Capitolo 14

7K 488 37
                                        

Cercai di non pensarci il più possibile, ma ogni volta che pensavo ad altro, la faccia di Brad mi tornava in mente e le parola di questa tipa, continuavano a rimbombare a ruota libera nell'anticamera del cervello.

La lezione iniziò, trattava di scienz3. Ma non la scienza di come era fatto il corpo umano, ma bensì quello di un vampiro. Tutti i sensi erano amplificati; ma a me sembrava di essere la solita ragazza di tre giorni fa. Eh si, erano passati tre giorni, tra altri due sarà il mio compleanno. Non lo dirò a nessuno, in questo momento non ho molta voglia di festeggiare il mio compleanno.

Le tre ore consecutive passarono molto lentamente, soprattutto perché Isabelle non la smetteva di parlare della loro relazione. «..sai, io e lui passiamo la maggior parte del nostro tempo a fare sesso. E' così bravo.»
«Interessante!» esclamai, pronta ad uccidermi.
«Ieri sera lo abbiamo fatto per l'ennesima volta.»

La fissai e continuai a notare il sorriso falso che aveva stampato sulla faccia, sembrava stupida. Non potendo trattenermi scoppiai in una sonora risata, cercando comunque di tapparmi la bocca per fare meno rumore possibile.
«Cosa c'è di così divertente?» chiese guardandomi.
«Ieri sera era con me e con i nostri amici a divertirci; puoi anche evitare di dire altre cavolate madornali.»

Prima che lei potesse rispondermi la campanelle mi salvò la vita.

Mi diressi in bagno, mi scappava la pipì, in un modo assurdo.
«Emily!» sentii urlare, mentre mi stavo asciugando le mani con della carta. Brad si affacciò alla porta del bagno. Delle ragazze che si stavano truccando allo specchio, manca poco non svennero alla sua vista. «Vieni.» disse prendendomi per mano e portandomi in mensa.
Era enorme, non c'erano delle bevande ma sacche di sangue, il che mi fece passare quella poca voglia di cibo che avevo. Ero strana per essere una vampira: non mi piaceva il sangue. O meglio, mi piaceva ma mi faceva effetto.

«Questa è la mensa riservata ai vampiri, quella degli umani, è dall'altra parte della scuola.» mi spiegò Brad.

«Emily! Come stai?» vidi Ethan che mi veniva in contro. Non era vestito come oggi appena usciti di casa, in quel momento indossava un vestito gessato nero, con una cravatta celestina che riprendeva l'azzurro dei suoi occhi. Una ventiquattrore dondolava dalla sua mano sinistra. Era così bello in tutto il suo stile. Ehi, calma! Ma che stavo dicendo, era un bel ragazzo ma per il resto basta.

La ventiquattrore che aveva era di un marroncino chiaro, era un vampiro perché non aveva una borsa rossa come le nostre? E poi perché era vestito di tutto punto? Poi un lampo di genio mi passò nel cervello. Aveva l'aria di un.. professore. Per poco non svenni.

«Nelle prossime due ore, hai storia, vero?» mi domandò Ethan, sorridendomi raggiante.

Controllai il mio orario e annuii osservandolo di sott'occhi. Lui si avvicinò a me, le nostre labbra erano a pochi centimetri. Brad, lo guardava in cagnesco, mentre il mio cuore batteva all'impazzata. «Allora passeremo due ore insieme, io e te.»
«Ci saranno anche gli altri studenti no?» cercai di respirare, o almeno di far finta.
«Mi dispiace deluderti, ma tu starai sola con me. Devi recuperare la mia materia, altrimenti sarai bocciata; e tu non vuoi questo vero?»
Sapeva che odiavo avere materie sotto, debiti o esami di fine anno, quindi feci no con la testa, molto sconcertata e impaurita.
Speravo con tutta me stessa che la ricreazione di quindici minuti non finisse mai, ma quando andai con Brad a salutare dei suoi amici, la campanella interruppe le nostre presentazioni. «Stai attenta a Ethan.» mi guardò preoccupato Brad, mentre mi dirigevo insieme a lui, in classe nostra, per prendere il mio zaino.

«E a te che importa? Hai paura che scelga lui come fidanzato, invece che te? Allora fai bene.» affermai, per poi prendere la mia roba e uscire dalla classe, dirigendomi verso la biblioteca, che mi aveva fatto vedere la segretaria, mentre mi accompagnava alla mia classe.
Prima di arrivarci, dovetti passare corridoi enormi e scalinate, così, nel frattempo, iniziai a pensare a quella cosa che mi avevano detto i due fratelli il primo giorno a casa loro. Dovrò sposare uno di loro due, diventando così...che cosa? Non mi era stato detto nulla, anzi, io non avevo fatto domande. Chi era il mio ero padre? Arrivati a casa, pensai, dovrò fargli qualche domande e dovevo per forza ricevere risposte a riguardo.

Mi trovai davanti alla biblioteca, vi entrai, cercando di fare il meno rumore possibile. Mi ritrovai davanti ad una sala, dove appena entrata alla mia sinistra, trovai una scrivania piena di scartoffie, dove una signora, le spostava e li rimetteva a posto. Davanti a me, due file di tavoli, che raggiungevano, due finestre enormi. Sopra ad entrambe le tavolate c'era una rosa bianca a sinistra ed una rossa a destra. Poi capii, a sinistra gli umani e a destra i vampiri, così mi diressi nella direzione marcata di rosso.

«Emily!» sentii chiamarmi, per l'ennesima volta in un giorno. Era un sussurro, che però, proveniva dalla parte opposta: rosa bianca. Mi voltai e vidi Micheal, insieme a dei suoi amici che studiavano.
«Che ci fai qui?» domandai.

«Sto studiando, ti vuoi unire a noi?» domandò sorridendomi. Mi sentivo ancora in colpa. Cazzo.

«No, grazie. Ho ripetizione con un.. professore.» ci salutammo e io ritornai dall'altra parte. Ancora non riuscivo a crederci che Ethan fosse un professore, oddio.

«Siediti.» affermò Ethan, appena mi vide. «Cosa sai della storia riguardo ai vampiri?»
«Stai scherzando vero?» chiesi sarcastica.
Venne a sedersi accanto a me. Eravamo nel tavolo più nascosto di tutta la biblioteca. Ethan mi faceva venire il nervoso. Appoggiando le sue labbra sul mio orecchio, sussurrò:«Allora..dovremo iniziare dall'inizio.» aveva una voce suadente e dei brividi percorsero la mia schiena.

Sarebbe stata una luuuunga lezione, pensai in preda al panico.

Vampire's DestinyDove le storie prendono vita. Scoprilo ora