Capitolo 26

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Ci fermiamo un attimo a guardarci intorno, entrambe leggermente indecise su cosa indossare. Abbiamo davanti diverse opzioni, tutte incredibilmente belle, ma non ancora la certezza di cosa metterci per la serata.

Eleonor, ancora avvolta nel mio accappatoio, osserva i vestiti che ho appeso sullo schienale della sedia. Io tengo in mano una collana di Tiffany, indecisa se abbinarla all'abito blu o all'altro che sto considerando.

"Il vestito nero è davvero stupendo," dice Eleonor, sedendosi sul bordo del letto e accarezzando il tessuto setoso del capo di Balmain che mi ha appena consigliato. "Ma anche l'abito di Alexandre Vauthier è perfetto per una serata in discoteca."

"Lo so," rispondo con un sorriso leggermente incerto, "sono bellissimi entrambi, e non so davvero quale scegliere."

Eleonor si morde il labbro, poi si alza e si dirige verso lo specchio a figura intera. "Provali entrambi," suggerisce. "Vediamo come ti stanno, e poi decidiamo."

Annuendo, prendo l'abito nero e mi dirigo verso il bagno per indossarlo. Quando esco, vedo Eleonor che si sta avvicinando al guardaroba, osservando un po' dubbiosa i suoi vestiti.

"Che ne pensi?" le chiedo, girandomi su me stessa. Il tessuto si muove leggermente, scintillando sotto la luce soffusa della stanza.

Eleonor mi osserva per un attimo, poi sorride. "È perfetto, ti sta da favola."

Faccio un giro su me stessa, cercando di valutare come mi sento nell'abito. "Forse hai ragione," dico, ma non riesco a togliermi dalla testa anche l'altro vestito.

"Prova anche l'altro," mi incoraggia lei, sedendosi di nuovo sul letto. "Così non avrai rimpianti."

Prendo il vestito di Alexandre Vauthier e torno nel bagno per cambiarlo. Appena indossato, mi sento immediatamente diversa: più sicura, più pronta a conquistare la serata. Esco e mi presento davanti a Eleonor, che mi guarda con occhi brillanti.

"Wow," dice con un tono deciso, "questo è quello giusto. Non c'è dubbio."

Mi giro di nuovo davanti allo specchio, osservando come il tessuto riflette la luce in modo spettacolare. "Sì, penso proprio che questo sia il vestito giusto."

Torno in bagno, mi tolgo con cura il vestito, cercando di non sgualcirlo, e lo appendo su una gruccia che poi sistemo sull’anta aperta dell’armadio una volta tornata nella cabina armadio.

Mi giro verso Eleonor, che è seduta su una poltroncina, ancora indecisa tra due opzioni: il completo e l'abito firmato Versace. La vedo esitare, gli occhi che vagano tra i due capi, cercando di immaginare quale sia il migliore per la serata.

“Ele, io proverei il completo,” le suggerisco. “È diverso dal solito, ti dà un’aria sofisticata. E con i tuoi capelli, secondo me, sarebbe perfetto.”

Lei riflette per un momento, poi annuisce. “Hai ragione, lo provo subito,” dice, prendendo il completo e dirigendosi verso il bagno.

Mentre lei è in bagno, mi siedo su una poltrona e la mia mente inizia a vagare. Lo sguardo mi cade su una felpa che Anderson mi aveva prestato qualche giorno fa, quando non avevo un ricambio.

Mentre ripenso a questo, la mia mente torna alla sera precedente. Anderson è venuto a casa mia per parlare.

Dovevamo chiarirci, mettere fine a quei messaggi e a quel minacce che ci scambiavamo. A un certo punto, ci siamo avvicinati troppo i nostri occhi si erano incrociati e le distanze si erano ridotte pericolosamente, mi ero trovata a pochi centimetri dalle sue labbra, con il cuore che batteva forte.

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