Non mi volevo svegliare, pensai tra me e me. Volevo solo poltrire su questo divano morbido morbido. Forse anche troppo morbido. Ieri sera non lo era così tanto. Il cuscino invece era più duro. Diedi due o tre pugni su di esso, per poi sentire dei lamenti. Aprii di scatto gli occhi, tirandomi su con i gomiti. «Ma buongiorno anche a te.» disse Brad, sorridendomi maliziosamente.
«Dove sono? Che cosa ci fai qui, stronzo? Vai via da camera mia.» mi guardai in torno e capii immediatamente che quella non era la mia camera. La testa mi pulsava come se ci fosse stato un martello pneumatico dentro.
«A dir la verità è camera mia.» disse malizioso. Iniziai a pensare a ieri sera, ma non ricordavo quasi nulla, ricordavo solo il bacio con Brad e la sfuriata che gli ho fatto dopo. Poi il resto era tutto sfocato. «Come ci sono finita qui?» domandai impaurita, pensando al peggio.
«Ieri sera ti sei addormentata sul divano. Sembravi un peso morto.» disse per poi fare una risata. «Così ti ho preso e ti ho portato in camera mia.»
Mi guardai a dosso, ero vestita con una maglietta delle sue, bianca. Era enorme, su di me. «Mi hai cambiata te?!» urlai. «Ma sei proprio un porco.»
Lui mi guardava e rideva. E rideva con gusto. Mi avrà preso per una donna in meno pausa, ma chissene frega di quel coglione, stronzo patentato. Poi, però mentre rideva una parte di maglia si alzò su. Mostrandomi gli addominali che avevo visto la sera prima. Rimasi zitta a fissarli, come una vera e propria pervertita. «Se vuoi mi tolgo la maglietta, così sbavi meglio.»
«Vaffanculo.» mi alzai e mi diressi alla porta, pronta per tornare in camera mia. Misi una mano sulla maniglia, quando poi, mi trovai Brad che mi guardava ancora più divertito. «Levati.» dissi guardandolo.
«Perché sei così scontrosa?» domandò osservandomi dall'alto in basso.
«Ti sei già scordato cosa hai fatto ieri sera? Eppure tu non eri ubriaco.» lui cambiò immediatamente umore. Da felice e spensierato a serio.
«Mi dispiace okay?» disse. «Non riuscivo a resistere alla tentazione del tuo sangue.» Perfetto, sapevo che era un vampiro, che succhiava il sangue, ma c'ero rimasta male.
«E questa cosa, secondo te, mi può far stare meglio? Che idiota, veramente. Mi fai schifo.» detto questo, uscii dirigendomi in camera mia.
Trovai vestiti nuovi, scarpe, tutte cose mai viste prima, ma di una bellezza inimmaginabile. Presi dei jeans, una maglietta verde Tiffany e delle scarpe dello stesso colore della Vans. Scesi e andai in cucina per la colazione, anche se poi mi accorsi che era l'ora di pranzo. Ma non avevo fame di cibo, anzi, volevo dissetarmi con il sangue? «Buongiorno.» mi salutò Ethan. Ricambiai il saluto, per poi sedermi di fronte a lui. «Come ti senti?»
«Normale, tutto sommato.» Avrei voluto dirli che suo fratello era un coglione ma rimasi zitta per non passare da ragazza col ciclo.
«Brad ti ha informato che da domani andrai in una nuova scuola?» dal mio viso spaesato continuò. «Naturalmente no. Beh, comunque tu da domani andrai nella prestigiosa scuola della nostra famiglia, la Black High School.» rimasi in silenzio per assimilare ogni cosa. La Black High School era la scuola più prestigiosa di tutta la città e di tutta la regione. Era una scuola molto costosa, infatti pochissima gente se la poteva permettere. Non conoscevo nessuno che ci andasse, era una scuola da ricconi. «E come farò con le tasse? Perché devo cambiare scuola? Non lo dirò a nessuno cosa sono o cosa siete vuoi. Starò zitta, ma voglio andare a rivedere i miei compagni di scuola e anche i miei genitori. Non potete farmi questo.» dissi tutto d'un fiato.
«Non ti devi preoccupare dei soldi. Però per le altre tue richieste non sarà possibile per me accontentarti. Forse un po' più in là.» mi guardò di sottecchi, ma io non sapevo cosa rispondere. «La Black High School, comunque è una scuola di vampiri. Devi stare attenta come ti ho già detto.» stavo in silenzio aspettando da mangiare. Dopo poco arrivò Brad, si era cambiato. Non portava più la maglietta nera di stamani ma adesso indossava una maglia celeste. «Buongiorno.» disse. Nessuno dei due parlò, però.
«Ti sei scordato di dirle della scuola.» affermò acido Ethan. Brad annuii, improvvisamente mi era passata la fame. Non potevo stare più di tanto in una stanza insieme a lui. «Scusate,» dissi. «non mi sento tanto bene. Torno in camera mia a riposarmi.»
Tornata in camera presi il cellulare e chiamai Nathan. «Buongiorno vampirella.» mi fece sorridere, era simpatico in fondo.
«Posso chiederti un favore?» domandai. «Potresti portarmi a casa dei miei genitori?» ci fu un breve silenzio. Sapevo che non erano i miei genitori naturali, qualche dubbio l'avevo sempre avuto, ma gli volevo comunque bene, per tutto ciò che mia avevano dato. Mi avrebbe fatto piacere salutarli, almeno un'ultima volta.
«Non so se è possibile, mi è appena arrivata una notizia riguardante loro.» un colpo al cuore. «Che notizia?»
«Non credo di dovertela dire..» bisbigliò lui.
Iniziai a sudare freddo, le mani erano sudaticce e iniziai a respirare affanosamente. Cosa era successo? Perché non me l'avrebbe dovuta dire? Erano pur sempre miei genitori adottivi. Naturalmente, sentivo più loro come veri genitori che quelli naturali: non li avevo mai conosciuti, ed ormai era impossibile.
«Non puoi tenermi sulle spine.» sbottai fuori di me. Dovevo sapere.
«Sono venuto a sapere da poco che..»
«Cosa, Nathan? Dimmelo senza peli sulla lingua.» ero un fascio di nervi.
«I tuoi genitori non vivono più qua. Hanno cambiato città.»
Il mondo mi cadde addosso.
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Vampire's Destiny
FantastiqueEmily, una ragazza come tutte altre, sogna da sempre una storia da favola. Ma la realtà è molto diversa dai racconti: la sua ultima relazione è stato un totale disastro, Matthew, il suo ex, la trattava malissimo e lei impaurita, ha deciso di lasciar...
