Capitolo 36

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Aprii gli occhi lentamente, ma dovetti richiuderli subito per la luce troppo forte che avevo puntata in faccia. La testa mi girava furiosa, mentre cercavo di guardare oltre quella luce abbagliante. Sentivo le palpebre pesanti e ricordavo poco o nulla di ciò che era successo prima di svenire. Mi ricordavo alcuni volti e William. Sembrava morto. Forse lo era veramente, non che la cosa mi dispiacesse. E poi mi ricordai di aver visto il mio vecchio migliore amico, così lo chiamai: «Logan.» la voce era roca, e sentivo come se qualcosa mi stesse grattando all'interno della gola.
«Piccola.» lo vidi uscire allo scoperto, da dietro la lampada. Mi sorrise debolmente.
Pian piano gli occhi si abituarono a quella tonalità di luce. «Che succede?» provai ad alzarmi, ma risultava impossibile. Abbassai lo sguardo verso le mie braccia e le trovai legate da delle corde troppo spesse. Iniziai a muovere le mani nel panico, ma il risultato fu solo braccia e gambe doloranti.
«Non ti preoccupare.» si grattò la testa lui. Io sapevo che quando faceva quel gesto, o mentiva e sapeva qualcosa che non voleva dirmi, o doveva farmi una sorpresa. Scartai la seconda ipotesi, dato che il mio compleanno era passato da un pezzo. Così lo fissai truce, sia per quello che era successo mesi prima, sia perché ero nel panico, anche se non lo davo molto a vedere.
«Io non mi preoccupo finché non mi dici cosa succede.» affermai.
Andò di nuovo dietro la lampada e la spense, accendendo di conseguenza tutte le luci sopra la mia testa. Non c'era nessuno con noi, la stanza era piccola, con mattonella bianche per terra e sul muro. Uno specchio era attaccato alla parete, ed era enorme. Sapevo di cosa si trattava. Era uno specchio vedo-non-vedo. Quelli che utilizzavano la polizia durante gli interrogatori, e nei film. Chiunque fosse lì dietro, pensava seriamente che fossi così stupida? Non lo sapevano che i vampiri potevano, con un po di sforzo osservare attraverso quel tipo di specchi? Era tutto merito delle lezioni di Ethan.
E poi c'era anche il fratello che non mi ricordavo il nome. Di lui nemmeno la faccia. Mi sforzai di ricordare chi fosse, ma risultò difficile.
«Ti ricordi il nome di quella persona a cui stai pensando?» feci no con la testa. «Per fortuna la pillola ha fatto effetto.»
«Senti, Logan.» sbottai, infastidita che stesse fermo lì a fissarmi. «Spiegami che sta succedendo. Deve essere una persona importante no? Nell'ultimo periodo ho solo ricordi con lui. È orribile questa sensazione, quindi dimmi immediatamente chi è.» lo osservai, fermandomi a ripensare quale fosse. «Sai come si chiama?» annuì. «Dimmelo ti prego!» sbottai ancora più forte. «Non puoi lasciarmi questo vuoto in testa.» iniziai a fissare il vetro, cercando di guardarci attraverso. «Dove sono?»
«Non te lo posso dire, ma tra qualche giorno ce ne andremo da questa città. Anzi, dall'intera nazione.» mi voltai di scatto.
«Cosa?! Non ho intenzione di andarmene via con te, ammazza vampiri
Si avvicinò talmente tanto al mio viso da farmi spingere indietro la sedia. «Non sono gay.»
«Adesso non mi interessa, poi ne riparliamo.» ciò che mi disse, anche se apparentemente non sembrava avermi sconvolto, l'aveva fatto. «Ti sei scordato che sono un vampiro?» domandai acida, iniziando ad elencare tutti ciò che mi aveva fatto. «Ah, ti sei scordato anche di quella volta che mi hai quasi ucciso con quel tuo cazzo di pugnale, perché non sapevi che non ero un vampiro completo?» lo guardai truce. «E tu mi vieni a dire che non sei gay, ma che cazzo se ne frega adesso! Non mi ricordo nulla di.. quel ragazzo. È orribile, veramente!»
William era morto (credo), ma al posto suo era arrivato Logan. Non credo che fosse cattivo come lui, ma iniziavo pian piano ad odiarlo.
«Quel ragazzo di cui non ti ricordi il nome, ti stava rovinando.»
Aprii la bocca, ma all'inizio non ne uscì quasi nulla. «Ti dico una cosa e basta, ma ascoltami.» sentii gli occhi inumidirsi. «Non mi ricordo niente. Proprio nulla di lui e del resto, apparte alcune cose. Ma di una cosa sono, assolutamente, sicura.» lui alzò il sopracciglio, era ancora vicino e mancava poco che le nostre labbra si toccassero. «Io stavo benissimo con lui e sono sicura che lo amassi e penso di amarlo ancora, quindi zitto e mosca, coglione!» si allontanò e sorrise.
Iniziò ad applaudire, ed uscì dalla porta di metallo. Prima che questa si richiudesse affermò: «Non ti devi preoccupare, ho detto. E non devi nemmeno scervellarti per ricordarti il suo nome, tanto,» mi mandò un bacio con la mano. «non lo rivedrai mai più.»

I giorni passavano e nessuno mi veniva a trovare. Mangiavo ciò che mi passavano attraverso un buco nella porta. Avevo provato a vedere attraverso lo specchio e molte altre volte, dal piccolo lettino dalla parte opposta, avevo mandato a fanculo chiunque fosse dall'altra parte. Continuavo anche a pensare sul nome di colui che non avrei mai più rivisto, ma nulla. Il vuoto. Mi ricordavo che Ethan mi aveva promesso che sarebbe tornato insieme al fratello a salvarmi, ma erano passati, quanti? Almeno due settimane. Logan non l'avevo visto più, ma sapevo che mi fissava attraverso il vetro e la maggior parte il dito alzato era solo per lui.
Non credevo ci fosse altra gente oltre a lui, ma non potevo dirlo con certezza.

Aereoporto. Ecco dov'ero. Insieme a Logan, che mi teneva a braccetto, come se fossimo una coppia di piccioncini che andavano via dall'America. Mi guardai intorno, nessuno che conoscessi. Eravamo in fila prima di salire sulla aereo.
«Emily!» sentii qualcuno chiamare il mio nome, ma quando mi voltai non vidi nessuno e sentii Logan irrigidirsi. «Emily, aspetta!» salivo lentamente le scalette guardandomi attorno. Una sagoma. In lontananza, che si avvicinava con una velocità supersonica. «Emily!»
Abbassai gli occhi su di lui. Chi è? Lo guardai meglio, sembrava qualcuno che avevo già visto, ma non ricordavo chi. Forse era quel ragazzo. «Dimmi che mi riconosci.» affermò lui. Era bellissimo, sembrava un modello. Ed il viso era spettacolare, solo che in quel momento aveva un'espressione molto simile alla paura. Mi morsi il labbro, non sapendo che rispondere. «Mi dispiace..» sussurrai, ma lui sentì molto bene.
«No. No. No! Tu non puoi esserti scordata di me, Emily!» la gente ci passava accanto, fissandoci. Alcune sorridevano altri erano arrabbiati per la confusione che avevamo causato. «Ti amo, Emily. So che lo sai e che te lo ricordi.» iniziò a tirarsi i capelli per la disperazione. Logan mi prese per le spalle e mi spinse verso l'entrata, ma lo scacciai.
«Non lo faccio apposta..» lo fissai.
«Lo so, scusa piccola.» anche Logan mi aveva chiamato piccola, ma la sensazione che mi trasmise questo ragazzo, mi fece venire la pelle d'oca e dei brividi su tutta la schiena. Continuava a fissarmi e poco a poco la fila divenne sempre più corta, diventando praticamente gli ultimi.
«Pensa a me, a tutto ciò che abbiamo passato insieme okay?» annuii, non sapendo cosa dire. «E tu, brutto coglione, sto fermo solo perché c'è lei, stronzo. Altrimenti ti farei diventare del colore di questo aereo,» era bianco. «molto simile ad un cadavere.» sorrisi, perché provavo anche io il suo stesso pensiero. Lui lo notò e sorrise felice. «Ti amo, e non ti preoccupare. Noi siamo dappertutto.» sussurrò, baciandomi sulla fronte.

Se n'era andato in fondo alla pista, dove l'aereo avrebbe dovuto decollare, e aspettava. Non credevo che potesse andarci e avevo paura che la polizia dell'aereoporto lo prendesse e lo portasse lontano. Mi sorpresi comunque che nessuno lo fermasse, ma al solo pensiero che quel ragazzo fosse colui che non ricordavo il nome.. gli occhi divennero sempre più lucidi al solo pensiero di non ricordare nulla. Ci avviciniammo sempre di più, vedendolo sempre più vicino. Ero attaccata al finestrino, a fissarlo con occhi spalancati mentre l'aereo si alzava in volo. Voleva sedersi accanto al finestrino ma lo avevo spostato bruscamente.
Io sapevo chi era, lo dovevo sapere. Mi ricordai di quando eravamo andati ad una festa e lui era stato tanto carino con me. Poi, immediatamente un'altro ricordo: eravamo in discoteca e mi aveva baciato. Ricordavo la prima volta che l'avevo conosciuto, e mi ricordo che era stato Logan a presentarmelo. Pian piano tutti i ricordi ritornarono tutti insieme, lo fissai e con voce sussurrante, dissi: «Brad.»
Aveva capito il mio labiale ed annuì in risposta.

The End

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