Capitolo 30

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-da dove l'hai presa?- chiese Domenic mentre nella sua mente iniziava a venirgli la strana idea che fosse colpa di quelle due collane la loro perdita di memoria.

-è un pezzo unico, me lo hanno fatto realizzare i miei genitori da Dedos quando sono nato- rispose Ermes riprendendosi la collana per ritornare a giocarci.

-Ded cosa?-

-Dedos- disse Nikalaus -è un artigiano conosciuto in tutta la prima dimensione perché fa solo pezzi unici anche se costano un botto-

-è possibile che ce ne sia un'altra di quella collana?- domandò Domenic mordendosi il labbro inferiore.

-impossibile. Dedos fa solo pezzi unici- lo smentì Ermes scuotendo anche la testa. -non può esistere un'altra collana-

-e io ti dico di si- Domenic si alzò -sono certo che ne esiste un'altra identica-

-è impossibile Dome- appoggiò Ermes Nikalaus.

-e io vi dico che non lo è. Sono certo di quello che sto dicendo-

-andiamo a chiederlo a Dedos allora- sbottò Ermes incrociando le braccia al petto. Non poteva credere che Domenic non stesse credendo alle loro parole.

-cos...possiamo andare a chiedere direttamente all'artigiano?-

-si, anche adesso!-

-andiamo-

-siete impazziti ma vengo con voi. Ho sempre voluto vedere dal vivo le creazioni di Dedos- disse Nikalaus che in realtà voleva controllare Domenic da vicino e capire quanto fosse legato al suo Felix.

-in camera mia c'è un portale- sussurrò Ermes.

-IN CAMERA TUA C'È UN PORTALE?- urlarono i due amici in coro e Ermes sospirò.

-si, ma doveva restare un segreto- borbottò il castano -me lo hanno fatto mettere i miei genitori ma non è un portale tra le due dimensioni, con questo mi posso muovere solo nella prima- spiegò poi con calma mentre salivano le scale. Non ci misero molto a raggiungere la camera di Ermes e quindi il portale che poi li condusse davanti a quella che era la bottega di Dedos e si capiva dall'enorme scritta "Dedos" al posto dell'insegna.

-Dedos- chiamò Ermes mentre entrava nella bottega seguito a ruota dagli altri due ragazzi che subito furono attratti dagli oggetti presenti all'interno.

-Ermes Doralani- disse l'uomo anziano che era seduto dietro quello che era il suo tavolo da lavoro -a cosa devo la tua visita?-

-volevo parlarti delle collana che mi hai realizzato- rispose sinceramente il castano avvicinandosi all'uomo seguito a ruota dagli altri due.

-qualche problema?- domandò l'uomo alzando lo sguardo per controllare la suddetta collana che era ben evidente addosso al castano in quel momento.

-no...ecco...è un pezzo unico vero?-

-certo. Faccio solo pezzi unici-

-ma...- iniziò Domenic attirando l'attenzione dell'uomo -è possibile che ce ne sia un'altra simile?- chiese all'uomo che lo guardò alzando un sopracciglio.

-sono un pezzo unico- annuì Dedos sorridendo al moro.

-sono?- chiese ancora per sicurezza il moro -quindi ho ragione, ne esiste un'altra- Dedos non gli rispose a parole ma si alzò per tornare poco dopo con quello che era un progetto, progetto nel quale si potevano vedere due collane quasi identiche che andavano a formare un unico pezzo se unite -ho ragione- sorrise Domenic.

-ma...-

-indossi un pezzo di questo mio lavoro si-

-e l'altra...-

-ha una A incisa sopra- sorrise Domenic.

-sembri saperne molto tu signorino- disse Dedos osservandolo sorpreso.

-ho visto l'altra collana- rivelò Domenic -e vedendo poi quella di Ermes mi sono accorto che erano simili e mi è venuto in mente un dubbio. Le collane sono magiche?-

-certo che no- rispose sinceramente l'uomo e Domeic rimase confuso.

-davvero? Se si incrociano non...-

-non sono le collane il problema ragazzo. Ho capito quello che mi stai dicendo- lo bloccò l'uomo sospirando -e vedendo la tua faccia confusa Ermes alla fine vi hanno divisi seriamente-

-divisi cosa...-

-due collane gemelle per due gemelli- rispose Dedos mentre Domenic sgranava gli occhi a quelle parole.

-gemelli?- chiesero in coro Domenic e Ermes.

-si Ermes hai un gemello- Dedos arrotolò nuovamente il progetto per rimetterlo apposto -non pensavo sarei stato io a dirtelo ma è la verità. Il problema è che tu e il tuo gemello vi respingete. Non so perché l'ho scoperto solo perché ho sentito i tuoi genitori litigare Ermes-

-ci respingiamo?- Ermes non riusciva ancora a credere a quello che aveva appena scoperto.

-è il motivo per il quale vi hanno divisi anche se vostra madre non era d'accordo, ha fatto fare queste collane per unirvi in qualcosa-

-grazie Dedos e scusa per il disturbo- sussurrò Ermes voltandosi e uscendo alla velocità della luce dalla bottega. Domenic e Nikalaus si lanciarono uno sguardo veloce prima di salutare anche loro l'uomo e seguire il loro amico.

-ho un gemello- ringhiò Ermes -e lo scopro così!-

-scusa, è colpa mia che ho insistito sulla collana- disse Domenic mettendogli una mano sulla spalla per rassicurarlo.

-hai fatto bene invece altrimenti per i miei genitori potevo morire senza sapere di avere un gemello. Chi è? Tu lo sai no?- domandò poi a Domenic che sospirò capendo finalmente perché sia Ermes che Ares avevano perso la memoria quando si erano scontrati.

-Ares- sussurrò Domenic -è Ares. La sua collana è identica alla tua e pensavo fosse stata la collana a...-

-la memoria- sussurrò Ermes -quando ho perso la memoria è perché mi sono scontrato con il mio gemello?-

-avete- lo corresse Domenic facendo sgranare gli occhi sia a Nikalaus che a Ermes -anche lui ha subito le conseguenze di quello scontro e...-

-e quando i miei genitori hanno scoperto quello che è successo hanno preteso di far allontanare nuovamente il mio gemello- ringhiò Ermes -oh non la passeranno liscia io adesso vado a riprendermi Ares dalla seconda dimensione-

-ehm- sussurrò Domenic.

-non mi fermerai-

-certo che lo farò visto che sarebbe un viaggio inutile-

-no che non lo è!- sbottò Ermes -voglio il mio gemello adesso che so di averne uno. Non pensi a come si sente Ares nell'essere stato mandato ingiustamente indietro? devo spiegargli tutto!-

-Ermes Ares è in camera mia da una fottuta settimana- sbottò Domenic -l'ho riportato indietro altrimenti come credi che io sappia della sua memoria o della sua collana- e a quelle parole Nikalaus sgranò gli occhi capendo che Felix non andava da Domenic ma dal suo migliore amico.




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