«Emily! Svegliati!» non ascoltai,naturalmente quella voce fastidiosa, che mi scuoteva dai miei pensieri. Ma, aspetta quando ero andata a letto? Non mi ricordavo nemmeno di esser tornata a casa e aver visto Brad e Ethan per la cena. Ma dov'ero stata? «Porca puttana, Emily! Ti ho detto di svegliarti.»
«Che palle che fai!» urlai alla persona che mi disturbava. Aprii gli occhi a fatica, trovandomi sei occhioni di vari colori, due a due. Avevo la vista appannata, poi dopo vari secondi, vidi i visi di queste tre persone. Mi ritrovai: Brad alla mia destra, Ethan alla sinistra, mentre Nathan era seduto sulla piccola panca alla fine del mio letto. «Come stai?» chiese Nathan.
«Bene, perché?»
«Dimmi che non gli hai detto che sei illegittima.» mi pregò Brad, osservandomi preoccupato. Feci di sì con la testa, mentre, nel frattempo, ripensavo agli avvenimenti successi quel pomeriggio. «Cosa?!» esclamò evidentemente scosso. «E cosa ti ha fatto? Cosa ti ha detto?»
Alzai le spalle, sfregandomi gli occhi, mentre cercavo di ricordare le parole: «Ha detto che non somiglio per niente a Mihaoc e che era sicuro che fossi figlia di Dracula.» Risi, perché sapevo che non era possibile, Dracula era morto un sacco di tempo fa, no? Io avevo solo sedici anni.
Brad si guardò intorno e disse:«Beh, se lo dice lui..» non che mi traumatizzasse a vita una cosa del genere, ma faceva il suo effetto. «Adesso, però,» proseguì con calma per poi alzare il volume della voce, cambiando argomento. «mi spieghi perché cazzo sei tornata a casa tua?!»
Non diedi risposta, rimanendo lì ferma immobile, nel letto ad osservarmi le mani. Brad era molto arrabbiato, ma non lo capivo.
Nathan, si alzò e venne a sedersi accanto a me sul letto per poi abbracciarmi. «Brad, smettila. Non lo vedi che è triste?» ribatté lui. Ethan, nel frattempo era andato al posto di Nathan, e mi osservava dal fondo del letto. «Hai fame?»
«Un po'.» risposi in sussurro.
Dopo essermi cambiata li raggiunsi a tavola. Mangiammo, io non riuscivo a pensare ad altro che alla festa per il mio compleanno e a mio padre. Il mio vero padre.
«Voi lo sapevate?» domandai a bassa voce.
«Di che parli?» domandò, immediatamente Brad.
«Di mio padre. Quello vero, se così si può dire.»
«Emily..» mi chiamò in un sussurro.
«Perché non me l'avete detto?» ero abbastanza arrabbiata, se non furiosa.
Cercarono di farmi calmare, ma peggiorarono solo la situazione.
«Parliamo di altro, ti va?» intervenne Ethan.
«Siete pazzi.» esclamai, per poi tornarmene in camera mia e chiudere la porta. Non volevo vedere nessuno.
Il mio cellulare segnava l'una e un quarto del pomeriggio. Chiamai Logan, ma non rispose. Decisi così di chiamare Michael per farmi dire se sapesse qualcosa riguardo a Logan.
«Pronto?»
«Ciao, bellezza!» esclamò euforico.
«Hai più sentito Logan? Lo provo a chiamare da ieri, ma non risponde.»
«Certo, è qui. A casa mia. Adesso è in bagno, se vuoi puoi venirlo a trovare.»
«Davvero?!» urlai. «Grazie mille.» mi feci dare l'indirizzo, mi misi le scarpe e uscii senza dire nulla a nessuno. Loro non erano nessuno per me.
«Avanti.» mi aprì la porta Michael, felice di vedermi. «Benvenuta a casa mia.»
Me la mostrò tutta con euforia, per poi portarmi in camera sua. Era semplice e molto ordinata.
«Coglione!» era la voce di Logan che proveniva dal bagno. «È finita la carta igienica!»
Michael gliela diede, mentre lo attesi sul suo letto. Ero emozionata all'idea di vederlo. Mi era mancato un sacco.
Oltrepassò la porta, mentre si sistemava un ciuffo ribelle. Appena lo vidi, le lacrime uscirono senza fermarsi un attimo. Mi abbracciò come mai aveva fatto.
Chiacchierammo, per molto tempo. «Che scuola fai, ora? Ho saputo che l'hai cambiata.» mi domandò Logan. Non potevo dire neanche a lui che ero un vampiro, riflettei.
«Si! Adesso viene a scuola con me.» ribatté al posto mio, Michael, sempre più euforico. «Però è nella parte Speciale.» continuò. Forse, con «parte Speciale», intendeva quelli con la rosa rossa. «Eh si. Lei è al piano di sopra, quello per persone molto più importanti.» Logan iniziò a fissarmi, mentre rifletteva su qualcosa. Riuscivo a vedere il meccanismo del cervello che girava e girava.
«Michael, vai a prendere qualcosa da mangiare.» Micheal annuì.
«Faccio un salto al supermercato, ci metterò pochissimo.» si alzò, scendendo le scale molto velocemente.
«Che succede?» domandai a Logan, che non aveva smesso di fissarmi, neanche per un istante.
«Quindi sei un vampiro..» rifletté ad alta voce. Mi venne un tuffo al cuore, al sentir pronunciare quelle parole da lui.
«Si..» sussurrai. «Anche tu sei un vampiro?» domandai.
Si avvicinò pericolosamente al mio viso, mi ritrovai con le spalle al muro. Cercai di togliermelo di dosso, ma era più grande di me. «No..» mi sussurrò nell'orecchio. Senza accorgermene, mi ritrovai distesa sul letto, con lui sopra. Mi teneva i polsi con la mano sinistra e con la destra stringeva un pugnale. Il pugnale lo avvicinò al mio collo. Iniziai a sudare freddo. «Che fai?!» domandai con un urlo attutito.
«Il mio lavoro.»
«Che vuol dire questo?!» cercavo di liberarmi, ma quando mi muovevo, entravo in contatto con il pugnale che mi provocava un dolore acuto e mi trasmetteva delle scariche elettriche. «Mi fai male..» sussurrai in preda al panico.
«Mi dispiace Emily. Devo prendere il tuo sangue, devo.. farlo. Sei una minaccia per tutti noi.» vidi che alzava la mano con il pugnale, e lo puntava sopra il mio cuore. Le lacrime iniziarono a scendere, senza fermarsi neanche un secondo. Ero pronta a morire, aspettavo solo il momento giusto. La mia vita era cambiata, era stata stravolta letteralmente, e non ne ero contenta. Sorrisi fissando il mio adorato amico. «Ti voglio bene.» era la verità, non potevo non volergliene, era sempre stato accanto a me. Forse anche quello faceva parte del suo dovere.
«Perché? Cazzo ti sto per uccidere.» urlò, ma io non risposi, aspettando che lui finisse ciò che doveva fare.
Improvvisamente si fermò: «Aspetta che giorno è oggi?» si voltò e vide il calendario di Michael attaccato al muro: segnava il quattordici. «Domani è il tuo compleanno..» sussurrò guardandomi.
Sorridevo, non riuscivo a fare altro mentre il pugnala lanciava scariche elettriche. Chiusi gli occhi.
«Emily, cazzo. Devo ucciderti, non per mio volere ma i cacciatori, sanno che se non lo faccio adesso tu sarai una minaccia per noi. Ti ho voluto bene, ma per me è sempre stata finzione. Non..puoi capire cosa ho sopportato per stare con te. Eri così felice quando mi vedevi, facendomi sentire in colpa.» si fermò un secondo per fissarmi negli occhi e sorridere amaramente, perso nei ricordi. «Li dovrò portare il tuo sangue.» questa parte di lui era nuova per me, mi faceva paura. «Ti ucciderò il più velocemente possibile okay?» si contraddiceva da solo, mentre io mi contraevo sotto di lui dal dolore. «Cazzo, stai ferma.» strinse i polsi, facendomi male. «Almeno, mi sono divertito con te, ho trascorso dei momenti, peggiori.» ghignò. «Il veleno su questo pugnale è molto doloroso per i vampiri.» quasi sputo l'ultima parola, con fare disgustato.
Senza farmi nemmeno ribattere alzò la mano sopra il mio cuore, ma mi spostai e il pugnale intriso di veleno si conficcò sulla clavicola.
Tutto successe in poco più di dieci secondi, e furono i dieci secondi più lunghi della mia vita. Quando entrai in contatto con il pugnale, dalla mia gola uscì un urlo attutito. Iniziai a tremare, conficcandomi le unghie nei palmi. Le lacrime non la smettevano di uscire e dei piccoli gridolini erano sempre pronti ad uscire. Sentivo il sangue sgorgare dalla clavicola. Lo sguardo era appannato e sentivo la gola sempre più secca. Era la fine.
In lontananza sentii dei rumori al piano di sotto, ma sembravano così lontani e privi di senso.
Sentii Logan, irrigidirsi sopra di me, sussurrando: «Cazzo.»
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Vampire's Destiny
FantastiqueEmily, una ragazza come tutte altre, sogna da sempre una storia da favola. Ma la realtà è molto diversa dai racconti: la sua ultima relazione è stato un totale disastro, Matthew, il suo ex, la trattava malissimo e lei impaurita, ha deciso di lasciar...
