Inizia tutto una sera di Maggio, qualche tempo dopo l'incidente del più piccolo. Simone non riesce a dormire, continua a rigirarsi nel letto, aggrovigliato nelle coperte che sembrano soffocanti.
Manuel, disteso al suo fianco, ci pensa un po' prima di parlare ma poi decide di cedere alla tentazione quando sente l'amico sospirare rumorosamente.
«Tutto bene?» domanda cautamente, girando soltanto il viso sul cuscino verso l'altro.
«No, niente va bene. Non riesco a dormire e domani c'è il compito e devo dormire ma non riesc–» Simone inizia a dire, con tono drammatico, gesticolando e alla fine lasciando cadere le braccia con un tonfo che rimbomba per tutta la stanza.
Manuel allora lo interrompe, con una mano che piazza a palmo aperto sul suo petto.
«Respira, però.» dice, a bassa voce.
Simone sbuffa ancora, «sembri la mia psicologa. Mi sono scocciato di respirare! Respirare non serve a un cazzo.» sbotta, nascondendosi il viso tra le mani.
Manuel ridacchia impercettibilmente, solo perché sente un amore spropositato sbocciargli nel petto.
Si sporge verso di lui facendo leva su un gomito e delicatamente gli sposta le mani via dalla faccia.
«Simo'...» inizia a dire. «Girati.»
«Che?»
«Girati, a pancia in giù, t'accarezzo la schiena.»
Simone continua a fissarlo con la fronte aggrottata. Manuel allora racimola tutto il coraggio di cui è provvisto e gli bacia l'esterno del polso, proprio sopra la cicatrice.
«Daje.» lo incoraggia un'ultima volta.
Il cuore di Simone inizia a battere senza freno, probabilmente il motivo per cui stanno avendo quella conversazione è già fuggito via dalla sua mente, banalmente l'unica cosa che esiste è Manuel.
«Vabbè...» borbotta, e qualche secondo dopo si trova con il viso schiacciato sul cuscino e la mano del suo migliore amico ad accarezzargli la schiena.
È una situazione che si ripete, continua a ripetersi ogni sera in cui Simone non riesce a dormire, tuttavia ben presto diviene un'abitudine alla quale entrambi cedono anche quando sono più che rilassati ed il sonno è pronto a correre da loro.
Ed è proprio perché capita sempre più spesso che una mano di Manuel finisca sotto il pigiama di Simone che il maggiore si sente costretto a confessare i suoi sentimenti.
Così capita una sera, in cui sono entrambi particolarmente stanchi e probabilmente la mente di Manuel ha perso qualunque tipo di filtro, lasciando al cuore il comando.
«Mi sono innamorato.» Manuel biascica, mentre la sua mano continua a disegnare cerchi misteriosi sulla schiena di Simone.
Lo sente irrigidirsi e subito dopo rilassarsi sotto il suo tocco.
Simone si rilassa perché subito «di te.» ci tiene a specificare.
E ne segue una conversazione profonda, che però avviene senza che la mano di Manuel si sposti di un millimetro.
Ciò che cambia è che una mano di Simone si sposta sulla sua guancia mentre si baciano, per la prima volta dopo settimane.
In classe i loro banchi sono ormai incollati, non si staccano mai, le loro sedie sono sempre più vicine di quanto sia effettivamente necessario e, a posteriori, Manuel ammetterebbe che quel "disastro" era destinato ad accadere.
Stanno aspettando che la professoressa di matematica arrivi in classe e tutti gli altri sembrano impegnati a chiacchierare tra di loro.
Simone è poggiato con le braccia sul banco, chinato in avanti, la testa poggiata di lato sugli avambracci, con una guancia schiacciata in modo adorabile, secondo Manuel. Manuel che trova quella visuale perfetta della schiena del suo ragazzo un invito ad accarezzarlo.
Gli basta un attimo ed un sorriso di Simone per dimenticare di essere in classe, per dimenticare che nessuno sa della loro relazione, per dimenticare qualsiasi cosa non sia Simone.
Poggia la mano delicatamente sulla parte bassa della schiena di Simone e con il pollice inizia a tracciare disegni senza senso. Si avvicina piano ma dopo poco tempo si ritrova con il naso schiacciato sul collo del più piccolo e la mano che ora si muove completamente lungo la sua schiena.
È tanto assorto in quell'attività e Simone è così rilassato che nessuno dei due si accorge di Chicca che sta facendo loro un video, con un sorrisetto sornione in viso.
Se ne accorgono solo quando Aureliano si avvicina a loro ed allarga le braccia con fare teatrale.
«Finalmente, mio Dio!» esclama, facendo ridere gli altri, facendo ridere tutti tranne Manuel e Simone probabilmente.
«Ma che- che-» Simone inizia a balbettare, dopo essersi ricomposto sulla sedia.
«Manuel.» bisbiglia poi, volendo lasciare all'altro qualsiasi decisione ci sia da prendere.
Manuel fa spallucce e gli prende la mano. «Che c'è?» chiede, con finta nonchalance.
«Che c'è Ma', c'è che qua 'o sapevano tutti tranne voi due!» Chicca spiega, mostrandogli poi il video.
«Ma che- ao! Ma che fai?» Manuel subito reagisce, poi sembra pensarci e «vabbè, mandamelo, semo carucci.» dice, facendo ridere tutti.
«Simo', è tutta colpa tua, 'o sai si?» mormora, quando il pomeriggio sono distesi sul suo letto e la sua mano è di nuovo impegnata a disegnare cerchi immaginari sulla schiena di Simone.
Quest'ultimo soffoca una risata nel cuscino in cui è schiacciato.
«E come mai? Sentiamo...» lo sbeffeggia, girandosi un po' per poterlo guardare.
«Perché te sei te, cioè- sei-» Manuel sembra in evidente difficoltà e Simone, per una volta, vuole divertirsi.
Così «mi stai dicendo che non mi resisti, per caso?» dice, chiaramente scherzando.
Manuel lo schiaffeggia usando la stessa mano con cui lo stava accarezzando e «ma vaffanculo.» borbotta.
E sta ancora borbottando qualcosa su come lui sia un fidanzato perfetto e venga sempre deriso e mai apprezzato quando Simone, scosso da forti risate, si mette seduto e lo attira a sé, invitandolo a dargli un bacio.
«Così-» dice, prima che uno schiocco lo interrompa. «Va-» — un altro bacio — «molto-» — e ancora un altro bacio — «meglio.» spiega, continuando a sorridere, almeno fin quando Manuel non gli morde il labbro inferiore
«Oh!» Simone protesta.
«L'hai detto te che non te resisto.»
«Che cazzaro che sei, Manu.»
Quella sera è Simone a fare le carezze alla schiena di Manuel e nonostante il cambiamento, riesce ad addormentarsi senza problemi. Dopotutto, si sente al sicuro sempre, con Manuel.
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Little bit of perfect
FanfictionTutto l'amore del mondo in più o meno 1000 parole. (Raccolta)
