Capitolo 13

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La sveglia. Ma chi cazzo l'aveva inventata? Un coglione, sicuramente. Aprii gli occhi e vidi che erano le 6:30. La presi e la scaraventai con forza addosso al muro, rompendola. Questo faceva intendere che non ero e non sarò mai una persona mattiniera, vampira o no.
Il silenzio invase la stanza, così chiusi gli occhi di nuovo. «In piedi dormigliona!»
«Brad, ma tu vuoi proprio essere ammazzato.» urlai con la faccia che affondava nel cuscino.
«La colazione è pronta.» disse Ethan entrando anche lui nella stanza.
«Ma che problemi avete?!» urlai. «Siete così da quando siete nati, o quando eravate piccoli i vostri genitori vi mandavano a giocare a mosca cieca in autostrada?» Ethan rise, mentre Brad, faceva l'offeso.
«E a te, ti davano da mangiare solo panna acida eh.»
«Stronzo.»
«Stronza.»
«Dai ragazzi, smettetela di fare i bambini piccoli. Oggi è il primo giorno di Emily, quindi Brad sei pronto?»
«Pronto per fare cosa?» domandai io.
Brad, mi prese in braccio stile sposa, Ethan, mi legò un pezzo di stoffa in torno agli occhi. «Ehi,» smanazzai. «che state facendo?»
Stavamo scendendo le scale, per lo meno Brad e Ethan lo stavano facendo. Sentii delle voci provenire dal salotto. Entrammo, Ethan mi tolse la benda, e un boato si alzò in tutta la stanza, c'erano un sacco di persone che non conoscevo, ma che erano entusiasta di vedermi. Nathan mi abbracciò, naturalmente, e anche le altre persone. «Chi sono?» domandai con un sussurro a Brad.
«Sono i tuoi nuovi compagni di classe.»
Alle sette ci dirigemmo tutti insieme verso la scuola, avevo fatto amicizia con quasi tutti i ragazzi e le ragazze. Durante il tragitto, Ethan mi diede da bere una bottiglia, con all'interno del succo rossastro, pensando che fosse mirtillo, lo ingoiai molto velocemente. Quando però, le mie papille gustative entrarono in contatto con quella bevanda, mi venne il volta stomaco: sangue. Per poco non vomitavo. Era buono, ma non me l'aspettavo.
«Su su non fare la schizzinosa.» esclamò divertito. Me ne diede un'altra e la finii in pochi secondi.
«Ma sono naturali i tuoi capelli? Questo castano chiaro, con questi colpi di luce naturali non se ne vede da molte parti.» mi disse Rebecca, una mia compagna di classe, aveva i capelli riccioli e rossi, erano belli, così ribattei: «Perché i tuoi?»

Arrivammo a scuola, ed era meravigliosa. Era tre volte quella in cui andavo una settimana fa, e anche quella non era grande, ma questa era da «WOW!»
Non esisteva una divisa all'interno di questa scuola, almeno così mi avevano detto. «Emily!» mi sentii chiamare, mentre passavo attraverso l'enorme cancello di ferro, con rifiniture d'oro. Mi voltai, ritrovandomi davanti Michael.
«Ciao!» lo salutai. Ero un po' in imbarazzo mi ero letteralmente dimenticata di lui. Però lui non sembrava essere infastidito dalla mia presenza. «Quindi anche te sei un va..» prima che potessi finire la frase, Brad mi prese per le spalle, portandomi all'interno di un cerchio di persone. Mi guardava con una certa superiorità e autorità. «Non tutti in questa scuola sono vampiri.» affermò sussurrandomi. «Quindi cerca di non rovinare tutto.»
«Potevi dirmelo prima, no?» gli domandai. «Come faccio a sapere chi è chi?»
«Tutti quelli con la borsa nera, sono esseri umani; quindi lo è anche Michael.» disse, facendomelo notare. Michael se ne era già andato con dei suoi amici. Dei ragazzi mi passarono accanto fissandomi, mentre osservavo la loro cartella: era nera e c'era una specie di serpente che stava stritolando una rosa bianca. «E quelli con la borsa rossa sono vampiri.» passai lo sguardo dalla borsa dello sconosciuto alla mia: rossa con un serpente che teneva tra i denti una rosa rossa.
Fantasia zero.
«Voi» iniziai riferendomi ai vampiri, ma poi mi corressi «Noi, non eravamo la razza avanzata? Potevamo fare una scuola a parte no? Le cose in grande volete fare.»esclamai; Rebecca mi diede ragione, pienamente.

Ero davanti al Preside della mia nuova scuola, quest'uomo metteva in soggezione. «Quindi sei tu Emily.» disse osservandomi attraverso quel paio d'occhiali, dalla montatura ovale. Lo faceva sembrare un gufo. Annuii. «Hai firmato tutto giù in segreteria vero?» annuii di nuovo. «Allora benvenuta, spero vivamente che tu ti trova a tuo agio qui.» disse infine, stringendomi la mano. Aveva i capelli grigi, una pancia che faceva invidia a un Panda Gigante e delle mani pelose peggio di un babbuino. Avrebbe fatto invidia ad uno zoo.
La segretaria, mi accompagnò davanti alla mia nuova classe, bussò due o tre volte alla porta. «Avanti.» sentimmo dire dall'interno. Aprì la porta dicendo, davanti a tutti: «Lei è la Signorina Hill. Spero seriamente che andrete d'accordo con lei. Arrivederci.» disse salutando il professore. A differenza del Preside questo professore era molto più giovane ed era più gentile, come primo impatto.
Mi sedetti accanto ad una ragazza bionda, che non conoscevo ancora, dato che non era venuta a casa di Ethan e Brad. Era una bella ragazza, occhi verdi, bellissimi. Avrei pagato milioni per essere come lei.
«Piacere, sono Emily.» dissi guardandola per poi sorriderli. Allungai la mano, in attesa della sua risposta. Lei con sorriso a civettuola, mi strinse la mano e poi si presentò: «Piacere, sono Isabelle. Sono la fidanzata di Brad.»

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