo stringere tra le braccia un petto molto simile al suo, ne ha abbastanza delle occhiate furtive, degli sguardi rubati, dei baci immaginati. E ne ha abbastanza anche di Matteo che con quella sua stupidissima chitarra cerca di costringerlo a suonare da ore, ormai.
«Damme 'sta chitarra, va'.» dice allora, in risposta all'ennesima richiesta biascicata.
«Che ce suoni?»
«È 'na sorpresa.»
Sente subito dei versi che denotano evidente curiosità ma la sua attenzione è rivolta soltanto a Simone che ha lo sguardo fisso sul mare alle sue spalle. Anche se Manuel sospetta — o forse spera — che sia solo una scusa per poter guardare lui.
La canzone che sta per suonare e cantare in realtà c'entra davvero poco con l'amore romantico, per come la vede lui, ma alcune parole gli hanno ricordato Simone per cui si limiterà a cantare proprio solo quelle, guardandolo negli occhi, come fossero da soli.
Inizia a suonare dopo essersi schiarito la voce, sentendo le mani tremare leggermente per l'emozione.
Se non avessi mai perso, non saprei cos'è la sfida
Se non avessi un complesso, sarei un morto che cammina
Questo sale sulla pelle mi fa quasi luccicare
Ma poi brucia come il fuoco e dopo inizia a farmi male
L'ha ascoltata così tante volte nei giorni precedenti da conoscerla alla perfezione ma ora che si ritrova con il fuoco ad illuminare gli occhi di Simone davanti ed il rumore del mare, delle onde in sottofondo non è più così sicuro di potercela fare, di poterla cantare senza commettere errori.
Ho un guasto d'amore, non riesco a star bene
Perché non ti vedo pеr tutte 'ste serе
Gli trema un po' la voce perché Simone si passa la mano fasciata dal tutore tra i ricci e lui pensa al momento dell'incidente, quando ha creduto che quel guasto d'amore l'avrebbe ucciso, pur non sapendo ancora che si trattasse di amore.
Pensa a tutti i giorni che ha passato vedendolo soltanto attraverso uno schermo perché l'altro era costretto a stare in ospedale, a tutte le sere che avrebbe voluto passare a fumare sotto il cielo stellato, lo stesso che li sta guardando ora, e pensa che vittima di questo guasto non ci si vuole più sentire.
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Little bit of perfect
FanfictionTutto l'amore del mondo in più o meno 1000 parole. (Raccolta)
