DREW
Un coglione. Ecco cosa sono.
Un misero coglione, stronzo, bastardo, ingrato e fallito.
Un uomo da niente. Un uomo di merda.
So che non merito di averla nemmeno col pensiero e so che lei non merita di essere trattata come ho fatto io sei cazzo di anni fa.
Avrei dovuto starle lontano il più possibile, ma non ce l'ho fatta.
Ho perso in senno della ragione.
Dovevo vederla. Perché dopo che Eve si è fatta scappare involontariamente del suo aborto, non ho più visto niente se non lei.
Istintivamente ho acquistato il primo biglietto aereo per Newport News, lasciando Zoe con Liam ed Eve e trattenendo la voglia di spaccarmi le nocche.
Ma appena ho varcato la soglia di quella casa, ritrovandomela sotto agli occhi rannicchiata sul davanzale della finestra con quel suo viso angelico e, allo stesso tempo, corrucciato da un'espressione sorpresa, tutto ciò che sento è rabbia.
Rabbia per me stesso.
Cazzo. Sono un fottuto egoista a piombare qui in tarda sera, in un giorno già abbastanza doloroso per lei.
Ma ormai sono qui e sono pronto a prendermi ogni conseguenza che merito. Perché lei ha già sofferto abbastanza ed io non permetterò che continui a farlo da sola. Sono responsabile di tutto ciò che le è successo e se per farle capire che sono qui per lei, devo prendermi del bastardo... be', allora lo sono.
«Clare? Lo conosci?», domanda confuso l'uomo verso la figlia.
Mi ero dimenticato che suo padre fosse ancora sulla soglia della porta assieme a me e la sua voce mi riporta al presente, ricordandomi che non si tratta di un incubo.
«Ehm... signor Benson, perdoni la mia irruenza. Lasci che mi presenti. Sono Drew Stevens», intervengo ricordandomi di non essermi ancora presentato. L'uomo, però, mi squadra da capo a piedi ancora una volta e così mi ritrovo ad aggiungere: «Avevo necessità di parlare con Clare il prima possibile».
L'uomo non pare molto convinto della mia risposta, ma prima di poter aprire bocca, a precederlo è la voce tremolante della figlia.
«P-papà... puoi... puoi lasciarci da soli, per favore?», balbetta inconsciamente non scostando lo sguardo da me.
I suoi occhi parlano e mi mettono paura. Dentro di sé sa che farei una follia del genere solo per quel dannato segreto che mi ha tenuto nascosto per anni, ma allo stesso tempo, un velo di speranza che non sia così la fa sospirare profondamente.
«Lo conosci?», ripete il padre con tono più autoritario.
Che stronzo che sono. Avrei dovuto tenere in considerazione che suo padre sarebbe stato presente e che avrebbe indagato di più.
«Sì, papà. Lo conosco. Lasciaci da soli, per favore», tenta di convincerlo guardandolo come per trasmettergli serenità.
Ma non è affatto sicura. Fosse per lei mi sbatterebbe fuori a calci in culo. Ma la ringrazio mentalmente per non averlo ancora fatto.
Suo padre non sembra molto convinto, ma forse tranquillizzato dallo sguardo ricevuto dalla figlia, cede. «Come vuoi tu. Se hai bisogno, sono in camera mia», le dice. Poi si volta verso di me porgendomi la mano e solo adesso si presenta. «Phil Benson».
Ricambio subito la stretta di mano, sorridendo fievolmente all'uomo che non sembra molto sicuro di me, così mi sento in dovere di puntualizzare che non sono uno stalker.
«Sono un amico di Clare. In realtà siamo vicini di casa, colleghi e... vecchi conoscenti».
«Mi fido solo perché mia figlia non è una sprovveduta», sottolinea lasciando la mia mano. È evidente che non si fidi molto. D'altronde sono piombato qui all'improvviso.
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Hearts Enemies
Romantik𝑯𝒆𝒂𝒓𝒕𝒔 𝑬𝒏𝒆𝒎𝒊𝒆𝒔 - Nemici del cuore ~ Bugie, ferite e verità mai dette li tengono legati da anni. Ora il destino li mette di nuovo uno davanti all'altra. Clare Benson pensava di aver chiuso con il passato. Drew Stevens è il suo passato. O...
