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Rick annuisce serio.
"Quella bambina, è il mio mondo, Jane...se le farai del male, ti farò a pezzi!" sibila a due passi dal suo viso.
"È anche mia figlia, non potrei mai, te lo giuro Rick, voglio davvero conoscerla ed è al sicuro con me!" Jane lo rassicura. Non lo biasima, lei farebbe lo stesso per Poppy.
"Dai, se è una Rizzoli come penso, la pazienza non è il suo forte!" Sbuffa la bruna sforzando un sorriso mentre escono dal suo ufficio.
Micol è seduta su una sedia in attesa.
"Alex sarà qui subito, Miss Rizzoli!" Susan sorride affabile da dietro la sua postazione. Jane annuisce e raggiunge sua figlia.
"Micol, tesoro vieni qui!" Jane chiama sua figlia e le tende la mano.
La piccola scatta su come una molla e la raggiunge. "Ti andrebbe di fare un giro per vedere la Rizzoli&Co?".
"Davvero?" la guarda entusiasta.
Micol farebbe qualsiasi cosa per far parte del mondo di sua madre.
"Susan, voglio presentarti Micol...mia figlia!" La donna rimane di sasso. Non sapeva che Miss Rizzoli avesse altri figli, oltre alla piccola Poppy.
"Oh...ciao tesoro, io sono Susan Green e lavoro da molto tempo con la tua mamma, ma...guardati, chi ti ha regalato questi occhi?" la donna è rimasta molto sorpresa.
La ragazza è davvero bellissima e ha la stessa bellezza cruda di sua madre.
"Papà mi ha regalato questi occhi, ma i riccioli e le fossette, quelle sono della mia bellissima mamma!" Micol guarda sua madre che le sorride con orgoglio.
Jane si sente sciogliere, le sembra di camminare a mezz'aria, è tutto così corroborante e sfiancante allo stesso tempo.
Non ha la minima idea di come raccontare tutto alla sua famiglia.
I Rizzoli impazziranno ma in questo momento, l'unica cosa che vuole adesso è Micol e le viene una idea; non è insolito per lei fare dei viaggi d'affari che la tengono lontana da casa per giorni, quindi, se si assentasse per un po' non ci sarebbe nulla di strano.
La donna ha bisogno di stare con sua figlia, creare un legame ma non può farlo con l'esuberanza di Poppy o la sua caotica famiglia.
Sente di doversi dedicare totalmente a Micol.
"Senti Rick, devo parlarti di una cosa...Susan, potresti guardare nostra figlia per un attimo?" la donna annuisce e fa cenno alla ragazzina di seguirla.
Micol è titubante ma Jane le sorride dolcemente per rassicurarla, poi Jane si allontana un attimo con Rick.
"Senti, sono ancora in overdrive per tutto e non so come la prenderai...ci sono dei problemi se passo qualche giorno con nostra figlia? Per conoscerla senza la mia pazza famiglia. Niente di strambo, solo qualche giorno fuori città, ti terrò aggiornato su tutto..." l'uomo è un po' titubante, non è mai stato separato da sua figlia per due giorni di seguito.
"Io...non so, se mi terrai informato non ho nulla in contrario ma sarà lei a decidere!".
"Va bene, mi sembra giusto...eh, Rick...mi hai fatto un regalo inestimabile e devo dire che l'hai cresciuta molto bene!" Jane deve ammettere che per quello che ha visto, Micol sembra essere molto sveglia e intelligente.
"Grazie, lo apprezzo molto!".
Finito di parlare, padre e figlia si salutano per vedersi più tardi.
"Mamma?" Jane perde un battito nel sentire sua figlia chiamarla così.
"Si amore, dimmi..." Il cuore di Micol sembra esplodere nel petto.
Aveva immaginato milioni di volte questo momento ma trovarsi a viverlo in modo così vivido le fa venire voglia di piangere ed è quello che fa.
La piccola scoppia a piangere sopraffatta da tutta la situazione.
Jane la prende in braccio nonostante sia poco più bassa di lei e la lascia sfogare.
La stringe forte a sé e la culla con parole dolci. "Shss...la mamma è qui tesoro, sono qui e non ti lascerò mai più!" Ma queste parole fanno solo piangere più forte Micol che singhiozza tremando, si aggrappa al corpo di sua madre come se la sua vita dipendesse da questo e Jane la lascia fare.
Sente un misto di amore, paura, rabbia e dolore, è come se stesse partorendo Micol una seconda volta e la bambina piangesse per avvisare il mondo della sua presenza.
Susan, che osserva tutto in disparte, ha le lacrime agli occhi, non ci ha capito molto ma sorride vedendo la dolcezza di quel momento così intimo.
Alex arriva poco dopo e trova Miss Rizzoli con in braccio la strana ragazzina di prima.
"Alex, prima di qualunque cosa voglio presentarti una persona..." Jane mette Micol per terra e le bacia il viso bagnato di lacrime "Questa..." indica la ragazzina che le è incollata addosso "Questa è la mia piccola Micol..." l'uomo la guarda stranito.
Che lui sappia c'è solo una Micol ed è al cimitero.
"Non capisco..." dice guardando prima Miss Rizzoli e poi la bambina.
"È mia figlia, Alex conto sulla tua discrezione. Non farne parola con nessuno e riservale lo stesso rispetto e trattamento che hai verso Poppy, ti dirò tutto a tempo debito!" Alex annuisce senza fare domande e si presenta proprio come ha fatto a suo tempo con piccola Miss.
"Miss Micol, è un onore fare la vostra conoscenza! Lavoro da anni per Miss Rizzoli e sono a vostra completa disposizione!" Spiega facendo un mezzo inchino.
Micol sorride a tanta galanteria ma l'uomo le piace.
"Grazie, ma chiamami Micol!" Alex annuisce serio.
"Ok...ora che ne dici di andare da qualche parte e poi ti mostro l'azienda?" Jane è eccitata ma anche nervosa e spera di non fare casini con la piccola.
"In realtà..." Micol si sfila lo zaino e tira fuori il suo album .
"Voglio farti vedere una cosa..." dice timidamente. "Ma non qui, possiamo andare in un posto tranquillo?" Jane sorride alla timidezza di sua figlia.
"Ma certo, Alex portarci al Grey House e di loro che non voglio nessuno." Alex annuisce e si allontana per chiamare il locale.

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