🩷
Ecco che si ripresenta.
Quella dannata sensazione di star commettendo un errore. È lì, presente e assillante che scalpita irrequieta nel mio cervello.
La stessa sensazione che si è palesata proprio come quella prima domenica al centro commerciale con Drew e Zoe. Sentivo di star sbagliando e d'altronde avevo ragione: da lì, quella dolce bambina mi è entrata nel cuore e a seguito, sono iniziati gli avvenimenti confusionari tra me e Drew.
La stessa dannata sensazione.
Mi impongo di sopprimerla per quanto mi sia possibile, mentre a grandi falcate raggiungiamo l'entrata della villetta a schiera di George.
Ho visto quest'uomo una solo volta e di sfuggita, mentre origliavo una delle loro discussioni ma Drew lo ha nominato, immagino anche involontariamente. Dice che sia come un padre e ricordo bene che anche Zoe lo ha appellato come nonno. Non riesco bene a decifrare la loro connessione, ma non mi cimento più di tanto a trovare una risposta. Ho già la testa che mi scoppia, aggiungerci l'ennesimo pensiero sarebbe da suicidio.
«Nonno George!», urla felice la bambina correndogli incontro quando lo intravediamo vestito di un completo grigio fumo molto elegante. Di certo non gli manca il buongusto.
L'uomo sorride alla bambina e le allarga di getto le braccia stringendola a sé.
«Piccolina!», risponde George, lasciandole un bacio fra i capelli. «Sei bellissima».
«Tanti auguri, nonnino».
Il loro abbraccio dura qualche secondo, finché non si stacca dalla bimba e si risolleva in piedi, osservando complice Drew.
«Testa calda», lo appella.
«Auguri, vecchio», lo beffeggia e George ridacchia, abbracciandolo mentre gli lascia alcune pacche sulle spalle.
Mi sento in imbarazzo mentre osservo il quadro di famiglia stretto in calorose manifestazioni d'affetto, mentre io me ne sto semplicemente in disparte. D'altronde sono un'estranea per chiunque presente in questa casa; facendo eccezione per Drew e Zoe.
Resto in silenzio stringendo le mani l'una con l'altra, ricordandomi il perché abbia accettato l'invito.
Non lo so. Non trovo alcuna giustificazione nel disordinato archivio che è il mio cervello.
Questo si permette il lusso di darmi input che mi incasinano la vita e poi non mi aiuta.
L'imbarazzo persiste, almeno finché l'abbraccio tra Drew e George non termina e un gesto talmente inaspettato mi fa credere di star sognando.
«George... ti presento, Clare Benson».
Non sono le parole, ma piuttosto la premura di allungare una mano verso di me, cingendo i miei fianchi e facendomi, inoltre, sobbalzare, per la freddezza dei suoi polpastrelli a contatto con la mia schiena lasciata nuda allo scollo provocante del mio vestito.
Sa giocare. Sa bene come conquistare una donna e come farla sciogliere sotto le sue attenzioni; ma se pensa che questo basti per farmi dimenticare di essere ancora arrabbiata con lui, si sbaglia di grosso.
Anche se quel tocco...
Seppur con fatica, cerco di ignorare quel contatto che unisce la nostra pelle, inghiottendo silenziosamente gli strani pensieri che girovagano nella mia testa.
George mi rivolge un sorriso ed io ricambio, mentre si china educatamente afferrando la mano sfiorandone il dorso in un elegante baciamano.
Un vero e classico galantuomo d'altri tempi.
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Hearts Enemies
Cinta𝑯𝒆𝒂𝒓𝒕𝒔 𝑬𝒏𝒆𝒎𝒊𝒆𝒔 - Nemici del cuore ~ Bugie, ferite e verità mai dette li tengono legati da anni. Ora il destino li mette di nuovo uno davanti all'altra. Clare Benson pensava di aver chiuso con il passato. Drew Stevens è il suo passato. O...
