Se dovevo essere sincera la storia della nascita dei vampiri, non era molto interessante ed era di una noia mortale. Ethan mi spiegava tutto per filo per segno, ogni particolare, ed ogni nome che leggeva lo segnava su un taccuino.
Non avevo voglia di stare a studiare, in questo momento pensavo solo a una cosa. Il mio compleanno.
«Hai capito cosa ho detto?»
Sarebbe stata la prima volta senza i regali stupidi di Logan. Non l'avevo più sentito l'avrei chiamato, appena tornata a casa.
«Emily, hai capito cosa ti ho detto?» al suono delle parole di Ethan, mi risvegliai dai miei pensieri.
«Certo!» esclamai senza pensarci. Lui iniziò ad osservarmi, mentre il mio viso da paonazzo diventava di un colore rosso acceso. «Se stavi pensando a me mentre mi faccio la doccia, puoi anche continuare.» affermò con sorriso malizioso.
«Si! Ti piacerebbe!» ringhiai.
«Anche a te, tesoro. Te lo garantisco.»
Finirono le due ore, finalmente. «Tra quanto torniamo a casa?» dissi sfinita, rivolta a Rebecca e a Brad.
«Oggi usciamo alle 14.00, non fare il muso lungo e smettila di lamentarti.» gracchiò Brad, guardandomi dall'alto in basso.
«Ma stai zitto, rompi scatole.» esclamò Rebecca, proteggendomi. «Ha tutte le ragioni per essere stanca! È il suo primo giorno.» si schiarii la voce, attendendo una risposta da Brad, senza riceverla. «Comunque..come sono andate le due ore di storia, con il professore più sexy della scuola?» arrossii di nuovo, sentendomi lo sguardo pungente di Brad addosso.
«Bene.» sussurrai, guardandomi i piedi, mentre insieme ci dirigevamo verso la mensa.
«Hai già bevuto dalla tua prima vena?» chiese Rebecca, osservandomi sott'occhi, mentre io mi sedevo al tavolo, dove i nostri compagni di classe e degli amici di Brad, erano seduti.
All'inizio non capii la domanda, poi facendo due più due, dissi: «No.»
Brad si intromise nel discorso, come suo solito. «Certo che no, Becca. Lo ha scoperto da poco di essere una vampira. Comunque quando lo farà vorrò essere il primo a saperlo.»: fece spuntare il sorriso malizioso.
«Casa dolce casa!» esclamai, gettandomi sul divano, lasciandomi andare.
«Peccato che non ti sei messa la gonna, così avrei avuto una bellissima visuale.» esclamò Ethan, sorridendomi divertito.
Alzai il dito medio, senza guardarlo: «Vai al diavolo.»
«Povera stella, io sono il diavolo.» risi con la faccia che mi sprofondava nel cuscino del divano.
Brad, stava in silenzio su una delle poltrone bordeaux. «Hai già scelto uno dei due, come futuro marito?» domandò lui.
Rimasi in silenzio, senza dare risposta. Avevo la testa sprofondata nel cuscino, il respiro era regolare, però sudavo per la paura. Per la scelta.
Dopo vari minuti di silenzio imbarazzante, mi alzai, dirigendomi verso camera mia. «Aspetta!» esclamò Brad, mentre, ero ormai a metà della scalinata. Però non mi fermai. Arrivara davanti alla porta della camera, me lo ritrovai davanti, senza che me ne accorgessi.
«Che vuoi?» chiesi brusca.
«Non scegliere lui.» sembrava disperato.
«Perchè? E poi chi ti ha detto che lo farò, potrei rimanere single a vita, senza scegliere nessuno dei due.» ci pensai su, senza dargli la possibilità di ribattere, almeno per un momento. «Anzi, perché rimanere a single a vita per farvi uno spregio? Potrei trovare il mio principe azzurro.» dissi con ribrezzo, pensando alle parole di..mio padre.
«Devi sceglierne uno di noi due, per forza.» affermò guardandomi con sguardo non più disperato come prima, ma sembrava quasi preoccupato. «Entro due..mesi.»
Rimasi in silenzio a fissarlo, mentre lui ricambiava, molto intensamente, facendomi arrossire, di nuovo. «Due, cosa?!» urlai. «Questo non me lo avevate detto! Anche se non mi avete detto nulla, a dir la verità.»
«Calmati.» disse serio.
«Ma dillo a tua sorella, di calmarsi!» non riuscivo a crederci.
«Io non ho una sorella.»
«Ma sei proprio scemo! Si chiama "ironia".» dissi facendo le virgolette con le dita. «Io non scelgo nessun dei due. Punto e basta. La questione finisce qui.»
Entrai in camera, sbattendo la porta, per poi chiuderla a chiave. Presi il cellulare senza pensarci due volte, composi il numero di Logan, dopo vari "bip", partì la segreteria telefonica. Grandioso, pensai.
Non avevo mangiato a pranzo, avevo una fame da lupi. Scesi in cucina a prepararmi un bel sandwich. Presi gli ingredienti: maionese, tonno, cipolla e un po' di Coca Cola, per buttare tutto giù. I due fratelli guastafeste non si erano fatti più vivi, e la cosa, per il momento, non mi dispiaceva. Finii di mangiare, e andai a fare un giro della casa per assicurarmi che non ci fosse nessuno.
Dopo poco, mi venne un colpo di genio: sarei andata nella mia vecchia casa. Volevo vedere a tutti i costi, se fosse vero che i miei genitori adottivi erano andati via. Non riuscivo ancora a crederci: dovevo vederlo con i miei stessi occhi.
Mi misi una felpa pesante, cappello di lana, jeans stretti, scarpe comode e partii. Non capii dove fossi per il primo chilometro e mezzo, poi vidi un cartello, dove dava indicazioni, notai che la mia vecchia città era a due chilometri da lì. In macchina sarebbe stata una passeggiata, ma a piedi, era troppo faticoso.
Camminai il più veloce possibile, sia perché avevo freddo sia perché avevo paura di un imminente apparizione di uno di quei due. Nel frattempo due macchine e una moto sfrecciarono nella direzione opposta alla mia.
Ero a metà strada, quando il mio cellulare squillò: Nathan.
«Pronto?»
«Dimmi che non sei te quella ragazza, che sta andando a piedi.»
Ci pensai su, poi dissi. «Certo che non sono io.» sbuffai, dando un po di enfasi.
«Dove sei allora?»
«A..casa! Sono al calduccio in camera mia, sai com'è, è inverno pieno!» esclamai nervosa. Ero nel panico. Accelerai il passo, con la mano che teneva il cellulare, mezza ghiacciata per il freddo.
«Allora passo da te okay?»
«No!» forse urlai un pò troppo. «Non mi sento tanto bene!» feci una risata isterica.
«Dove stai andando?»
«A casa mia, però non lo dire a nessuno, ti prego.» lo pregai.
«Ferma lì dove sei.»
Dopo pochi minuti, una moto nera, si fermò davanti a me. Il motociclista si tolse il casco, appena mi sistemai dietro Nathan e dopo essermi messa il casco, sfrecciò verso la mia vecchia casa.
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Vampire's Destiny
ParanormalEmily, una ragazza come tutte altre, sogna da sempre una storia da favola. Ma la realtà è molto diversa dai racconti: la sua ultima relazione è stato un totale disastro, Matthew, il suo ex, la trattava malissimo e lei impaurita, ha deciso di lasciar...
