9 - Selene

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Passo la mattinata a cercare di capire qualcosa degli appunti di matematica, ma quello su cui sono davvero preparata è la smorfia sulle labbra di Travor quando è concentrato, come si gratta la nuca con aria impacciata quando è nervoso, o il luccichio nei suoi occhi ogni volta che parla dei suoi fratelli. Sospiro, lasciando cadere la penna.

La verità è che da ieri sera non riesco a smettere di pensare a lui. Al suo braccio che sfiorava il mio, alla sua voce tranquilla che cercava di infondermi sicurezza.

C'è stato un attimo in cui ho desiderato chiudermi nel suo sogno. Abbandonare la realtà, spegnere il rumore del mondo e rifugiarmi con lui in quel luogo lontano. Volare con la fantasia non è mai stato il mio forte, sono una persona realista e alle volte fin troppo pessimista, ma ieri sera... l'ho fatto. Mi sono chiesta come sarebbe stato se ci fossimo trovati davvero lì, solo io e lui. Lontani dalle cose che fanno male. Da tutto quello che pesa.

E quando ha detto che la sua famiglia aveva bisogno di lui, ho visto una parte di me riflessa nelle sue parole. Anche io mi sento bloccata, incatenata a qualcosa che mi impedisce di essere felice.

Avrei voluto abbracciarlo forte, invece, gli ho promesso che un giorno sarebbe riuscito ad ascoltarsi e a dare importanza ai suoi sogni. Era una promessa rivolta a Travor che poi si è rivelata una speranza per me stessa.

Mi ha fatto bene uscire e parlare con lui, persino Arya mi ha lasciata respirare, senza starmi addosso come suo solito.

E Danilo... non lo conoscevo, se non per il breve incontro in corridoio, e mi ha messa subito a mio agio. Non mi ha trattata come se fossi fragile o strana, con occhi pieni di domande o compassione. Semplicemente parlava e scherzava, come se fosse la normalità essere seduti allo stesso tavolo e condividere una serata.

Sollevo il volto dalle pagine del quaderno, le sue fossette ancora impresse nella mia mente, e vedo lo schermo del telefono illuminarsi. È Arya ovviamente.

Arya: Serie tv e divano, ci stai?

Tu: Ma dici ora? Domani abbiamo la verifica, devo studiare.

Arya: Che noia! Non hai appreso nulla dal tuo tutor?

Fisso il libro di matematica aperto davanti a me. Le pagine sembrano urlarmi contro, con i loro numeri e formule che si mescolano in un caos incomprensibile. Gli appunti sparsi su tutta la scrivania danno il tocco in più per mandarmi fuori di testa.

Dovrei restare qui, concentrarmi, dare il massimo. È questo che voglio, no? Essere perfetta, la studentessa modello.

Digito sulla tastiera dell'iPhone un rifiuto deciso, per poi ritrovarmi a cancellarlo. La stanchezza mentale che provo supera le aspettative di chiunque, ho voglia di svagarmi per qualche ora, non cambierà la sorte del compito in classe.

Tu: E va bene, arrivo, ma decido io cosa guardare ;)

Arya: Affare fatto.


«Black Mirror non è poi così bello. Davvero non possiamo vedere altro?» Arya, a gambe incrociate sul divano, si sta lamentando da almeno tre episodi.

«Sempre meglio di quella schifezza con vampiri e licantropi.»

«Non posso credere che tu abbia davvero detto una cosa del genere!» Si porta una mano al cuore, offesa. All'improvviso mi arriva un cuscino sulla schiena, e quando mi volto, Arya ha ancora la mano alzata e l'espressione colpevole.

«Se volevi iniziare una guerra, bastava dirlo.»

In un attimo volano cuscini e grida per tutta la stanza, ci colpiamo in modo maldestro, ma cariche di una leggerezza che non ci apparteneva da tempo. Mi sembra di tornare la ragazzina di quindici anni, quando passavamo i pomeriggi a costruire capanne di coperte e a raccontarci segreti. Mi manca quella spensieratezza.

Ricominciare da meLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora