-che è successo?- a sentire quella voce roca Domenic si fiondò immediatamente verso il letto dove aveva lasciato Ares riposarsi e lo osservò attentamente in cerca di qualche segno che l'altro stesse male.
-sei svenuto davanti l'aula. Come ti senti adesso?- gli domandò il moro mettendogli istintivamente una mano sulla coscia che Ares osservò con sguardo corrucciato ma senza spostarla o dire qualcosa.
-meglio credo. Ho un leggero mal di testa- mentì il castano che in realtà non si ricordava nulla. Non sapeva il suo nome, non sapeva chi fosse il bellissimo ragazzo che aveva difronte, dove si trovava e soprattutto cosa fosse successo ma vedeva lo sguardo preoccupato del moro e non voleva farlo impensierire ancora di più.
-allora ti porto le medicine così forse ti passa- disse Domenic alzandosi per prendere il bicchiere d'acqua che aveva in precedenza preparato e portandolo al castano insieme a una pillolina che Ares prese velocemente sperando che almeno le scimmie che gli stavano martellando in testa se ne andassero.
-grazie-
-cosa cavolo hai fatto ieri per svenire in questo modo?- chiese preoccupato Domenic -stai davvero una pezza-
-non mi ricordo- sussurrò Ares -ma non credo di aver mangiato qualcosa che mi ha fatto male altrimenti avrei dolori allo stomaco che non ho-
-allora ti sei ubriacato, è l'unica possibilità- concluse Domenic -distolgo lo sguardo da te per due secondi e tu combini macelli, mi fai davvero esasperare-
-mi dispiace-
-Ares maledizione!- sbottò il moro e Ares lo ringraziò mentalmente per avergli ricordato il suo nome prima di sgranare gli occhi nell'avvertire le labbra del moro sulle sue in quello che all'inizio sembrava un bacio casto ma poi Aresi si lasciò andare e Domenic non ci pensò due volte a sorridere pensando che Ares avesse cambiato completamente idea rispetto alla sera prima e ne era davvero felice. -so come farti passare il mal di testa- gli disse poi baciandogli il collo mentre gli sbottonava con calma i pantaloni e Ares si lasciò uscire un sospiro prima di chiudere gli occhi cercando in qualche modo di ricordarsi di quel bellissimo moro che lo stava baciando e toccando in quel modo così intimo, c'era di sicuro qualcosa tra di loro vero? -allora? Posso?-
-non devi chiedere- gli sussurrò Ares e Domenic sorrise come un bambino felice.
-si può sapere che ci facevi steso a terra nel mezzo del corridoio?- Annabelle stava guardando furiosa il suo ragazzo con le braccia incrociate che si era appena ripreso.
-chi sei?- domandò invece lui guardandola confuso. Non riusciva a ricordarsi il nome di quella ragazza anche se sentiva che fosse importante.
-chi sono? Ermes sei serio? Non scherzare con me!- sbottò Annabelle guardandolo malissimo.
-sono serio! So che sei importante per me ma non ricordo niente! Non sapevo nemmeno il mio nome prima di...oh lasciamo perdere perché ho la testa che fa malissimo- protestò Ermes passandosi poi una mano sul viso e cercando di capire come mai quel mal di testa lo stesse tormentando in quel modo assurdo, non lo riteneva minimamente possibile.
-tu sei...ah per fortuna che Angelina Wang è andata a chiamare il preside- e mentre la ragazza finiva di dire quelle parole fecero il loro ingresso quelli che Ermes capì essere Angelina e il preside.
-ti sei svegliato Ermes- disse la donna con un sorriso mentre l'uomo lo stava guardando preoccupato.
-ecco...io non ricordo niente- sussurrò il castano abbassando lo sguardo.
-posso?- domandò Angelina e anche se Ermes non sapeva a cosa si stesse riferendo annuì fidandosi della bionda e lasciandola fare. La donna gli si sedette difronte e mise le sue mani delicate sulle sue tempie chiudendo gli occhi e lo stesso fece Ermes rilassandosi -ha perso la memori- concluse Angelina -non sembra una cosa duratura ma solo momentanea anche se non so quando la riprenderà del tutto-
-capisco- sussurrò il preside sospirando anche se non sembrava sorpreso dalla cosa.
-sai cos'è successo?- domandò Angelina capendolo.
-ho una mezza idea- mentì Albert che invece era certo di quello che fosse realmente successo e doveva andare a controllare anche Ares per sicurezza ma voleva attirare l'attenzione il meno possibile.
-cosa dobbiamo fare?- domandò Annabelle che si sentiva anche in colpa per la sfuriata che aveva fatto contro il suo ragazzo poco prima visto che seriamente Ermes aveva perso la memoria.
-aspettare che la sua memoria torni con calma sena forzarla e basta. Del resto me ne occupo io- concluse l'uomo sorridendo a tutti i presenti e uscendo dalla camera.
-Ermes sei molto debole quindi ti consiglio di non uscire di qui per niente al mondo credo che i tuoi amici possano tranquillamente portarti da mangiare e farti compagnia- disse Angelina guardando soprattutto in direzione di Annabelle che annuì concordando con la donna. Ermes era troppo debole per riuscire ad affrontare i pensieri di tutti i ragazzi dell'accademia, doveva davvero prima riprendersi e poi poteva sperare di uscire di li anche perché Annabelle vedeva benissimo la sofferenza sul volto del castano segno che il mal di testa stava continuando a martellarlo. Angelina uscì da quella camera salutando i due con la mano e Annabelle ne approfittò per potersi sedere sul letto acanto al suo ragazzo e lasciargli un bacio sulla guancia.
-scusa per prima, credevo che mi stessi prendendo in giro e mi sono arrabbiata-
-non ti preoccupare...Annabelle vero?-
-si. Scrivo sul gruppo ai ragazzi di portarci qualcosa da mangiare qui così non mi muovo nemmeno io- sussurrò la mora poggiando la testa sulla spalla del mentalista mentre prendeva il telefono per scrivere quello che aveva detto in precedenza ad Ermes decidendo però di spiegare tutto quello che era successo solo una volta che fossero stati li tutti quanti. Era meglio parlare di persona e non scrivere per messaggio altrimenti si sarebbero di sicuro preoccupati ancora di più del dovuto e lei non voleva ciò. Si era preoccupata da morire quando aveva visto Ermes svenuto e non voleva mai più ripetere quell'esperienza anche perché il ragazzo continuava ad ignorare il suo consiglio di riposarsi.
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Lost memories
FantasyAres vive la sua vita normalmente fino a quando non gli arriva una lettera misteriosa che gli chiede di partecipare al test d'ingresso per una prestigiosa accademia privata della quale non ha mai sentito parlare. Si presenterà a quel test non sapend...
