La macchina faceva troppo rumore, la pioggerella che stava scendendo faceva troppo rumore. Era tutto troppo rumoroso. Ma adesso basta, la dolce ragazza si era stufata di fare sempre la vittima. Mi ero già ripromessa di non farmi addolcire da Brad e da altre cose, ma questa volta, non succederà più. Cercai di farmi forza, ero un vampiro, cazzo! Volevo far sapere a tutti chi era veramente la figlia di Dracula.
«Brad.» lo chiamai, sicura di me, mentre entravamo in casa. «Addestratemi, tu e Ethan. Dovete insegnarmi tutto quello di cui sono capaci i vampiri.»
«Ma..» iniziò lui.
«Niente ma, sono stufa di farmi sempre aiutare, sono la figlia di Dracula, devo farmi valere.»
«Ha ragione.» mi assecondò Ethan, uscendo da dietro una colonna, rivolgendosi al fratello. «Deve sapersi proteggere da sola. Vuoi iniziare subito?» domandò lui, adesso rivolto a me.
«Si.» e iniziammo.
Ogni mattina, mi svegliavo alle cinque e andavo a correre, avevo scoperto una palestra in casa Badescu, e la usavo per gli esercizi. Quando correvo, utilizzavo i miei poteri e riuscivo a fare dieci chilometri in cinque secondi, se non di più. Quando andavo in palestra, facevo addominali su addominali, corsetta sul posto, flessioni, corsetta sul posto, e mi allenavo a tiro con l'arco e con vari coltelli di diverse misure, e poi, sempre la solita corsetta sul posto. Mi allenavo anche a ipnotizzare le persone, lo facevo con delle piccole lucertoline, ma ancora non ero del tutto perfetta e mi sentivo in colpa, per le lucertole.
Era passata una settimana, da questa mia nuova routine e mi ero quasi abituata del tutto. Brad, non era molto contento. Ethan, invece, era strafelice. Non parlavo molto con nessun dei due, e nemmeno a scuola.
«Principessa, la colazione.» mi chiamò il maggiordomo.
«Arrivo, grazie.» feci una doccia veloce e mi catapultai giù in sala da pranzo per mettere qualcosa sotto i denti. Mangiai e corsi a vestirmi per la scuola, mentre sorseggiavo una sacca di sangue. Chiunque mi avesse visto avrebbe pensato che fosse cibo per austronauti.
«Compito a sorpresa.» mi sussurrò Ethan, prima di salire in macchina.
«Non puoi farlo!» esclamai io.
«Si che posso.» affermò sorridendomi. «Sono il professore.» Mentre raggiungevamo la scuola, io e Brad, studiammo in macchina. Lo dissi anche a Rebecca e, anche lei, fece lo stesso. Studiammo fino all'ultimo secondo, quando Ethan entrò in classe ero nel panico, mi ero dimenticata l'ultimo paragrafo, ed era forse quello più importante di tutti. «Buongiorno ragazzi!» salutò. Le ragazze lo fissavano innamorate, mentre io e Rebecca, continuavamo a ripassare il più velocemente possibile. «Oggi..» iniziò a dire. Non avrei mai fatto in tempo. «Inizieremo il prossimo capitolo.»
«Cosa?!» esclamai io, alzandomi, diventando il centro dell'attenzione. Bastardo. Lo aveva fatto apposta.
«Dica, signorina Dracula.»
«Niente..» sussurrai sedendomi di nuovo. Una risatina si alzò dalla classe, ma si zittirono, quando Ethan, li richiamò.
Rebecca sapeva tutto, dell'aggressione e mi era stata accanto. «Stasera andiamo a mangiare a cena fuori. Vuoi venire?» domandò Rebecca, annuii senza nemmeno pensarci.
La lezione passò più lentamente del dovuto. E anche la scuola terminò troppo lentamente. Avevo un brutto presentimento. Il pomeriggio lo passai ad allenarmi, poi mi preparai, per la cena di stasera. Indossai un paio di jeans scuri, con degli stivali, dove dentro, misi un coltello che ormai portavo sempre con me. Mi misi un copri spalle, un cappello di lana e una borsetta a tracolla. Uscii salutando Ethan. Brad non era in casa, sarà stato con qualche troia. Poteva fare quel che voleva, non mi interessava più.
«Buon appetito.» esclamammo tutti insieme, prima di azzannare il piatto di carne, naturalmente al sangue, sotto di noi. Stasera c'era Nathan, Brad (anche se ne facevo a meno), Antony, Rebecca e altri ragazzi e ragazze, che non conoscevo e non ci tenevo nemmeno a farlo. Una di quelle ragazzine, stava appiccicata a Brad, non erano vampiri loro, ma forse potevo metterli un pò di paura, a lei e alle sue amichette. «Quanto sei forte!» esclamò lei, mentre lui stava mangiando. Feci una risatina, ma mi sentirono quasi tutti. Anche Rebecca, rise. Era così stupida quella bimba. «Che ridi?» chiese a me, e io continuai ancora più forte. «Non hai le palle per dirlo eh.» disse scontrosa lei, ancora rivolta verso di me.
«Quanto sei stupida, tesoro.» la affrontai io. «Non sai contro chi ti stai mettendo.» sibilai.
«Sembri una tipa tutta rossetto e smalto, tesoro, e poi..» si fermò, quando iniziai a fissarla, pronta per ipnotizzare. Le sue amiche non si erano accorte di nulla perché stavano parlando con gli altri, mentre il nostro gruppetto ci stava osservando vigilmente. «Fa silenzio.» dissi io. «E fallo respirare poverino.» dissi scherzando. O quasi.
Lei lo fece. Rebecca, Nathan e Antony, mi fecero i complimenti, mentre Brad mi fissava. Io continuai a mangiare in silenzio.
«Scordati quello che ti ha detto.» sussurrò, eliminando l'ipnosi. Lei tornò pimpante come prima, e sorrise rivolta a lui.
Poi, si baciarono. O meglio, lui la baciò proprio davanti ai miei occhi. Un dolore abbastanza forte pervase il mio cuore che ormai batteva a metà, per la trasformazione. Come poteva? Lui.. stronzo. Ma il problema, era che mi meravigliavo e lui non dimostrava mai dei miglioramenti, anzi mi faceva stare dieci volte peggio. Sentii Nathan stringermi il ginocchio, e Rebecca la coscia, come per risvegliarmi. Calmati, mi dissi. Non dovevo stare male per uno così.
Continuarono per cinque minuti buoni, smisero solo, quando Antony, tossì, apposta.
«Dove andiamo ora?» domandò la gatta morta accanto a Brad.
Te, a fanculo.
Emily, calmati. Fai respiri profondi. Inspira. Espira. Io l'ammazzo.
«Possiamo andare al Luna Park.» propose Nathan, prendendomi sottobraccio.
«Voi due siete fidanzati?» domandò la solita gatta morta, osservando me e Nathan.
«No.» rispondemmo entrambi. «Siamo amici.»
«Vi comportate come se lo foste.» ribatté lei. Voleva la guerra la troietta? Ha trovato pane per i suoi denti.
«Anche te ti comporti da santarellina, eppure non lo sei.» rimase a bocca aperta, guardando me e poi guardando Brad, aspettando che intervenisse per salvarla. Ma rimasi in silenzio. «Mai giudicare un libro dalla copertina. Lo dico sempre. Ma con te, tesoro, non c'è nemmeno bisogno di sfogliarlo il libro, è già tutto scritto nella trama.» Nathan cercò di coprire la risata con una finta tosse, ma non gli riuscì molto bene.
1 a 0 troia.
Tornammo a casa in silenzio. Brad non disse nulla per tutto il tragitto, e nemmeno io. «Emily,» mi sentii chiamare da Ethan. «possiamo parlare?» domandò lui. Annuii, lasciando Brad in salotto, mentre io seguivo Ethan, verso camera sua. Non l'avevo mai vista a pensarci bene.
Si accomodò su una poltrona, mentre io mi sedetti sul letto, dato che, in quell'enorme stanza, non c'era un posto in cui sedersi. Tranne quella poltrona e il letto. Era veramente bella, però era cupa. Si poteva intuire a occhi chiusi che quella era una stanza di un vampiro. Troppo buia.
«Vi siete divertiti stasera?» domandò. Non aveva acceso la luce, quindi c'era solo la luna ad illuminare la stanza. Annuii, continuando a studiare l'ambiente intorno a me.
«Voglio parlarne chiaramente con te.» affermò serio.
«Che è successo?» domandai preoccupata.
«Non ho voluto, almeno fino ad ora, parlare del fatto che tu abbia scelto mio fratello, quando Malcolm, alla cena del tuo compleanno, te lo ha domandato.» mi sentii in colpa, immediatamente. Però erano veri i sentimenti che provavo per lui, e Ethan non si era nemmeno sforzato di conoscermi, come io con lui. «So anche cosa ti è successo e del perché tu abbia iniziato ad allenarti, e mi dispiace. Però volevo almeno invitarti a cena fuori, così per conoscerci. Una serata tutta per noi.» non capivo dove fosse il trabocchetto, però era gentile, almeno in quel momento.
«Affare fatto.»
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Vampire's Destiny
ParanormalEmily, una ragazza come tutte altre, sogna da sempre una storia da favola. Ma la realtà è molto diversa dai racconti: la sua ultima relazione è stato un totale disastro, Matthew, il suo ex, la trattava malissimo e lei impaurita, ha deciso di lasciar...
