Devo essermi addormentata con la chiamata di Travor ancora attiva, perché al mio risveglio trovo un suo messaggio: "Buonanotte. Tutti sembrano più sereni quando si perdono nel mondo dei sogni. Mi piace credere che sia così anche per te. Te lo auguro."
Mi tocco il volto dove campeggia un sorriso da ebete.
Le feste con i miei, senza Maddison, mi fanno star male a livelli preoccupanti. Quando ero una ragazza viva, ancora intera, il Natale si festeggiava a casa, in famiglia. Mamma e Maddison cucinavano assieme un primo, un secondo e persino il dolce. Il profumo che c'era fra le pareti era il presagio di una giornata tranquilla e spensierata.
La tavola non è mai stata affollata. I nonni di mamma non li conoscevo, erano morti da tanto tempo. I genitori di mio padre invece abitavano lontani per aver voglia di venirci a trovare. Ma questo non ha mai pesato sul clima che si respirava durante le festività. Eravamo noi quattro e bastava. Ero ingenua e ogni anno guardavo la mia famiglia sentendomi grata, credevo che sarebbe rimasto tutto esattamente così, per sempre: i piatti buoni che mamma tirava fuori solo per Natale, papà che si impegnava a non mangiare ogni cosa prima che fosse portata a tavola, Maddison che cantava a squarciagola.
È morta.
Lo scorso Natale ho mangiato sulla scrivania della mia camera. I miei genitori non volevano vedermi e l'atmosfera era tutt'altro che natalizia. Nemmeno una decorazione ornava la porta o la cucina, non avevamo nemmeno un albero di Natale. Il 25 dicembre è trascorso fra pianti e ricordi di momenti felici, fra la voglia di mollare tutto e quella di trovare un appiglio.
Ma stamattina... stamattina qualcosa è cambiato. Ovviamente mi manca come l'aria, ma la necessità di distruggermi è scesa dalle priorità.
Saltello sugli scalini, ignorando lo stomaco vuoto che brontola e fa male.
«Buongiorno, vieni a fare colazione con noi?» Mamma è in fondo al corridoio, ancora in pigiama, con un sorriso stanco che cerca di nascondere la preoccupazione di un rifiuto. È in attesa, spera che faccia quel passo verso di lei.
Sono tentata di andarle in contro, accantonare le divergenze e fingere che possiamo essere una famiglia intera. Sto quasi per pronunciare le paroline che le farebbero brillare gli occhi, migliorandole la giornata: «sì, mamma, vengo», ma mio padre si intromette.
«A pranzo tu resterai con noi e mangerai come una persona normale, intesi?» La favola si sgretola. «Mi sono rotto le palle dei tuoi problemi. È Natale, e a Natale si sta insieme. Altrimenti, puoi scordarti di questa casa. Se esci, non rientri più, capito?»
Durante il discorso si è avvicinato parecchio e mi punta un dito contro. Annuisco solamente, tentando di non apparire fragile e intimorita. Dentro sto tremando.
«Voce, prego.»
Ingoio il nodo in gola. «Ho capito, papà.»
«Ottimo. Allora possiamo cominciare questa splendida giornata con una colazione degna.» No. Ti prego no. «Selene, siediti. Curerò io quello che ti sta capitando. Una bella dose di pancake è quello che ci vuole.»
Si risolve tutto mangiando vero?
Il piatto con tre pancake non si fa attendere, sopra di essi cola del disgustoso e viscido sciroppo d'acero. L'odore dolciastro mi dà la nausea.
Lui mi osserva. È calmo, con un sorriso strano in volto, a tratti sinistro.
Con mano tremante afferro la forchetta a lato del piatto e comincio a tagliare in piccoli pezzi il tutto. So come andrà a finire se mi rifiuto.
Non ho la forza di alzare lo sguardo dal mio lavoro minuzioso, le loro facce riesco ad immaginarmele benissimo nella mente. Cerco di togliere la salsa per quanto riesco, prima di metterne in bocca un poco, stando attenta a masticare innumerevoli volte. La gola non collabora, si rifiuta di deglutire cibo solido, ma con l'aiuto della lingua spingo giù l'ammasso di calorie. Ripeto l'azione per il resto che ho nel piatto, provando un senso di nausea inarrestabile.
STAI LEGGENDO
Ricominciare da me
Romance‼️ Storia in revisione con editor, questa è solo la prima bozza grezza, stanno cambiando molte cose‼️ Selene non si è mai piaciuta e i suoi genitori non hanno mai mancato di farle notare tutto quello che non andava bene in lei. Selene da qualche tem...
