🩷
DREW
Assente, trasecolata, impaurita, terrorizzata, vuota, debole, triste. Delusa.
Tutte queste emozioni si alternano sul suo viso sconvolto; il trucco le è colato per via delle lacrime, gli occhi gonfi, il naso arrossato e quel dannato taglio che le squarcia il labbro inferiore, contornato da un maledetto livido.
Io preferisco annientare le mie di emozioni, perché potrei non riuscire a controllarmi.
Quella stessa mattina, ricordo di essermi sentito deluso dal fatto che lei andasse da Nick, che quel coglione l'abbia chiamata e non so bene cosa le abbia detto ma sembrava davvero preoccupata per lui.
La mia reazione nel sputargli quelle cattiverie è stata dettata dall'istinto, distruggendo ciò che è stato la sera prima.
Mi sento uno stronzo. Forse lo sono. Ma adesso non è importante. Ciò che è importante è che quel bastardo la paghi per averla ridotta così.
Eppure, tutto ciò che penso è il bisogno di medicarla. Ho bisogno di aggiustare ciò che lui ha rotto, di raccogliere i mille pezzetti in cui l'ho trovata e posizionarli nuovamente al posto giusto.
Dopo tutto ciò che ha passato a causa mia, glielo devo. Ma mi sentirei un vigliacco se non lo facessi.
«Vieni, Clare. Devi medicarti questa ferita», asserisco trattenendo un nervoso evidente.
Lei tira su col naso, annuendo nonostante stia tremando. Afferra le chiavi di casa e apre la porta, indirizzandomi su dove trovare dell'ovatta e del disinfettante.
Dopo aver recuperato tutto, la faccio accomodare sul divano e impregnando il cotone di medicinale, la affianco facendole voltare il volto verso di me lentamente.
Quei suoi occhi azzurri, spenti e spaventati, osservano il vuoto e i miei pensieri omicidi tornano a sovrastare la mia mente. Inspiro pesantemente, trattenendoli.
«Questo brucerà un po'», la avverto pacatamente mentre richiamo la sua attenzione. Clare annuisce ancora, incapace di spiccicare parola; prendendolo come un consenso, inizio a tamponare la ferita vedendola però strizzare gli occhi.
Quel bastardo la deve pagare. Una donna non si tocca, non si sfiora nemmeno per scherzo e io, che ho ben imparato la lezione, posso dirlo a gran voce.
Io l'ho ferita, ho distrutto la sua autostima e so bene di aver sbagliato, ma credo anche di avergli fatto un favore. Lei non merita uno come me, ma non merita nemmeno uno con Nick Coleman.
Un uomo che alza le mani ad una donna è un pezzo di merda. Non c'è bisogno di usare termini particolari, perché questo è l'unico modo giusto per definirlo.
Le motivazioni del perché lo abbia fatto, sono infinite e le più tragiche si ripropongono nella mia testa tanto da farmi maggiormente alterare. Devo stringere i denti per non tirare un pugno contro la superficie del divano.
«Accidenti... brucia», sospira lei trattenendo il dolore.
Noto subito le sue mani chiuse in due pugni stretti, tanto che le nocche sono sbiadite. Le stringe al punto di conficcarsi le unghie sui palmi delle mani e d'istinto le afferro con una delle mie, facendola sobbalzare.
Clare mi rivolge uno sguardo sorpreso e confuso, mentre io insinuo la mia mano tra le sue fredde e tremolanti.
«Stringi la mia mano», sussurro, ma lei continua a guardarmi confusa. «Stritolala, graffiala, pizzicala non mi importa. L'importante è che non ti induci altro male. Ti prego fallo per me».
Alle mie parole, i suoi occhi si inumidiscono.
E io, mi sento strano. Strano perché non lo avrei fatto per nessuno. Eccetto Zoe e Maya. Strano perché non so cosa sia questo senso di protezione nei suoi confronti, strano perché so di star sbagliando tutto. Eppure continuo a farlo.
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Hearts Enemies
Romance𝑯𝒆𝒂𝒓𝒕𝒔 𝑬𝒏𝒆𝒎𝒊𝒆𝒔 - Nemici del cuore ~ Bugie, ferite e verità mai dette li tengono legati da anni. Ora il destino li mette di nuovo uno davanti all'altra. Clare Benson pensava di aver chiuso con il passato. Drew Stevens è il suo passato. O...
