Non riesco a togliermi di dosso la sensazione delle sue labbra a un respiro dalle mie. Al modo in cui si è avvicinata, alla tensione che ci avvolgeva, silenziosa e impossibile da ignorare.
Un attimo ancora, uno solo, e l'avrei baciata.
Ma la porta si è aperta e tutto si è spezzato.
Con Selene ogni cosa è intensa, vera, totalizzante, e forse questo mi spaventa.
Perché lei non è una ragazza qualunque: non fa chiasso per farsi notare, non cerca di piacere a tutti.
Selene somiglia a un luogo incantato, nascosto tra ombre e silenzi, che teme di essere trovato, ma che rivela la sua bellezza solo a chi sa guardare davvero, a chi è disposto a comprenderla senza farle male.
Ripenso al tremolio delle dita quando prendeva appunti, al rossore sulle sue guance dopo che siamo stati interrotti... tutto di lei mi rimane incastrato nel petto.
Non mi capita spesso di sentirmi così, di avere questa urgenza che preme per uscire. Bisogno di toccarla, sì, ma soprattutto di capirla. Di sapere a cosa pensa quando abbassa lo sguardo, quali immagini la catturano nei momenti di silenzio, cosa ha visto per diventare tanto brava a nascondersi.
E se solo me lo permettesse, resterei lì, nel punto esatto in cui le sue paure iniziano a sciogliersi. Perché io gliel'ho potuto leggere in viso sin dal primo istante: gli occhi sono lo specchio del dolore che si porta appresso. Una parte di lei soffre, ed è quella che nasconde a chiunque, persino alla sua migliore amica.
«Quindi? Mi stai ascoltando?» Danilo sbuffa.
Cazzo, mi sono distratto. «Ma sì, continua.»
Lui mi fissa assottigliando gli occhi. Okay, probabilmente non era la risposta giusta.
«Ti stavo dicendo che stasera dovremmo andare al Manhattan club. Devi smetterla di fare il vecchietto che se ne sta in casa a fare il babysitter. Meriti un po' di svago.»
La proposta è allettante, certo, ma... devo pensare a Mason. Lui ha bisogno di me, anche se non me lo dice.
«Passo.»
Mi sistemo meglio sul divano, abbandonando il joystick sul tavolino. La partita è in pausa da almeno dieci minuti e nemmeno ci avevo fatto caso. Che pessimo amico.
«Dai, Trav, è solo un locale. Due drink, musica e qualche ragazza carina. Non ti fa male uscire, ogni tanto.»
Sollevo appena le sopracciglia, girandomi verso di lui. «È solo che non mi va.»
«Non ti va mai», sbuffa imbronciato.
«Non è semplice, lo sai.»
Danilo si sporge in avanti, appoggiando gli avambracci sulle ginocchia. «So che sei preoccupato per tuo fratello, e lo capisco. Lo vedo dal modo in cui rifiuti qualsiasi uscita serale con la paura che Mason se ne vada in giro a fare cazzate. Ma sai una cosa? Le farà comunque. Con o senza di te. Troverà il modo e tu non puoi farci nulla. Non è compito tuo salvarlo.»
Abbasso lo sguardo, sentendo un nodo alla gola che sale sempre di più.
«Sacrificarti non è un buon modo per voler bene a qualcuno. Mason ha bisogno di un fratello, non di un'ombra che aspetta il momento della caduta.»
Non c'è rabbia nelle sue parole, solo consapevolezza e calma. Come ci riesce?
«E se succedesse qualcosa proprio mentre non ci sono?» Il panico torna a trovarmi ogni volta che ci penso, è più forte di me. Ho la costante convinzione di dover essere presente, di farmi carico di ogni cosa.
STAI LEGGENDO
Ricominciare da me
Romansa‼️ Storia in revisione con editor, questa è solo la prima bozza grezza, stanno cambiando molte cose‼️ Selene non si è mai piaciuta e i suoi genitori non hanno mai mancato di farle notare tutto quello che non andava bene in lei. Selene da qualche tem...
