«Stai bene?» La voce di Travor mi raggiunge ovattata, soffocata dal rimbombo delle parole di Grace che ancora mi alleggiano dentro. "Senso di giustizia" ... cosa voleva dire?
Rispondo di si, o almeno mi sembra di averlo fatto.
Il bisogno di respirare aria diversa, lontana dal caos della festa e dal veleno di Grace, mi spinge ad allontanarmi. Attraverso la folla come se fossi in trance, sento i passi di Travor dietro di me. Quando ci fermiamo nel punto più isolato che riesco a trovare, mi volto di scatto. I battiti tamburellano nel petto, le mani mi tremano, ma non posso più ignorare quello che ho visto nei suoi occhi.
«L'espressione che avevi quando Arya le ha domandato di mia sorella...» la voce si spezza, mi obbligo a prendere fiato. «Tu sai qualcosa, vero? La guardavi in un modo che non riesco a dimenticare. Comprensivo quasi. Merito di sapere.» Devo sforzarmi per non lasciar uscire le parole che mi lacerano: era mia sorella. Ma sarebbe troppo pesante da pronunciare.
Travor è immobile davanti a me, le mani infilate nelle tasche dei jeans, lo sguardo inquieto. Il panico è lì, annidato nelle sue pupille, lo vedo.
«Quello che mi dirai non cambierà niente tra noi. Te lo prometto, ma ho bisogno di sapere. Ho bisogno di fare chiarezza.» Il labbro mi trema appena.
Si passa una mano tra i capelli, un gesto nervoso che lo tradisce. Sospira piano, ma le sue spalle continuano a rimanere rigide.
«Io volevo dirtelo.» Le sue parole sono un sussurro strozzato. «Credimi, Selene. L'avrei fatto, stavo solo aspettando il momento giusto. Tu eri così felice che non ce l'ho fatta...»
Sembra un segreto troppo grande da portare addosso, ogni sillaba grava su di lui. Ha paura. Paura della mia reazione.
«Un pomeriggio ero a casa di Grace. Voleva mostrarmi come trofeo alle sue amiche, quando fingevamo di stare assieme. Ridevano, scherzavano e io dovevo solo stare lì a recitare la mia parte. Poi, ad un certo punto, se ne sono andate tutte. Grace è scesa con loro per accompagnarle alla macchina, ed io sono rimasto da solo in camera sua.» Prende un respiro, preparandosi a quello che sta per dire. Ho il cuore in gola e non so cosa aspettarmi.
«Ho iniziato a curiosare in giro.» La voce gli si incrina leggermente. «Non per cattiveria, ma perché volevo capire. Grace è perfida all'apparenza, ma con me non lo è mai stata, e nemmeno con le sue amiche. Aveva tutto, eppure sembrava costantemente arrabbiata con il mondo. Soprattutto con te.» Stringo i pugni. Le unghie si conficcano nel palmo e non me ne accorgo nemmeno.
«La prima cosa che mi ha detto dopo che ho accettato quell'assurdo accordo per lasciarti in pace è stata una frase strana. La ricordo ancora parola per parola: "sarai il mio finto fidanzato. Davanti a tutti farai il carino, poi puoi anche detestarmi".» Perché? Se a lei non piaceva Travor, perché inscenare quel teatrino? Deve odiarmi davvero tanto... eppure anche questo è un mistero.
«Ero intestardito a trovare qualcosa che mi aiutasse a dare un senso a tutto questo. E alla fine l'ho trovata.» Travor solleva lo sguardo su di me, come se volesse assicurarsi che sia pronta a sentire. Un brivido freddo mi scorre lungo la schiena mentre lo vedo deglutire a vuoto, incerto su come proseguire.
«Una foto.»
Il mondo smette di girare. L'aria si fa pesante, quasi irrespirabile. Ogni fibra del mio corpo è tesa. Quello che sta per rivelare riguarda anche mia sorella, perciò, basta fare due più due...
«Era nascosta sotto il pc. Quando l'ho tirata fuori non capivo, ma poi ho riconosciuto i tratti di tua sorella. Si guardavano e sorridevano. Un sorriso sincero, naturale.» Ho già le lacrime agli occhi. Ma lui non ha ancora detto tutto.
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Ricominciare da me
Romance‼️ Storia in revisione con editor, questa è solo la prima bozza grezza, stanno cambiando molte cose‼️ Selene non si è mai piaciuta e i suoi genitori non hanno mai mancato di farle notare tutto quello che non andava bene in lei. Selene da qualche tem...
