Le parole che mi ha riservato ieri sera si aggrovigliano ai battiti del mio cuore. All'inizio l'ho odiato, ma lui non ha mai mentito su quello che provava per me. L'ho odiato perché in quel momento avrei voluto continuare a respingerlo, lasciarmi inghiottire dalla rabbia, dall'amarezza, dalla sensazione di tradimento. Ma la sua voce tremava, e nei suoi occhi c'era solo verità. Voglio stare con lui. Nonostante tutto scelgo noi. Ha visto chi sono, non chi potrei o dovrei essere, solo me. E se lui può vedermi allora posso farlo anch'io.
Il cellulare vibra dentro alla tasca dei pantaloni, risvegliandomi dai miei pensieri. Lo afferro subito, credendo si tratti di Travor o Arya che vogliono farmi visita, ma il nome che leggo sullo schermo non appartiene a nessuno dei due. È mio padre. Il mio stomaco si chiude.
"Sto arrivando. Dobbiamo parlare."
Il cuore martella contro le costole mentre rimango ad osservare il messaggio.
Cosa vorrà dirmi? Perché ora? Non posso fare a meno di chiedermelo. Forse vuole farmi la predica, dirmi quanto sia stata incosciente, quanto dolore ho causato. Forse vuole fingere che tutto questo sia stato solo un brutto periodo e che con un po' di impegno potremmo rimettere insieme i pezzi. Oppure, peggio ancora, potrebbe non voler dire nulla. Venire qui solo per guardarmi con quell'espressione giudicante, il sopracciglio appena sollevato e le labbra serrate in quella smorfia che conosco fin troppo bene.
Oscar percorre il corridoio dell'ospedale con passo sicuro, squadrandomi senza traccia di esitazione. Il modo in cui ostenta sicurezza mi fa ribollire il sangue nelle vene. Dopo tutto ciò che mi ha fatto passare, crede di avere ancora il diritto di presentarsi qui e recitare la parte del padre premuroso? Mi irrigidisco, trattenendo il fiato. Non so se sono pronta per questo.
Non posso più chiamarlo papà. Non se lo merita. È un ruolo che si è tolto da solo, giorno dopo giorno, lasciandomi da sola a gestire il dolore. Quel nome mi legava a lui come una catena, e io ho appena cominciato a spezzarla. Oscar. Lo chiamo così perché adesso posso. Perché sono stanca di usare parole non mie. È solo questo, adesso. Il suo nome.
Quando incrocio gli occhi i suoi, un brivido gelido mi percorre la schiena.
In quelle iridi severe rivedo ogni cosa: le punizioni, le parole taglienti, le lacrime soffocate nel cuscino, l'odio, il disperato tentativo di essere apprezzata, di essere abbastanza almeno per chi mi aveva messa al mondo, la sensazione di inadeguatezza. Ho lottato con tutta me stessa per guadagnarmi un briciolo della sua approvazione, ho cercato nei suoi gesti un affetto che non è mai arrivato.
Mio malgrado non posso fare a meno di chinare la testa per mettere fine al contatto che mi intimorisce.
«Vieni.» Un ordine, non una richiesta. Il potere che esercita ancora su di me mi spinge a seguirlo nella stanza 122. Io mi siedo sulla poltrona, lui rimane in piedi, in tutta la sua imponenza. Rimango in silenzio, osservando la felpa costosa e il cappotto che gli scivola perfettamente addosso. Cosa vuole da me? Un'ultima umiliazione? Una confessione? Un addio?
«Inutile girarci intorno. Io e tua madre abbiamo discusso parecchio in questi giorni, e pensiamo sia meglio che io me ne vada.»
Aspetta, cosa? Non può essere... forse ho sentito male.
«È una decisione difficile per entrambi, ma farà bene a te. Questo è l'importante.»
Fra tutte le parole che avrei potuto aspettarmi, queste non esistevano nemmeno nel ventaglio delle possibilità.
Cerco un segno che mi faccia capire se sta scherzando, se sta testando la mia reazione per un suo tornaconto, ma è impassibile, come sempre.
Non so cosa provo. Dovrei essere sollevata. Dovrei sentirmi libera. Ma una punta di ansia si aggrappa al mio stomaco. Se ne va. Cambierà tutto, ed io dovrò essere all'altezza di questa nuova possibilità.
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Ricominciare da me
Romance‼️ Storia in revisione con editor, questa è solo la prima bozza grezza, stanno cambiando molte cose‼️ Selene non si è mai piaciuta e i suoi genitori non hanno mai mancato di farle notare tutto quello che non andava bene in lei. Selene da qualche tem...
