40 - Selene

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Travor e Arya dovrebbero arrivare a momenti, e persino Grace mi ha scritto che sarebbe passata in giornata. Mai mi sarei aspettata tanto affetto, men che meno da Grace. Sono sollevata che ci siamo chiarite e che lei si sia svuotata di un peso tanto invalidante.

Questa mattina mi hanno permesso di alzarmi dal letto, per vedere se il mio corpo riusciva ancora a reggermi. Ho fatto forza sulle gambe, mi sono sollevata lentamente, quasi aspettandomi che cedessero sotto il mio peso. Ma non è successo. Non sono così magra, ma loro sono comunque preoccupati per me.

L'ansia mi serra la gola mentre aspetto i miei amici. E se fosse cambiato tutto? E se non mi riconoscessero più come la loro Selene? Saranno delusi? Vorranno ancora starmi accanto? Non posso sopportare l'idea che mi vedano come mi vedo io: vuota, pieni di disprezzo per me stessa.

Il ticchettio dell'orologio mi dà i nervi. Il tempo sembra non passare mai. E se non sapessi più come parlare con loro? E se non dovessi tornare mai la Selene che ero prima di tutto questo? Ho paura di scorgere nel loro sguardo qualcosa che non voglio affrontare. Ma non posso scappare.

Quando la porta si apre, il tempo si ferma. Travor e Arya si bloccano sulla soglia. Sembrano respinti da una barriera invisibile, probabilmente quella creata dalla mia sofferenza.




















Lui stringe la mano di lei. Chissà quanto avranno parlato di me in questi giorni. Chissà quante colpe si saranno addossati quando in realtà non ne hanno alcuna.

Arya mi cerca con lo sguardo e si avvicina a grandi passi, posizionandosi di fianco al letto.

«Ciao, scricciolo.» Il suono della sua voce mi arriva fin dentro le viscere. Travor è finalmente qui, ma invece che sentirmi sollevata, mi paralizzo. Ho paura di guardarlo. Ho paura di vedere nei suoi occhi la conferma di quello che la voce mi ripete incessantemente.

Lo hai deluso. Fai schifo. Si è presentato solo per fartelo sapere.

Abbasso le palpebre. Devo ricordarmi che questa voce non è mia amica, mi vuole vedere agonizzare finché di me non rimarrà che polvere.

Quando riapro gli occhi, Travor mi fissa. Ha il viso spento e mi strazia il cuore vederlo così. Se piange, se crolla, io mi spezzo con lui. Proprio come la volta in cui mi ha scoperto a vomitare a casa sua.

Poi mi accorgo di Arya. Le sue guance sono bagnate dalle lacrime. Piange in silenzio, le spalle tremano appena. Le gocce scivolano dalla sua maglia e finiscono sul pavimento. Troppe volte i suoi occhi sono diventati mare a causa mia.

Si asciuga in fretta la faccia, come non fosse mai successo. Si china su di me, mi circonda le guance con le mani e mi lascia un bacio sulla fronte.

«Sappi che io ti voglio bene e te ne vorrò sempre.» L'emozione le impedisce di scandire bene le parole, il magone in gola non se n'è andato. «Non importa quante cazzate farai ancora, puoi contare sul mio sostegno. Mi spiace di essermi concentrata solo su me stessa e aver ignorato il tuo dolore. Io voglio che tu resti. Voglio che continui a lottare e a vivere al mio fianco.» Sta tremando, ma va avanti, schiarendosi la gola.

Ricominciare da meLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora