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🩷



Cosa mi dice il cervello quando prendo queste decisioni?

A saperlo. Ma ultimamente il fatto che io sappia prendere solo quelle sbagliate, mi preoccupa.

Perché non ho semplicemente deciso di andarmene a letto? Perché ho accettato l'invito di Drew? Perché non riesco a togliermi dalla testa le sue parole e il mio bacio?

Perché... perché... perché...

Troppi perché e ancora, nessuna risposta.

«Grazie per oggi, Clare». Drew si siede accanto a me sul divano porgendomi il mio calice di bianco. «In realtà, grazie per... tutto».

Il mio petto vibra, consapevole di ricevere troppo poco spesso la sua gratitudine; eppure qualcosa mi dice che non sia solo questo la causa del tremolio perché sebbene le domande che fluttuano nella mia testa siano principalmente riguardo il mio comportamento, non posso negare che qualche cambiamento c'è stato anche in lui.

«Non ringraziarmi. Lo sai... lo faccio per Zoe», gracchio poco prima di inumidirmi la gola con il vino.

«Sì, certo», sbuffa in un mezzo sorriso poco convinto della mia risposta. Così aggrotto le sopracciglia, cercando allo stesso tempo di celare il rossore inevitabile che accalda le mie guance.

«Che c'è?».

Lui manda giù un sorso di vino mentre tiene strette le labbra fra loro in un'espressione saccente e seducente al contempo; il che mi agita ancora di più.

«Mh?», mugugna fingendo di non sapere a cosa mi riferisco.

«Cos'è che non ti convince?», chiedo espressamente un po' ansiosa di scoprire dove andrà a finire questo discorso.

Ma Drew è un uomo furbo, con la risposta sempre pronta e non si imbarazza di nulla, soprattutto se dire qualcosa può mettere invece in imbarazzo me. Pare ci provi gusto nel farlo. O forse, ciò che pensa Eve è vero...

L'uomo dagli occhi pungenti, si prende qualche altro minuto di silenzio sostenendo quel sorrisetto malizioso sulle labbra mentre ripone il suo calice sul tavolino prima di voltarsi verso di me sporgendosi quanto basta per sentire le sue parole più forti di quanto realmente siano.

«Non credo tu faccia tutto questo solo per Zoe».

Il sangue si ferma nelle mie vene, mandando poco ossigeno al mio cervello che pare prendere fuoco. All'improvviso anche le mani sudano e si ancorano forte al bicchiere cercando di non mollarlo e farlo cadere rovinosamente per terra.

Per un attimo sto per urlargli contro, ma nell'istante in cui sto per aprire bocca, l'idea di sfidarlo prevale.

«Ah sì? E cosa te lo farebbe pensare?».

Sbuffa un'altra mezza risata mentre si passa lingua fra le labbra inumidendole prima di mordicchiarle in un gesto puramente casuale che però mi fa avvampare.

«Devo davvero dirti quello che penso, Benson? Non è che poi te la prendi?», mi stuzzica con voce bassa e penetrante.

So bene che dovrei rispondergli a tono, ma l'ipnosi nella quale sono caduta è talmente coinvolgente che non ci riesco; anzi, al contrario, seguo il suo gioco, rispondendo semplicemente sollevando le spalle e inarcando le labbra in un'espressione quasi indifferente.

A Drew non passa inosservato il modo in cui stia cercando di tenergli testa senza dare di matto - come sono solita fare ogni qualvolta si apre un argomento così stuzzicante - e tutto ciò che fa è tentare per l'ennesima volta di farmi mancare il fiato avvicinandosi talmente tanto che riesco a percepire il suo naso sfiorare il mio.

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