Manuel si sta abbottonando la camicia che ha comprato appositamente per la festa di compleanno di Monica quando un flashback lo distrae.
Al compleanno di Matteo c'è tantissima gente, troppa persino per i suoi gusti, e soprattutto c'è Simone. Simone ha una camicia bianca col colletto alla coreana ed è bellissimo, è così bello che lui non riesce a distogliere lo sguardo. Ma è anche single. E lui quella cosa vuole cambiarla, ma non sa come, per cui non appena uno degli amici di Matteo inizia a provarci spudoratamente con lui, lui inizia a bere.
Beve talmente tanto che dopo neppure un'ora si ritrova a vomitare al lato di uno dei divanetti posti lungo il perimetro della sala, e quasi come fosse una conseguenza del suo essere scellerato, dopo circa trenta secondi, una mano gli sta accarezzando la schiena.
Lo riconoscerebbe ovunque quel profumo Manuel.
«Simò, oh, come va?» gli chiede, cercando di sorridere, ché dopotutto Simone è comunque lì con lui.
«Oh 'na meraviglia Manu, ce sta solo un coglione che sta vomitando in mezzo alla sala»
«Lo conosco?» si premura di domandare allora, sia mai che Simone presti attenzione ad un altro.
Poi non capisce perché l'amico lo guardi male e lo trascini fuori dal locale, per poi portarselo a casa di peso, direttamente in camera sua, accompagnandolo con una serie di improperi vari.
«Sei così bello Simò, com'è possibile?» quasi urla, felice, mentre l'amico lo spinge in camera minacciandolo.
«Stai zitto che svegli tutti, cretino» borbotta, ma lui non se ne cura. L'unica cosa che gli interessa è il petto di Simone schiacciato contro la sua spalla e allora «te mangerei lo sai» decide di dirgli, ammiccando in un modo improponibile.
«Manuel, ora tu ti spogli» cerca di dire Simone, ma il suo sguardo si illumina, sorride e «si ti prego, fallo tu» dice.
Simone cerca di racimolare tutto l'autocontrollo di cui dispone, prende un bel respiro e «no, ti spogli e poi dormiamo» spiega.
Il broncio che Manuel mette su è indecente, il «però insieme, dormiamo insieme e me abbracci?» che lascia le sue labbra ancor di più.
«N- no»
«Allora io me ne vado Simò, se non dormi co' me»
«Va bene, basta che ti spogli e ti metti questo» si arrende allora Simone, recuperando un pigiama dall'armadio.
«E me lo metti tu?»
Le richieste di Manuel sembrano peggiorare di minuto in minuto.
«Ma che c'hai Manu» borbotta Simone, che sta rimpiangendo di averlo portato a casa con lui.
Manuel però lo ha sentito ed ha anche gradito, a giudicare dal fatto che gli si spalma addosso e lo abbraccia.
«Mi piace quando mi chiami Manu, penso ancora che me ami, io ti amo, lo sai? Non te l'ho mai detto però»
Simone, se fino a quel punto aveva resistito, ora inizia a perdere lucidità.
«V-va b-bene, ora dormiamo però» balbetta, ma Manuel non si allontana da lui, per cui deve spostarlo con forza.
«No non me lascia' ti prego, non mi ami?» biascica, e lui non può evitare di trascinarselo dietro fino al letto, rassegnato a soccombere a quel battito cardiaco così accelerato.
«Vieni, basta, dormiamo ora» propone, tenendo il maggiore stretto a sé come un bambino.
«Tu sei molto bello, lo sai?»
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Little bit of perfect
FanfictionTutto l'amore del mondo in più o meno 1000 parole. (Raccolta)
