29.

1.4K 70 41
                                        


🩷




«Almeno puoi dirmi dove stiamo andando?!».

Non so bene cosa mi passi per la testa ultimamente ma ogni scelta dettata dal mio cervello, sembra non voler corrispondere con ciò che direbbe la mia coscienza.

Eppure entrambi sono consapevoli del danno appena fatto. Seguire l'istinto è diventato il mio hobby preferito, visto che proprio adesso, dopo i vari casini in cui mi ha infilata, sono nella macchina del mio nemico del cuore.

Non so bene cos'abbia scaturito questa decisione. Ci sto ancora pensando e tutti i  neuroni - o almeno quei pochi rimasti funzionanti - ci stanno lavorando.

Risultato? Nessuno. L'unica consapevolezza è quella di essere pazza.

«Ma a te non piacciono proprio le sorprese, eh?», sogghigna.

«Sì, ma questa non è una sorpresa visto che sei venuto a casa mia dicendomi di seguirti in chissà quale posto», ribatto arrampicandomi sugli specchi.

In realtà, le sorprese mi piacciono da morire ma il solo pensiero che sia lui a farmele mi agita e mi rende abbastanza tesa, motivo per cui sono anche molto curiosa. Ma questo lui non deve saperlo.

Come immaginavo, alza gli occhi al cielo rilasciando un piccolo sbuffo dalle labbra che si arricciano lievemente subito dopo, mentre i suoi occhi rimangono fissi sulla strada e le sue mani ben salde al volante.

«Non addossarmi tutte le colpe! Sei stata tu ad accettare», mi ricorda con puntiglio.

«Tu insistevi», preciso e lui sorride scrollando le spalle.

«Senti, piccola volpe, non ho alcuna intenzione di rapirti e ucciderti», dice con tono ironico. «A breve scoprirai la destinazione e oltre che perdonarmi, mi ringrazierai. Però, fammi un favore... sta' zitta per tutto il viaggio».

Percepisco l'umorismo della sua voce, ma sono anche certa che ci sia un pizzico di verità. Drew Stevens non è mai stato un tipo paziente. Ha sempre odiato essere infastidito e le mie mille domande non alleggeriscono la tensione; per cui, seppur in totale contraddizione con ciò che vorrei fare, eseguo la sua richiesta e rilassando le spalle, mi accomodo sul sedile.

D'altronde ormai il danno è fatto. Ovunque mi porterà, sarà troppo tardi per tornare indietro.

Regna il silenzio nel piccolo abitacolo, graziando le orecchie e l'umore di Drew il quale però canticchia qualche canzone che passa alla radio, mentre io, mi perdo ad osservare fuori dal finestrino rassegnata.

L'inverno è ancora persistente nel mese di febbraio e le giornate, seppur soleggiate, restano comunque molto fredde, anche se questo pomeriggio sembra essere uno dei più miti degli ultimi giorni nonostante il sole, vista l'ora che segna il pomeriggio inoltrato, calerà a breve. Tuttavia, finché resterà alto in cielo, illumina le strade di Manhattan che scorrono a seconda della velocità dell'auto.

«Ho parlato con Liam», la sua voce irrompe nuovamente nel silenzio.

Mi volto verso di lui e non devo chiedere a cosa si riferisca perché so bene che sottintende il nostro finto matrimonio.

«Cosa ti ha detto?», domando nascondendo quel pizzico di paura. Se Liam non fosse in grado di trovare una plausibile soluzione, sarò costretta a sposare davvero Drew Stevens e questa è solo colpa della mia troppa emotività. Se mi fossi fatta gli affari miei, avremmo chiarito il malinteso a Joseph senza complicazioni, ma venuta a conoscenza della verità non ho potuto fare altro che rendere meno dolorosa la questione per Zoe.

Eppure, solo Dio sa quanto un po' me ne stia pentendo...

Ma mentre io mi faccio le mie solite pare mentali arrivando a conclusioni affrettate e altrettanto tragiche, Drew sogghigna divertito lasciandomi perplessa.

Hearts EnemiesDove le storie prendono vita. Scoprilo ora