La sensazione di malessere non mi ha mai lasciata durante la notte. Il ricordo di quello che mi ha detto Travor continua a ripetersi nella mia testa, impedendomi di riposare.
"Mi dispiace, scricciolo." Perché lo ha detto?
Mi giro e rigiro tra le lenzuola, ma è inutile. Non avrò risposta e non troverò pace. Apro gli occhi, lasciandomi invadere dalla luce del sole che entra prepotente dalla finestra.
Cosa dovrei fare? Come dovrei comportarmi adesso? Avevo smesso di pormi domande su di lui, mi ero costretta a non pensarci più. Eppure ora eccomi qui, a rimuginare su ogni sua parola, su ogni suo gesto, come se avessero ancora un senso.
Mi alzo con un sospiro e apro le ante dell'armadio. Affondo la mano sul fondo, tra vecchi maglioni e scatole dimenticate, fino a sfiorare il pacchetto blu elettrico. Lo tiro fuori con esitazione, rigirandolo tra le dita. Il suo regalo. L'avevo comprato prima che mi lasciasse senza una spiegazione. All'interno c'è un braccialetto argentato, con una placca su cui è incisa la frase: "My sun and stars".
Che stupida! Uno stupido regalo che non ha più alcun valore, se non quello di ricordarmi quanto sia stata cieca. Forse dovrei darglielo lo stesso? Lasciarglielo da qualche parte in modo che sappia sia opera mia, ma senza specificarlo. E se mi credesse patetica?
È escluso. Mi rifiuto di espormi ancora, di ridicolizzarmi per qualcuno che ha già fatto la sua scelta. Stringo il pacchetto, poi lo rimetto esattamente dove l'ho trovato. Chiudo le ante con un gesto deciso. Lascerò le cose come stanno.
Ho bisogno di normalità e sicurezza, perciò mi rifugio nell'unico posto sicuro che conosco: la bilancia. Oggi il mio peso segna 45 kg esatti. Osservo il numero, immobile. Per un attimo ho trattenuto il respiro per la paura di vederne uno più alto.
Sto dimagrendo, il che significa che sto facendo abbastanza. Tutta l'attività fisica che svolgo durante il giorno - e certe volte anche di notte - sta dando i suoi frutti.
Stringo i lacci delle scarpe da ginnastica con forza, assicurandomi che siano ben stretti. Indosso una felpa sopra la maglietta perché so già che, nonostante il movimento, avrò comunque freddo. Respiro profondamente, riempiendo i polmoni d'aria, ed esco.
Corro come d'abitudine. Non mi importa se si gela, ogni passo è una distrazione dai pensieri che mi tormentano.
Le strade brulicano di gente, il Natale è alle porte e tutti sembrano avere qualcosa da fare, un posto in cui andare. Io no. Mi limito a osservare il caos che mi scorre accanto. Persone che si affrettano a comprare gli ultimi regali, sbuffando per la folla e rimpiangendo di non averci pensato prima. Alcuni camminano con le sporte piene, soddisfatti; altri escono dai negozi a mani vuote, senza aver trovato nulla di interessante.
Io invece corro. Corro perché non voglio fermarmi. Corro perché l'unico modo per non pensare è lasciare che il fiato si spezzi prima della mia mente.
Mi fermo bruscamente riconoscendo due persone alla fine della via. Il cuore, che un attimo prima stava battendo talmente forte da uscirmi dal petto, ora pare arrestarsi completamente. Grace e Travor. Sono immersi in una conversazione tesa. Lui è più alto di qualche spanna e la sovrasta, ma lei non sembra intimorita; tutt'altro, vuole avere il controllo.
Cosa dovrei fare? Dovrei andarmene. Fare finta di non averli visti e continuare il mio percorso, lasciandomeli alle spalle. So che origliare è sbagliato e probabilmente mi farei solo del male, ma d'altra parte sono curiosa di sentire di cosa parlano quando sono lontani da orecchie indiscrete. Devo sapere cosa ci trova in lei. Devo avere la certezza che Grace, in fondo, sia una bella persona, perché l'alternativa è credere che Travor non sia mai stato il ragazzo buono e premuroso che ho conosciuto, ma uno simile a lei.
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Ricominciare da me
Romance‼️ Storia in revisione con editor, questa è solo la prima bozza grezza, stanno cambiando molte cose‼️ Selene non si è mai piaciuta e i suoi genitori non hanno mai mancato di farle notare tutto quello che non andava bene in lei. Selene da qualche tem...
