boop, Simò!

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Il naso di Simone diventa sempre freddissimo in inverno. In realtà diventa anche rosso ma lui cerca di non pensarci troppo.

Manuel invece, da quando ha fatto pace con i suoi sentimenti, ci pensa fin troppo al naso di Simone. In realtà, pensa troppo a Simone e basta. Pensa costantemente a Simone e pensa anche che vorrebbe trasformarlo nel suo fidanzato, nonostante soltanto l'idea di camminare con lui mano nella mano gli faccia contorcere lo stomaco per tutta una serie di ragioni.

C'è un momento in cui smette di pensare però, un giorno in cui probabilmente sconnette del tutto il cervello, abbandona ogni filtro, forse perché è stanco, perché ha dormito poco o forse perché fa freddissimo quel giorno di Febbraio e Simone ha il naso più rosso del solito e lui davvero si chiede perché non utilizzi una sciarpa.

È il giorno in cui gli si avvicina, fuori scuola, e con l'indice della mano destra preme proprio sul suo naso.

«Ciao!» esclama, sorridente, mentre Simone apre un po' la bocca per la sorpresa.

«Ciao Manu, ma che...»

Lascia la frase in sospeso, un po' turbato da quel gesto che gli ha fatto tremare leggermente lo stomaco.

Dopotutto quello è pur sempre il ragazzo di cui è innamorato.

«Te se congela sempre 'sto naso, Simò.» dice soltanto Manuel, non fornendogli altra spiegazione, avviandosi poi verso la classe con un terremoto al posto del cuore.

Continua a pensare a quel gesto per l'intera mattinata, finché il giorno successivo non si ritrova di nuovo con Simone davanti, tutto infreddolito e con le mani a coppa a coprire naso e bocca, probabilmente soffiandoci dentro per riscaldarsi.

Allora di nuovo si avvicina, alza il dito, colpisce la punta del naso dell'altro quando questi rimuove le mani, ma questa volta schiaccia di più e «boop, Simò!» dice, lasciandolo sinceramente perplesso.

Simone un po' ridacchia, «ma sei scemo Manuel?» gli viene spontaneo dire, prendendolo bonariamente in giro, senza sapere che solo accennando quella risatina sta rendendo migliore la giornata dell'altro.

«Boop oh, se fa sul naso, che non lo sai?»
«Sì lo so ma non sono un cane io.»
«Vabbè, sei caruccio uguale, mo' cammina va'.»

Manuel spinge Simone verso il suo banco principalmente per evitare che veda il rossore propagarsi sulle sue guance. Simone dal canto suo non accenna ad alzare gli occhi per evitare che l'altro si accorga di quello che ha assalito le sue di guance.

Continua per tutto il giorno a pensarci, a dir la verità, e più volte si sorprende a sorridere inebetito.

Il suo problema — o meglio, il problema del suo povero cuore innamorato — è che Manuel sembra averci preso gusto a toccare il suo naso come fosse la cosa più naturale del mondo.

Continua a farlo nei momenti più disparati, perfino un pomeriggio a casa sua, davanti a suo padre e sua nonna.

Ormai lui non batte ciglio, è quasi abituato, per quanto si possa definire abituata una persona che continua a perdere un battito ogni volta, ma i due adulti li guardano piuttosto perplessi.

«Manuel, tutto bene?» domanda infatti Dante, cercando di non scoppiargli a ridere in faccia. Virginia gli colpisce un fianco cercando di dissuaderlo. «Dado...» mormora.

«Boop, papà.» spiega Simone, facendo spallucce, completamente rosso in viso.

«Se fa rosso il naso di Simone, professò!» decide di dire Manuel, come se quella fosse una spiegazione valida, una che non peggiori la situazione.

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