Ebbi tutta la notte per pensare e ripensare alla mia vita, prima di venire alla scoperta di quest'altra vita, che, praticamente, tutti mi avevano tenuto nascosto. Era ancora presto, almeno prima che William si potesse svegliare; erano appena le 9:30. Le due guardie, erano entrate a controllare che fosse tutto apposto. Ripensai e ripensai, e poi mi venne in mente che io, William, lo avevo già visto. E mi aveva detto anche il suo nome. Era quella sera in discoteca, dopo che Brad mi aveva baciato, io mi ero baciata con un certo William..era lui.
Al solo pensiero per poco non vomitai.
La domanda che mi tartassava, era una e una sola: Perché a me?
Naturalmente c'erano altre domande, ma questa superava tutte, ed era l'unica a cui non avrei mai dato una risposta concreta. Mai.
Le palpebre erano pesanti e avevo fame, alla mia festa non avevo quasi mangiato nulla. «Tutto apposto?» domandò la guardia con i capelli neri, entrando di nuovo nella stanza.
«Toglietemi le catene.» sussurrai io. Senza nemmeno rispondermi, mi fece un sorriso di scuse e se ne andò, chiudendo la porta. I polsi, non li sentivo più, come se non ce l'avessi mai avuti. L'unico motivo per cui, mi ricordavo che avevo ancora le mani era il sangue che usciva da sotto le manette, macchiandomi le gambe, braccia e anche il lenzuolo. Avevo pianto tutta la notte, a parte pensare e piangere non potevo fare altro.
Perché? Perché non potevo essere una normale studentessa del liceo? Non volevo nemmeno essere popolare, mi bastava avere un'amica, che mi volesse veramente bene. Una, nulla di più. E rivolevo indietro la mia famiglia. Dracula e mia madre, chi li conosceva? Erano morti e sepolti. E poi come potevano esistere i vampiri. I vampiri erano creature fantastiche, sono state inventate per far dormire i bambini. Era tutto così surreale.
La testa scoppiava, sentivo rimbombare il mio battito cardiaco nelle tempie, ed era molto doloroso.
«Ehi.» disse lui, salutandomi.
«Oi.» ribattei io, non guardandolo negli occhi.
«Dormito bene?» Feci di no con la testa, era diventato difficile anche parlare. «Come mai?» Alzai le spalle. Dopo poco, vide i miei polsi. «Non dovrebbero fare così tanto.» iniziai a guardarmeli anche io. Si poteva intravedere la carne rossa, lacerata sia per il contatto con le manette, sia per le scariche elettriche. «Vuoi toglierle?» annuii, lentamente. «Promettimi di non scappare, però.»
«Se non scappo, tu mi farai del male..» sussurrai, a bassa voce per il dolore. Avevo la voce roca, una voce che non mi apparteneva.
«Cercherò di fartelo il meno possibile, però se scappi, non potrò non fartelo.» annuii di nuovo. Si avvicinò a me, esitando. Mi tolse le manette, prima dalle caviglie e poi dai polsi. Appena lo fece il sangue iniziò a uscire a fiotti. Iniziai a vedere appannato, sentendomi svenire. Chiamò i due tirapiedi, e portarono con loro il kit medico, fasciandomi i punti in cui sanguinavo. Vidi, William alzarsi, e mettersi una mano, per tapparsi il naso. Appena ebbero finito, li fece uscire. «C'è odore del tuo sangue. E sembra squisito.» disse annusando l'aria, dopo essersi tolto la mano sul naso. Si avvicinò, e notai che aveva i canini già perfettamente usciti. «Non berrai il mio sangue.» dissi sicura, ancora con un po' di sguardo appannato.
«Solo un'assaggino.»
Prima che potessi fermarlo, prese i polsi, facendomi urlare di dolore. Le lacrime, senza preavviso uscirono. Senza neanche accorgermene ero distesa sul letto, con le sue zanne nel collo. Faceva male. Inizia a chiamare Brad, normalmente.
Brad. Brad! Brad, aiuto. Lo chiamai mentalmente. Ansimavo, dal dolore. Prima che potessi, chiudere gli occhi, per la mancanza di sangue, sentii una voce, tipo un sussurro.
Emily, ti troverò. Lo giuro.
Era Brad.
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Vampire's Destiny
ParanormalEmily, una ragazza come tutte altre, sogna da sempre una storia da favola. Ma la realtà è molto diversa dai racconti: la sua ultima relazione è stato un totale disastro, Matthew, il suo ex, la trattava malissimo e lei impaurita, ha deciso di lasciar...
